Liberarsi dell’indottrinamento

Ci vuole una vita per liberarsi dell’indottrinamento. Ho dedicato tutta me stessa alla ricerca della verità, alla scoperta del senso della vita. La mia fuoriuscita dall’organizzazione dei Testimoni di Geova, all’interno della quale ho militato per quarant’anni, è oggi l’aspetto fondamentale del mio profilo. Ed è un fatto non solo esteriore ma profondamente interiore.

Questa mia presa di posizione rientra, tra l’altro, nella mia lotta per il conseguimento di un pensiero autonomo, di una fede nella libertà. Per questo ho combattuto con determinazione e ho rotto con tutto ciò che  mi sbarrava la strada. Ho dovuto superare tutto ciò che mi tratteneva dal realizzare  il compito assegnato. Avevo in me sufficiente forza di volontà per tirare dritto verso la mia meta. La mia indole è in certi casi quella del guerriero.

Per spiegare uno degli avvenimenti più importanti della mia vita è necessario che io spenda alcune parole.  Nell’ottobre 2015 mi sono imbattuta nella scoperta della terra “piatta” e sono rimasta sbalordita. Ho incominciato a studiare l’argomento,  stavo sui libri di notte fino alle due.  Mi sono subito resa conto che la terra non è un globo. Ho telefonato e scritto alla Betel di Roma. Invano. Mi giunse una risposta arrogante e intimidatoria. Nessuna spiegazione scritturale ma solo cavilli.

Allora cominciai a capire il profondo significato del primo capitolo di Ezechiele, un’altra pietra miliare nel mio percorso. Da allora mi sono sentita pervasa da un  indicibile senso di gioia, più di quanto io avessi sperimentato prima. Mi rendevo conto di aver raggiunto una maggiore  consistenza spirituale. Tutta la mia vita era cambiata. Avevo fatto un balzo in avanti. A quel punto mi interessava esprimere quello che un flusso interiore mi rivelava come verità. E questo flusso spirituale finì con l’assegnarmi un compito preciso: “Adesso puoi misurare la terra”.

Di lì sono iniziati tre anni di intenso studio e di ricerca. Sono apparsi sullo schermo della mia mente i primi modelli della conformazione della terra. Venivo di giorno in giorno indirizzata in uno studio scientifico nel quale, di per sé, non avevo nessuna competenza. Di astronomia ero assolutamente inesperta. Di fisica, chimica, elettrodinamica avevo pochi ricordi che risalivano ai tempi del liceo. Per fortuna potevo appoggiarmi sulle competenze scientifiche di mio figlio, che fa l’ingegnere.

Man mano che le ricerche proseguivano, dettaglio su dettaglio, cominciavo a capire meglio le scritture. La Bibbia mi si rivelava come un libro più unitario e man mano più comprensibile. Nel mio lavoro  c’è molto che non viene da me. Venivano fuori i veri significati di concetti fondamentali come il modello cosmico del tempio, la durata della generazione di Matteo 24, la bestia selvaggia e la sua immagine, il numero 666,  le profezie su pace e sicurezza, Gog di Magog, il re del Nord e il re del Sud.

Un momento fondamentale fu arrivare a capire il significato della profezia di Apocalisse al capitolo 11 a proposito dei due testimoni vestiti di sacco. Di lì si arriva a capire la scansione cronologica di importanti avvenimenti, come l’insediamento al potere del regno di Dio.

L’esito di questo rivolgimento interiore fu di ritrovarmi con una certa forza spirituale e un bagaglio di competenze che non avrei mai potuto immaginare di possedere. Ho riconosciuto dentro di me una forte presenza dello spirito. Mi sono liberata dal senso di paura che talvolta mi impediva di esprimere completamente un pensiero  anticonformista e non allineato. Nella percezione comune c’è questo: un pensatore quindi un matto. Ma adesso percepisco in me un bastante senso di libertà che mi permette di non farci caso.

Sono sempre stata indifferente a molte cose. I giudizi delle persone hanno potuto sfiorare soltanto la parte più superficiale del mio essere. So stare all’opposizione e reggo bene il conflitto. Questa è la mia cifra.


Indottrinamento e pensiero di gruppo

indottrinamento

Il pensiero di gruppo è quanto vogliamo evitare. «Oggi che cosa ci troviamo davanti? Una massa di individui dispersi, gassosi! Soggetti che, venuta meno ogni forma di aggregazione sociale, sindacale, corporativa, politica, si ritrovano soli. È questa la novità. È questo che crea la base sociale dei Trump, delle Le Pen, dei Salvini e dei Grillo. Alla radice non c’è solo l’impoverimento, il declassamento del ceto medio: c’è l’individualizzazione di massa».

Così si esprime in un’intervista su la Repubblica Massimo Cacciari affrontando il tema della sparizione, a livello culturale soprattutto, di una classe sociale, la vecchia borghesia. A questo punto, forse, una delle poche superstiti forme di aggregazione rimaste sono i social. Così anche tra i terrapiattisti si sono formati innumerevoli gruppi che condividono i loro pensieri sul Web o su WhatsApp.(https://www.repubblica.it/venerdi/interviste/2017/03/02/news/massimo_cacciari_la_borghesia_uccisa_dal_capitalismo_assoluto-159577418/)

Cambiare un’idea non è semplice, dato che le idee sono la nostra identità e il nostro linguaggio. Ci sono in giro molti gruppi che si dichiarano favorevoli a sostenere un movimento di pensiero in controtendenza, ma che sono continuamente in bisticcio tra di loro e che fanno del terrapiattismo una semplice demagogia. Le voci che li dentro si levano contro i sostenitori del concetto di terra-globo non sono tutte limpide.

Scusate, la libertà di pensiero ce l’abbiamo. Ora vorremmo avere anche un pensiero. Cos’è un pensiero? Sono parole, il discorso, uno stile di linguaggio. Questi gruppi hanno spesso uno stile comunicativo senza respiro che si conforma un po’ troppo a quello che dicono di contestare. Adesso citerò alcuni stralci da un articolo che ho trovato in rete: La macchina maieutica (https://vittoriodublinoblog.org/2019/01/14/il-decimo-uomo-per-contrastare-il-pensiero-di-gruppo/)

Il pensiero di gruppo: le caratteristiche

  • “I singoli membri del gruppo non vogliono far affondare la barca, perché ciò potrebbe portare a danneggiare le loro relazioni personali che intraprendono con gli altri componenti del gruppo”, per questo non è raro osservare tentativi tesi a ridicolizzare pensieri dissenzienti, critiche costruttive o perfino eventuali consigli, dunque conseguentemente  il dissenso o il consiglio viene  esternato con poca incisività se non raramente. “Le persone sono pronte ad adottare le posizioni di maggioranza e, soprattutto, ignorano tutte le potenziali alternative e tutte le prove contrastanti”.
  • Il Groupthink (in inglese, appunto, Pensiero di Gruppo)  è un fenomeno psicosociale che si verifica all’interno di un Gruppo di Individui in cui il desiderio di armonia porta alla conformità.  In questi gruppi è presente una sorta di ‘Pensiero Unico Dominante” e conseguentemente l’assenza, o deficienza di ascolto di  ‘Pensieri non conformi a quello dominante nel gruppo  (ovvero: un Pensiero Dissenziente)’, ciò si può tradurre, a discapito del gruppo,  nell’ottenere risultati decisionali irrazionali, disfunzionali o poco efficienti.

La tecnica del decimo uomo. Questa tecnica che nel film World war Z, the tenth man, viene chiamata la ” Regola del Decimo Uomo”, ma nella vita reale prende il nome di:  “Avvocato del Diavolo”,  è una delle tecniche che potrebbe essere usata per contrastare gli effetti del cosiddetto “Pensiero di Gruppo”. Si tratterebbe di permettere all’interno di un gruppo la presenza di almeno un membro dal pensiero non allineato. Noi di Earthmeasured, dentro a uno di questi ci siamo stati. Ma solo per pochissimi giorni e ne siamo stati subito scacciati. Per ragioni tutto sommato marginali. Perché accadono fenomeni di questo tipo?

  • Questo fenomeno accade perché i membri del gruppo cercano di ridurre al minimo i conflitti e raggiungere una decisione di consenso senza una valutazione critica dei punti di vista alternativi, sopprimendo attivamente i punti di vista dissenzienti e isolandosi dalle influenze esterne. Quando un gruppo ne è soggetto, cioè è afflitto dal Groupthink,  in questo si richiede spesso inconsapevolmente (ed implicitamente) che le persone  (i membri) evitino di sollevare questioni controverse o soluzioni alternative, con una palese perdita di creatività individuale, unicità e sviluppo di un pensiero indipendente.

Chiudo questo sfogo con un breve riferimento a Immanuel Kant,  filosofo del 700 (1724-1804), e a un opuscolo da lui scritto per rispondere alla domanda  “Cos’è l’illuminismo?” Si trattava di sollecitare nel pubblico l’autoconsapevolezza e la volontà di fare qualcosa a proprio favore, per la propria rinascita spirituale ed umana. Era come rendere conscio il lettore di un dito puntato, di un dovere e un non dovere, che si riferisce alla responsabilità che ciascuno ha verso se stesso, nella propria vita, di prendere una posizione autonoma e fuori dall’influenza delle molte sovrastrutture culturali o sociali

“La pigrizia e la viltà sono le cause per cui tanta parte degli uomini, dopo che la natura li ha fatti liberi da direzione estranea (naturaliter maiorennes), rimangono ciò nondimeno volentieri per l’intera vita minorenni, per cui riesce facile ad altri erigersi a loro tutori. Ed è così comodo essere minorenni!

Se io ho un libro che pensa per me, se ho un direttore spirituale che ha coscienza per me, se ho un medico che decide per me il regime che mi conviene ecc., io non ho più bisogno di darmi pensiero di me. Non ho bisogno di pensare, purché possa solo pagare: altri si assumeranno per me questa noiosa occupazione.”

Qui tu potresti aggiungere: Se riuscissi almeno a trovare un Gruppo in cui inserirmi, a cui adeguare il mio stile di discorso, mi ritroverei almeno con un’identità più definita, una presentazione di me un po’ più sostanziosa. Sarebbe un modo di sentirmi approvato da qualcuno senza metterci troppo sforzo…Ma non sarebbe questo come restare minorenne, sotto tutore per sempre?

Ciò significa che debbo avere il coraggio di sapere, sapere aude. Devo diventare maggiorenne. Per esempio, nel corso del tempo la chiesa, non solo la cattolica, ma più in generale, tutte le chiese, incominciano sempre più ad affidarsi alla tradizione e a sottolineare il principio d’autorità. Si adagiano.

Arrivati lì mi dicono: non hai bisogno di aprire la Bibbia. Leggila pure ma non scavare. Non devi fare congetture. Te la spieghiamo noi.

E invece no, devo aprire i libri e prendermi la responsabilità di capirli. Il mondo è pieno di libri straordinari. Tu dici: voglio cambiare me stesso. Leggiti i Vangeli allora, incomincia a pregare, bussa a quella  tremendissima porta, che alla fine si apre.


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