I sette sigilli dell’Apocalisse

I sette sigilli dell’Apocalisse descritti al capitolo 6 si legano al periodo che stiamo vivendo e ai sette tempi di Daniele capitolo 4. Questo identificherebbe la fine dei tempi con un periodo di tribolazione crescente in un arco di sette anni.

Sono molte le vicende della storia biblica che hanno visto un periodo di tribolazione concludersi con la distruzione dell’adorazione idolatrica e la liberazione di un rimanente fedele. Continuiamo quindi nella nostra analisi con l’intento di arrivare ad una più generale comprensione di un testo relativo a questo periodo finale.

Il settimo sigillo e le sette trombe

Un primo punto da tener presente è che i sette tempi corrispondono ai sette sigilli del capitolo 6 e 8:1, ma anche alle sette trombe del capitolo 8 e 9 di Rivelazione. Questa visione delle sette trombe si inserisce in  una struttura narrativa più complessa a partire dalla descrizione dei sei sigilli del capitolo 6. Ciò sembrerebbe ricollegarsi a Quanto accadde a Gerico, quando Israele entrava nella Terra promessa. Mentre tutti gli altri sigilli sono aperti in rapida successione, il settimo sigillo viene aperto solo al versetto 1 del capitolo 8. Questo è un aspetto saliente in quanto tra il capitolo 6 e l’apertura del settimo sigillo si inserisce la visione dei 144.000 in cielo e della grande folla uscita dalla grande tribolazione.

A Gerico Israele si era trovato a fare intorno alle mura della città un giro al giorno per sei giorni e sette giri il settimo giorno. C’è quindi una forte accelerazione degli avvenimenti l’ultimo giorno con un drammatico finale. Le sette trombe si inquadrano in una costruzione di questo tipo. La visione inizia al capitolo 6 dove si presenta l’Agnello ad aprire il rotolo dei sigilli. Questi vengono aperti uno alla volta e, all’apertura del settimo gli angeli ricevono le sette trombe. (Ri 8:1)

La struttura allegorica vuole quindi rappresentare un periodo di sette anni in cui gli avvenimenti si succedono aumentando di gravità verso la fine. Possiamo immaginare che all’inizio Giovanni veda di colpo in visione la completa apertura dei sigilli come un succedersi di avvenimenti che si intensificano fino a quando, con l’apertura del settimo, i sette angeli di Dio ricevono le sette trombe. Succede quindi che agli avvenimenti manifesti nei sette sigilli si affianchino quelli presagiti dalle sette trombe.

Le sette trombe

Le sette trombe anche se introdotte all’apertura del settimo sigillo, rappresentano avvenimenti contemporanei q quelli della visione del rotolo dei sigilli, avvenimenti che si distribuiscono nel corso dei sette anni. Le trombe corrispondono semplicemente una descrizione diversa, forse più grave e pesante dello stesso periodo di tempo. Per fare un’analogia potrei pensare alla divisione esistente tra le prime tre piaghe di Egitto e le successive. Le prime tre piaghe toccano anche gli Israeliti mentre le successive, più gravi, toccano solo gli Egiziani.

Allo stesso modo, gli avvenimenti che si succedono nel libro di Rivelazione sembrano sottolineare che il giudizio parte dal popolo di Geova. Il giudizio divino poi finisce per aggravarsi via via contro il sistema apostata e allontanato da Dio.

Esaminiamo quindi i sette sigilli. Si susseguiranno poi, sempre nel libro di Apocalisse, alle sette trombe le sette piaghe o sette coppe .

I 4 cavalieri dell’apocalisse

7 sigilli

I primi 4 sigilli vengono aperti nella descrizione dei primi versetti del capitolo 6 di Rivelazione. Essi fanno riferimento ad un racconto piuttosto conosciuto: “I 4 cavalieri dell’Apocalisse”. Il primo è un cavaliere con arco che esce per combattere e vincere. E ha una corona.

La descrizione del primo cavaliere è stata interpretata in modi diversi lungo la storia. Alle volte in modo positivo è stato visto come Gesù. Altre volte è stato interpretato come una figura negativa per accomunarla agli altri tre cavalieri. Il fatto però che si dica che egli esce per vincere e completare la sua vittoria mi fa pensare che non si tratti di Gesù. ma dell’Anticristo. Egli apre la cavalcata dei sette tempi e si muove tuttavia in una guerra voluta da Dio contro la falsa religione.

I tre cavalieri successivi rappresentano la guerra, la fame e la morte o pestilenza secondo alcune traduzioni, seguita dall’Ades, il luogo dei morti.

Sembrano davvero richiamare le piaghe d’Egitto, che portarono la fame come conseguenza della completa distruzione del raccolto, quindi la pestilenza e infine la morte. Fu una guerra di Dio contro la falsa religione solare Egiziana e gli Egiziani ne uscirono severamente sconfitti.

I 4 cavalieri

I 4 cavalieri ritornano anche nel libro di Zaccaria capitolo 1 e capitolo 6. Indicano potenti forze che muovono la storia: si tratta della cavalcata di Gog di Magog. Nel libro di Zaccaria Geova promette il suo appoggio al popolo che indugia nella ricostruzione del Tempio. Salomone aveva costruito il suo tempio in sette anni, richiamando in modo simbolico, da un lato, l’atto creativo, ma dall’altro i sette tempi finali con la finale ricostruzione del tempio. Al tempo di Zaccaria invece c’erano delle difficoltà. Dio promette quindi tramite il profeta Zaccaria di sostenere Zorobabele nella ricostruzione.

I 4 cavalieri quindi non significano semplicemente distruzione ma anche la ricostruzione del Tempio. Ciò raffigura la verità circa la forma della Terra come centro della creazione divina. Non a caso, nei primi 4 anni della loro attività, i due testimoni predicano contro il sistema eliocentrico.

I due testimoni in Rivelazione 11:4 sono descritti come i due olivi e i due candelabri, come Zorobabele e Giosuè. Si legga per capire meglio il capitolo 4 di Zaccaria. I due testimoni sono infatti assimilati a Mosè ed Elia. Questi due profeti erano apparsi nel momento della trasfigurazione di Gesù. Sono quindi testimoni della sua venuta al governo. I due sono pure accomunati con Zorobabele e Giosuè, i due uomini specialmente incaricati della ricostruzione del tempio. Ripetiamo che il tempio rappresenta anche il cosmo.

I 4 cavalieri dunque rappresentano il periodo tormentato di predicazione dei due testimoni. Rappresentano le lotte, la fame e la morte spirituale all’interno della falsa religione. Dio comunque effettua una divisione e addestra i due testimoni, li istruisce a proposito delle verità sulla creazione. Queste verità serviranno poi ad istruire la donna (Ri 12) negli ultimi 42 mesi di tribolazione.

Il quinto sigillo ci ricorda che i sette tempi sono divisi in due parti da tre anni e mezzo ciascuna. A metà del tempo la bestia uccide i due testimoni che predicano vestiti di sacco. Così con l’apertura del quinto sigillo si dà voce ai santi uccisi.

In Rivelazione 6:9-11 leggiamo: “E quando aprì il quinto sigillo, vidi sotto l’altare le anime di quelli scannati a causa della parola di Dio e a causa dell’opera di testimonianza che avevano. E gridarono ad alta voce, dicendo: “Fino a quando, Sovrano Signore santo e verace, ti tratterrai dal giudicare e dal vendicare il nostro sangue su quelli che dimorano sulla terra?”  E ciascuno di loro ricevette una lunga veste bianca e fu detto loro di riposarsi ancora un po’, finché fosse completo anche il numero dei loro compagni di schiavitù e dei loro fratelli che stavano per essere uccisi come lo erano stati anche loro.”

Una veste bianca viene data a coloro che superano la grande tribolazione. Ciò serve ad enfatizzare il fatto che i sette sigilli rappresentano il nostro periodo. I sette tempi rappresentano la grande tribolazione (Rivelazione 7:14). Sebbene questo concetto sia per noi oggi chiaro, non lo è per la maggioranza. Di sicuro questo è un concetto sconosciuto alla maggior parte delle religioni.

I versetti riportati che parlano dei santi ci ricordano anche una profezia di Daniele che abbiamo già analizzato. In Daniele capitolo 8 si parla della rimozione del sacrificio continuo, che ormai sappiamo bene avvenire a metà settimana. In Daniele 8:13 e 14 si legge: “13 Poi udii un santo che parlava. E un altro santo chiese a quello che parlava: «Fino a quando durerà la visione del sacrificio quotidiano, dell’iniquità devastatrice, del luogo santo e dell’esercito abbandonati per essere calpestati?» 14 Egli mi rispose: “Fino a duemilatrecento sere e mattine; poi il santuario sarà purificato”.”

Dunque ci pare di nuovo coerente con l’intera Bibbia il fatto che poco dopo la metà della settimana, con il quinto sigillo, si parli della morte dei santi. Il sesto sigillo ancora ci riserva alcuni concetti interessanti: Si legge In Rivelazione 6: 12-17: “E vidi quando aprì il sesto sigillo, e ci fu un grande terremoto; il sole divenne nero come un sacco di crine, e l’intera luna divenne come sangue, e le stelle del cielo caddero sulla terra, come quando un fico scosso da un gran vento getta i suoi fichi immaturi. 

E il cielo si ritirò come un rotolo che si avvolge, e ogni monte e [ogni] isola furono rimossi dai loro luoghi. E i re della terra e gli [uomini] preminenti e i comandanti militari e i ricchi e i forti e ogni schiavo e [ogni] persona libera si nascosero nelle spelonche e nei massi di roccia dei monti. Continuano a dire ai monti e ai massi di roccia: “Cadeteci sopra e nascondeteci dalla faccia di Colui che siede sul trono e dall’ira dell’Agnello, perché il gran giorno della loro ira è venuto, e chi può stare in piedi?””.

Quindi al sesto sigillo, il penultimo, si scatena inizialmente un terremoto, e il sole e la luna diventano neri. La penultima piaga d’Egitto si manifesta proprio con tre giorni di completa oscurità per gli Egiziani. Si sottolinea quindi anche in questo caso la caduta spirituale dell’idolatria solare che segna la fine delle false religioni.

Per qualche motivo, ancora da capire, questo viene a significare un momento di terrore per i re e i comandanti militari. Essi cercano protezione nascondendosi nelle spelonche dai tremendi sconvolgimenti che accadono durante il sesto anno. E’ evidente quindi che gli avvenimenti saranno una sorpresa anche per chi governa, e si succederanno senza che nessuno possa controllarli.

Il settimo sigillo dell’Apocalisse

L’apertura del settimo sigillo rappresenta l’atto di distruzione finale. Leggiamo in Rivelazione 8:1 “E quando aprì il settimo sigillo si fece silenzio in cielo per circa mezz’ora. E vidi i sette angeli che stanno dinanzi a Dio, e ricevettero le sette trombe.”

I sette sigilli annunciano quindi le sette trombe. In realtà sia i sigilli che le trombe fanno riferimento allo stesso periodo di tempo: i sette anni della fine. Si tratterebbe di una notevole accelerazione negli avvenimenti di cui siamo tutti testimoni, certamente.


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2 pensieri riguardo “I sette sigilli dell’Apocalisse

  1. Quindi in base alla vostra cronologia tra 2 o 3 anni viene armaghedon visto che già sono passati 5 anni di tribolazione? Secondo me state solo creando confusione! Piace a voi….

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