Babilonia, cioè Sodoma ed Egitto

Il capitolo 11 di Rivelazione consiste in un contesto di notevole complessità che ha comportato negli anni un lungo processo di decodifica e un notevole sforzo di comprensione. Questo perché si trattava di individuare quella che doveva essere la specifica attività profetica di due personaggi fin lì inediti, legati alla rivelazione di sorprendenti verità relative alla terra piatta. Tutto questo è venuto alla ribalta a partire dall’ottobre 2015. Si tratta di un testo particolarmente interessante legato ai nostri giorni perché getta luce su una coppia di personaggi imprevisti: i due Testimoni.

A Giovanni si era presentato un angelo con un rotolino dolce-amaro. Gli era stata data una canna e l’incarico di misurare il santuario insieme all’altare e a quelli che dentro vi adorano. Viceversa il contrordine era di non misurare il cortile esterno perché dato alle nazioni. (Riv 10:8-11; 11:1-3)

Mi sono chiesta a lungo cosa potesse significare questo divieto relativo al cortile del tempio. Leggiamo con attenzione il comando dato a Giovanni ai versetti 1-2 del capitolo 11. “Alzati e misura il santuario del tempio di Dio e l’altare, e quelli che adorano all’interno. Il cortile fuori dal santuario, invece, lascialo da parte e non misurarlo, perché è stato dato alle nazioni; esse calpesteranno la città santa per 42 mesi.”

Cosa significa misurare il santuario? Il santuario oltre ad essere un modello cosmico della terra, (in Ebrei al capitolo 9 è definito un luogo santo “cosmico” e “una copia della realtà”) è un tempio spirituale composto di pietre viventi. Pietro stesso scrisse: “Anche voi, come pietre viventi, siete edificati formando una casa spirituale per un sacerdozio santo”. (1Pietro 2:5)

Giovanni deve “misurare” i santi che stanno nel tempio ma non deve “misurare” chi sta nel cortile di fuori. Cosa significa misurare qualcuno? Si tratta di definire la statura di chi sta dentro il tempio e quella di chi deve stare fuori perché non è spiritualmente adeguato. Chi sta fuori nel cortile non ha la stessa statura spirituale di un santo, ma appartiene alle nazioni ed è rigettato.

Si viene così ad evidenziare una netta divisione tra chi appartiene alla sposa dell’Agnello, il Cristo, e chi, viceversa, si è reso inidoneo. Si pensi, per esempio, alla situazione delle vergini sagge e di quelle stolte della parabola di Gesù. Le prime sono ammesse alla festa di nozze, le altre ne sono respinte. (Matteo 25:1-11; Matt 21:43; 22:8; Ebrei 3:19)

All’interno della cosiddetta classe della “sposa” vengono alla ribalta due gruppi diversi, uno che riceve l’approvazione e l’altro che viene rigettato e dato alle nazioni. Questo secondo gruppo degenere diventa partecipe e complice con le nazioni nel calpestamento di Gerusalemme e dell’abbattimento dei due testimoni.

Sodoma ed Egitto

C’è un passo di Rivelazione al capitolo 12:1-4 che i Testimoni di Geova hanno sempre erroneamente applicato alla Gerusalemme celeste e che legge:

“Poi in cielo apparve un segno straordinario: una donna vestita del sole, con la luna sotto i piedi e una corona di 12 stelle sulla testa.  Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto.  Ed ecco, apparve un altro segno in cielo: un gran dragone rosso fuoco con 7 teste e 10 corna, e sulle teste 7 diademi; la sua coda trascinava un terzo delle stelle del cielo, e le scagliò sulla terra. 

Il dragone stava davanti alla donna, prossima al parto, per divorare il bambino non appena lo avesse partorito. La donna diede alla luce un figlio, un maschio, che deve governare tutte le nazioni con una verga di ferro. Il bambino fu rapito e portato presso Dio e il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, dove ha un posto preparato da Dio e dove viene nutrita per 1.260 giorni.

Quando vide che era stato gettato sulla terra, il dragone si mise a perseguitare la donna che aveva dato alla luce il figlio maschio.  Ma alla donna furono date le due ali della grande aquila così che potesse volare nel deserto, nel luogo preparato per lei, dove viene nutrita per un tempo, dei tempi e la metà di un tempo, lontano dal serpente. E dalla bocca il serpente vomitò dietro alla donna un fiume d’acqua per farla annegare. 

Ma la terra venne in aiuto della donna: aprì la bocca e inghiottì il fiume che il dragone aveva vomitato dalla sua bocca. Così il dragone si infuriò con la donna e se ne andò a far guerra ai rimanenti della discendenza di lei, quelli che osservano i comandamenti di Dio e hanno il compito di rendere testimonianza riguardo a Gesù.”

La donna vestita di sole è Babilonia la grande città

Chi è questa donna? Il fatto di essere vestita del sole, circondata dalle stelle e di avere la luna sotto i piedi la pone sotto l’influenza dell’adorazione solare idolatrica. Questa è un’immagine della Gerusalemme apostata e pure di Babilonia.       

La persona vestita di sole è un personaggio composito all’interno del quale c’è il buono e il cattivo, Babilonia e le varie denominazioni Cristiane ma anche il rimanente della sposa dell’Agnello. La donna partorisce “un figlio maschio, che deve pascere tutte le nazioni con una verga di ferro”, cioè il Regno millenario tanto atteso, dopo di che viene portata nel deserto, che è anche il luogo di Babilonia, un luogo spiritualmente sterile, e lì viene sostenuta da Dio e viene nutrita per tre anni e mezzo.

Si tratta dell’esperienza vissuta dai due Testimoni che vengono uccisi dalla bestia selvaggia (bestia all’interno della quale coesistono, insieme ai capi politici, anche capi spirituali, come i papi, i patriarchi della chiesa Ortodossa, i Rabbini, i profeti Mormoni, i capi religiosi musulmani, il corpo direttivo dei Testimoni di Geova e quant’altri) e lasciati cadavere per tre anni e mezzo “sull’ampia via che è chiamata Sodoma ed Egitto, dove anche il loro Signore fu messo al palo”.

L’ampia via, Sodoma, Gomorra, l’Egitto e l’apostata Gerusalemme, tutte queste situazioni corrispondono al deserto. I due testimoni, dopo essere stati espulsi dalla congregazione dalla bestia infiltratasi nei Testimoni di Geova ed essere stati gettati come morti fuori da Gerusalemme, continuano ad essere sostenuti dallo Spirito e istruiti nella comprensione delle Scritture.

Torniamo dunque alla donna vestita del sole di Riv 12. Il dragone sta di fronte a lei nel momento stesso del parto, per divorarne il figlio nel preciso momento in cui viene partorito. Il figlio però viene rapito in cielo mentre il dragone mette confusione e vomita dietro alla donna acqua simile a un fiume per farla annegare nel fiume. Quando avviene questo? Esattamente alla metà dei sette tempi cioè tre anni e mezzo dopo l’inizio della predicazione dei due testimoni, ovvero verso il 14 Nisan 2019. Questo si evince dal fatto che la donna viene portata nel deserto per esservi nutrita per 42 mesi. Cfr. Riv 12:14

Il regno venne alla luce nei primi di aprile del 2019, ma nessuno sembrava rendersene conto. Infatti quando il regno viene alla ribalta solo i due testimoni ne prendono atto, mentre tutto il mondo resta all’oscuro di questo fatto epocale. Il dragone, vista la situazione, se ne va a fare guerra ai rimanenti del seme di lei, che hanno il compito di rendere testimonianza a Gesù. (Riv 12:13-17)

Nel frattempo la terra viene in aiuto della donna inghiottendo il fiume del vomito del dragone. Oggi già si vedono chiare avvisaglie del fatto che le acque di Babilonia stanno per essere prosciugate e che presto le varie religioni verranno dichiarate illegali. Per la prima volta i Testimoni di Geova (per l’anno 2020) registrano una decrescita dello 0,6 %, il che significa che, nonostante i 240.000 nuovi battesimi, almeno 300.000 individui sono fuoriusciti dai ranghi. Le acque, che significano popoli, folle e tribù, si stanno prosciugando dovunque.


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2 pensieri riguardo “Babilonia, cioè Sodoma ed Egitto

  1. Secondo te perché le pubblicazioni della watchtower proseguono nel parlare di predicazione di casa in casa e adunanza de visu nonostante tali attività siano già ferme da molti mesi?

    1. Perché non hanno capito cosa stia succedendo. Non immaginano che il vaccino sia il marchio, per loro solo si deve tornare alla normalità al più presto. In questo modo conducono il popolo al macello.

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