L’immagine d’oro e l’immagine della bestia

Come al solito la popolazione mondiale si presta ad essere controllata e dominata. Balla alle canzoni che suonano i capi e si inchina di fronte all’immagine della bestia. Il virus è stata tutta una messa in scena, ma moltissimi ci hanno creduto e nessuno si ribella. Lo scopo, neanche troppo segreto, è quello di vaccinare tutti ed acquisire il controllo totale sulle masse, sulle menti e sulle volontà di ognuno che respira. Alla fine molti si vaccineranno senza esserne convinti. Questo è il senso della profezia relativa al marchio 666 dell’Apocalisse:

 “E (la bestia che controlla il mondo) costringe tutti, piccoli e grandi, e ricchi e poveri, e liberi e schiavi, affinché si dia a questi un marchio sulla mano destra o sulla fronte, e affinché nessuno possa comprare o vendere se non chi ha il marchio, il nome della bestia selvaggia o il numero del suo nome. Qui sta la sapienza: Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia selvaggia, poiché è un numero d’uomo; e il suo numero è seicentosessantasei.” (Riv 13:17-18)

Έ necessario che tutti pensino le stesse cose, che vedano gli stessi programmi televisivi, che leggano gli stessi giornali, che mangino le stesse porcherie confezionate e prendano le stesse medicine. Il vaccino deve essere per tutti a cominciare dai più deboli e indifesi, i vecchi, i malati, i poveri, gli analfabeti o chi ha problemi e non è in grado di ragionare con la propria testa. Pochissimi anche tra i fortunati però saranno disposti a metterci la faccia o a rischiare la pelle. Sulla pianura di Dura, ai tempi di Nabucodonosor, accadeva la stessa cosa. Daniele scrive:

“Nabucodonosor il re fece un’immagine d’oro, la cui altezza era di sessanta cubiti [e] la cui larghezza era di sei cubiti. La eresse nella pianura di Dura nel distretto giurisdizionale di Babilonia.  E Nabucodonosor stesso come re mandò ad adunare i satrapi, i prefetti e i governatori, i consiglieri, i tesorieri, i giudici, i funzionari di polizia e tutti gli amministratori dei distretti giurisdizionali perché venissero all’inaugurazione dell’immagine che Nabucodonosor il re aveva eretto.

In quel tempo i satrapi, i prefetti e i governatori, i consiglieri, i tesorieri, i giudici, i funzionari di polizia e tutti gli amministratori dei distretti giurisdizionali si adunavano per l’inaugurazione dell’immagine che Nabucodonosor il re aveva eretto, e stavano di fronte all’immagine che Nabucodonosor aveva eretto.  E l’araldo gridava ad alta [voce]: “Vi si dice, o popoli, gruppi nazionali e lingue, che al tempo in cui udrete il suono del corno, del flauto, della cetra, dell’arpa triangolare, dello strumento a corda, della zampogna e di ogni sorta di strumenti musicali, vi prostriate e adoriate l’immagine d’oro che Nabucodonosor il re ha eretto.

E chiunque non si prostri e non adori sarà gettato nello stesso momento nella fornace di fuoco ardente”. A causa di ciò, (la paura, il timore) nello stesso tempo in cui tutti i popoli udivano il suono del corno, del flauto, della cetra, dell’arpa triangolare, dello strumento a corda e di ogni sorta di strumenti musicali, tutti i popoli, i gruppi nazionali e le lingue si prostravano [e] adoravano l’immagine d’oro che Nabucodonosor il re aveva eretto.” Daniele 3:1-7

L’immagine d’oro e l’adorazione solare

 Nabucodonosor aveva fatto costruire una gigantesca immagine d’oro. Era alta 26,64 metri aveva un diametro o lato di 2,664 metri, di forma cilindrica o quadrata, un obelisco solare. Gli obelischi nell’antichità venivano costruiti con l’intento di invocare la protezione del dio sole. Il pyramidion era generalmente ricoperto d’oro in modo che i raggi solari vi si potessero riflettere, rendendolo brillante.

immagine d'oro
L’obelisco di Washington

Era l’immagine di Ra e rappresentava un raggio del sole. Gli obelischi erano anche simboli religiosi del potere in quanto raffiguravano il legame tra il re e la divinità, il solito connubio tra politica e religione. Una situazione simile viene descritta in Rivelazione quando lo scrittore evidenzia la creazione di un’immagine “vivente”, che parla e respira. Il lettore certo vorrà ricordare che questo re, Nabucodonosor, era vissuto da bestia per sette anni.

“E vidi un’altra bestia selvaggia ascendere dalla terra, e aveva due corna simili a [quelle di] un agnello, ma parlava come un dragone.  Ed essa esercita tutta l’autorità della prima bestia selvaggia davanti a quella. E fa sì che la terra e quelli che vi dimorano adorino la prima bestia selvaggia, la cui piaga mortale fu sanata.  E compie grandi segni, così da far perfino scendere fuoco dal cielo sulla terra davanti al genere umano.

E svia quelli che dimorano sulla terra, a causa dei segni che le fu concesso di compiere davanti alla bestia selvaggia, mentre dice a quelli che dimorano sulla terra di fare un’immagine alla bestia selvaggia che ebbe la ferita della spada e rivisse.  E le fu concesso di dare respiro all’immagine della bestia selvaggia, affinché l’immagine della bestia selvaggia parlasse e facesse uccidere tutti quelli che non adorassero in alcun modo l’immagine della bestia selvaggia.” (Riv 13:11-18)

bestia selvaggia due corna

 Ritorniamo a Nabucodonosor. Egli fa radunare tutti i suoi funzionari nella pianura di Dura (duru in accadico significa circonferenza, mentre in ebraico Kadur significa palla). Il re convoca tutti i pezzi grossi della sua amministrazione, i più grandi burocrati e chiede un atto di omaggio, un riconoscimento speciale da parte di tutti. C’è musica di ogni sorta di strumento e l’atmosfera diventa molto solenne. Al suono del corno tutti, migliaia di persone lì radunate, si prostrano per un atto di culto collettivo. Eppure, in diverse occasioni perfino degli angeli avevano rifiutato un simile gesto. (Apocalisse 22:8-12) L’immagine che ne risulta è quella di un popolo completamente asservito.

Tutto l’establishment di allora, come quello di oggi, era soggetto a una propaganda spietata. Tutto era stato allora ed è preparato ora con estrema attenzione circa i comportamenti e le cose da dire. Non appena qualcuno si muove contro corrente viene stigmatizzato come un ribelle. C’è stato prima tutto un apparato volto ad influenzare il pensiero di tutti.

I tre giovani che allora ebbero l’ardire di obiettare rifiutandosi di fare l’inchino con la faccia a terra vennero gettati nella fornace ardente. furono però miracolosamente salvati dal fuoco. Viceversa, i vari funzionari, gli amministratori, i capi ai vari livelli non erano e non sono altro che degli esecutori che prendono ordini dai loro superiori. Non avevano né hanno nessun controllo sul loro destino né su quello della nazione.

Oggi abbiamo intorno a noi una situazione simile. Mettiamo e togliamo la mascherina a comando, rispettiamo il distanziamento sociale, in molti ci asteniamo dal lavoro, chiudiamo i negozi e le attività, non celebriamo matrimoni e funerali etc. Quello che ci dicono è come se avesse un assoluto valore religioso, e bisogna ubbidire. Dobbiamo crederci senza che ci sia data la possibilità di capirci qualcosa. I social media vengono censurati e quello che viene trasmesso attraverso i mainstream media è molto fuorviante.

Pensiamo alla situazione attuale in cui ormai si procede alla vaccinazione di massa nelle case di riposo, anziani e operatori sanitari. Probabilmente diventerà sempre più difficile per un medico, un infermiere e presto anche per un insegnante, dire di no alla vaccinazione. Tuttavia, dobbiamo ricordare i tre giovani che non si inchinarono. Il loro esempio sarà uno sprone a non cedere a compromessi idolatrici. La nostra salvezza non viene da governanti o da scienziati, non viene dalla medicina né dal vaccino.

“Sadrac, Mesac e Abednego risposero, e dicevano al re: “O Nabucodonosor, a questo riguardo non abbiamo bisogno di risponderti parola. Se dev’essere, il nostro Dio che serviamo ci può liberare. Egli [ci] libererà dalla fornace di fuoco ardente e dalla tua mano, o re. Ma se no, ti sia noto, o re, che i tuoi dèi non sono quelli che noi serviamo, e certamente non adoreremo l’immagine d’oro che hai eretto”.

L’immagine della bestia

Il capitolo 13 di Rivelazione introduce un tema politico: due bestie, una di mare e una di terra che si esibiscono in un loro pirotecnico spettacolo in un preciso lasso di tempo, i sette anni conclusivi prima di Armaghedon. Έ il tempo in cui profetizzano i due testimoni del capitolo 11.

Nello specifico la bestia di terra dà vita ad un numero vivente fatto ad immagine della bestia di mare.  Ci chiediamo: cosa significa essere l’immagine vivente di qualcuno? Non significherà esprimerne le caratteristiche? Infatti dire che siamo fatti a immagine di Dio significa che in noi ci sono tratti comuni con lui. Per esempio, amore, giustizia, sapienza, potenza, gioia, bontà, etc. sono tratti di personalità che noi possiamo esprimere a somiglianza di Dio.

Il Cristo è dichiarato in diversi passi delle Scritture come l’immagine dell’invisibile Iddio, come per esempio in Colossesi 1:15. Romani 8:29 fa riferimento ai “nati di nuovo” come “modellati secondo l’immagine del Figlio suo”, affinché sia il primogenito tra molti fratelli.

Questi ragionamenti possono aiutarci a capire la differenza tra l’essere modellati a immagine del Cristo o esserlo a immagine di Satana e della bestia politica di mare che egli dirige. Ecco dunque che per mezzo della bestia di terra in questo periodo storico viene a crearsi una situazione politica e sociale tale da trasformare le persone in masse amorfe, prone, sottomesse, schiavizzate, ibridate, incapaci di percepire i richiami della loro coscienza. Rivelazione ne fa questo cupo affresco.

“E svia (il soggetto del verbo è la bestia di terra, quella che ha le due corna) quelli che dimorano sulla terra, a causa dei segni che le fu concesso di compiere davanti alla bestia selvaggia, mentre dice a quelli che dimorano sulla terra di fare un’immagine alla bestia selvaggia che ebbe la ferita della spada e rivisse.  E le fu concesso di dare respiro all’immagine della bestia selvaggia, affinché l’immagine della bestia selvaggia parlasse e facesse uccidere tutti quelli che non adorassero in alcun modo l’immagine della bestia selvaggia.

E costringe tutti, piccoli e grandi, e ricchi e poveri, e liberi e schiavi, affinché si dia a questi un marchio sulla mano destra o sulla fronte, e affinché nessuno possa comprare o vendere se non chi ha il marchio, il nome della bestia selvaggia o il numero del suo nome. Qui sta la sapienza: Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia selvaggia, poiché è un numero d’uomo; e il suo numero è seicentosessantasei.”

In cosa consiste l’immagine della bestia che prende vita? Se da un lato essa si collega con l’immagine d’oro fatta erigere dal re Nabucodonosor e con il numero solare del 666, dall’altra è un’immagine viva perché permea il pensiero e la volontà di persone che, in quanto passive di fronte ad un potere coercitivo e tirannico, si comportano come i satrapi di Babilonia sulla piana di Dura (Daniele 3) S’inchinavano e si prostravano di fronte alla propaganda di un dispotico sovrano.

 Sono le persone che, tramite i mass media vengono gradualmente modellate a immagine di un potere bestiale e divengono schiavi simili al padrone che su di loro signoreggia. Potremmo dire: tale il padrone, tale lo schiavo. Le persone che vivono oggi sono state per un lungo tempo soggette a un costante, massiccio bombardamento di propaganda che gradualmente le ha trasformate. Questo processo si è specialmente radicalizzato in questo ultimo periodo, la seconda fase dei sette tempi di Rivelazione, in cui il Covid 19 ha preso a imperversare.

La bestia di mare, spiega lo scrittore, aveva ricevuto una ferita mortale ma si sta riprendendo. La sciagurata fiera vive adesso il suo tempo finale, gli ultimi istanti di vita. Il Cristo con il suo ministero aveva segnato una battuta d’arresto all’adorazione del sole. La ferita mortale è stato il cristianesimo che nel corso di due millenni ha improntato di sé le civiltà della terra, come grano in mezzo alle zizzanie.

Ormai però si sente sempre più parlare di una generale volontà politica intesa a chiudere con le religioni e a scristianizzare il mondo. Da tempo è in moto una agenda anticristiana che va avanti, spinta ad eradicare il cristianesimo e i leader religiosi ne diventano complici, anche collaboratori. La bestia di terra ha due corna simili a quelle di un agnello ma parla come un dragone e ha tutte le intenzioni di disarcionare la puttana che la cavalca, il sistema religioso mondiale che nella Bibbia viene rappresentato da un nome, un mistero: Babilonia.

L’immagine della bestia sono perciò le persone che, dopo essersi allontanate da Dio, accettano passivamente la propaganda che il potere propina e non hanno la volontà né il coraggio di prendere consapevolezza dei loro bisogni spirituali, di porsi domande significative sull’esistenza né di cercare Dio. Si tratta a tutti gli effetti del seme di Satana, quello definito in Eden come nemico della donna celeste, la Gerusalemme di sopra composta dai santi angeli di Dio. Genesi 3:15     

 Gesù parlava di zizzanie, di capri, di gente che è ben oltre un’eventuale possibilità di perdono. I figli di Dio, la stirpe della donna celeste sono tra quelli che vivono in obbedienza alla parola e prendono il loro palo di tortura e seguono il Signore dovunque egli comandi. I figli del Diavolo sono ostili a Dio come il loro padre Satana. Essi perseguitano i figli della donna celeste. Quindi l’immagine della bestia corrisponde alla situazione verificatasi sulla piana di Dura, nei pressi di Babilonia in cui molti accettarono di inchinarsi di fronte a un idolo, facendo di se stessi degli schiavi, venduti ad un potere dispotico.

Aggiungo qui in coda alcune scritture che ci aiuteranno a riflettere circa la differenza tra l’essere il seme della donna e l’essere il seme del Diavolo.

Giovanni 8:44 Voi siete dal padre vostro il Diavolo e desiderate compiere i desideri del padre vostro. Egli fu un omicida quando cominciò, e non si attenne alla verità, perché in lui non c’è verità. Quando dice la menzogna, parla secondo la propria disposizione, perché è un bugiardo e il padre della [menzogna]. (Cfr. 1Giov 3:10; Efes 2:1)                                                 

Rivelazione 14:9-11 associa l’adorazione della bestia e della sua immagine all’avere il marchio del 666 sulla fronte e sulla mano. Chi presenta queste caratteristiche, cioè di adorare la bestia politica e accettare che” il marchio del suo nome” venga impresso come a fuoco sul suo organismo, “berrà anche lui dell’ira del vino di Dio, che è versato non diluito nel calice della sua ira.”


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