Babilonia siede sulle sette congregazioni

Abbiamo realizzato che la donna di Rivelazione 12, la moglie di Dio che genera suo figlio, moglie adultera, non è altri che Babilonia, la gran città che cavalca la bestia selvaggia e che siede sulle sette congregazioni. Il lettore ricordi che nelle Scritture Israele è legato a Dio in un patto matrimoniale (Isa 54:5)

Babilonia viene descritta come una città che giace su sette monti, che sono le sette teste della bestia. Giovanni in Rivelazione 17:9 scrive: “Qui sta l’intelligenza che ha sapienza: Le sette teste significano sette monti, in cima ai quali la donna siede.”

Nella Bibbia i monti vengono spesso descritti come luoghi di adorazione, si pensi ad esempio al monte Sinai o al monte Moria. Questi sette monti sono però legati a Babilonia. Si tratta quindi una adorazione deviata, imperfetta, lontana da Dio, ma dalla quale deve uscire comunque un rimanente che riceverà il governo. Coloro che si salvano sono quelli che si sono sforzati di condurre un’adorazione giusta.

Così, se leggiamo a proposito delle sette congregazioni in Rivelazione 1:11, capiamo che la totalità delle congregazioni è in Babilonia, o è in mano ad essa. In questo capitolo di Rivelazione si descrivono le congregazioni come sette candelabri su cui vigilano sette angeli. Gli angeli son pronti a portare il giudizio su queste congregazioni ma anche a preservare coloro che invece ricevono il marchio di Dio. In Rivelazione 2:17 leggiamo infatti: “Chi ha orecchio oda ciò che lo spirito dice alle congregazioni: A chi vince darò della manna nascosta, e gli darò un sassolino bianco, e sul sassolino un nuovo nome scritto che nessuno conosce tranne colui che lo riceve.”

E’ chiaro il collegamento che si deve fare con il marchio di Geova e il marchio della bestia. Leggiamo in Ezechiele 9:4 “Passa in mezzo alla città, in mezzo a Gerusalemme, e devi apporre un segno sulla fronte degli uomini che sospirano e gemono per tutte le cose detestabili che si fanno in mezzo ad essa.” In Rivelazione 13:16 leggiamo invece a proposito della bestia : “Costringe tutti, piccoli e grandi, e ricchi e poveri, e liberi e schiavi, affinché si dia a questi un marchio sulla mano destra o sulla fronte”.

Le sette congregazioni e l’adorazione impura

sette congregazioni
Le sette chiese

Il fatto che tutte e sette le congregazioni facciano parte di Babilonia ci fa capire che la totalità delle denominazioni cristiane ne fa parte e che tutte le persone nel corso della storia ne han fatto parte in qualche misura. Inoltre, siccome da Babilonia verrà tratto il rimanente, sembra logico desumerne che il rimanente verrà tratto da tutte le religioni della cristianità.

Il legame delle congregazioni con Babilonia si rileva bene dalle parole che Gesù dice ad alcune di queste. All’angelo della congregazione di Efeso Gesù dice: “Tuttavia, ho questo contro di te, che hai lasciato l’amore che avevi in principio”. (Rivelazione 2:1) In effetti Babilonia deriva dall’apostasia nata all’interno della congregazione cristiana nei secoli successivi alla morte del Cristo.

A Smirne si scrive: “Non aver timore della cose che stai per soffrire. Ecco, il diavolo continuerà a gettare alcuni di voi in prigione affinché siate pienamente messi alla prova, e affinché abbiate tribolazione per dieci giorni. Mostrati fedele fino alla morte e ti darò la corona della vita” (Riv 2:10). Il riferimento evidente è a coloro che usciranno da Babilonia quando rifiuteranno il vaccino, per quanto caldeggiato dai loro leader religiosi. In questo modo essi rimangono fedeli davanti alla morte perché per rifiutare il vaccino dovranno subire perlomeno la morte sociale.

A Pergamo viene detto: “tu hai quelli che si attengono in modo simile all’insegnamento della setta dei nicolaiti. Perciò pentiti. Se no, vengo presto da te, e guerreggerò con loro con la lunga spada della mia bocca.” A Tiatira si dice: “Ho questo contro di te, che tolleri quella donna, Izebel, che si dice profetessa e insegna e svia i miei schiavi a commettere fornicazione e a mangiare cose sacrificate agli idoli…ecco sto per gettarla in un letto da malati...e ucciderò i suoi figli con piaga mortale” (Riv 2:22) 

Il riferimento è alla punizione della pandemia per Babilonia-Izebel. La punizione non è la pandemia di per sé, che è una farsa, ma la sua diretta conseguenza e cioè la vaccinazione. Questa porterà presto le piaghe su coloro che non servono Dio con mente indagatrice e riflessiva. Ci ricolleghiamo naturalmente al versetto di Rivelazione in cui l’angelo dice: “Uscite da essa o popolo mio, se non volete partecipare con lei ai suoi peccati, e se non volete ricevere parte delle sue piaghe.” Il collegamento che si fa anche qui è evidentemente tra la congregazione di Tiatira e Babilonia.

A Sardi scrive: “Conosco le tue opere , che hai nome d’esser vivo, ma sei morto…tuttavia hai alcuni nomi che non hanno contaminato i loro mantelli, ed essi cammineranno con me in mantelli bianchi, perchè son degni”. (Riv 3:4) La Grande folla che purifica i suoi mantelli durante la grande tribolazione è quella che si accinge ad uscire da Babilonia. Attenzione però, perché si tratterà del rimanente di un rimanente. (Cfr. Romani 9:27)

A Laodicea poi dice: “Conosco le tue opere, che non sei né freddo né caldo. Oh, fossi tu freddo oppure caldo!…ti vomiterò dalla mia bocca” (Riv 3:17). Che espressione forte, ma assolutamente adatta a Babilonia.

Il capitolo 3 di Rivelazione si conclude dicendo che chi vince siederà a governare con Gesù. Questo fa riferimento al bambino che nasce dalla donna incinta di Rivelazione 12. La donna rappresenta Babilonia, ma il bambino è il corpo del Cristo, costituito dagli unti che governeranno con lui durante il millennio.

Le congregazioni dunque vengono descritte come candelabri in quanto sono portatrici di luce. In realtà non rimane che un lumicino, ma Geova sa come ravvivare questa luce provvedendo cibo spirituale tramite i due testimoni: due olivi che, con il loro olio, alimentano i due candelabri. In questo modo la donna è nutrita e può partorire. Leggiamo in Rivelazione 11:3 : “E farò profetizzare i miei due testimoni per 1260 giorni vestiti di sacco. Questi sono simboleggiati dai due olivi e dai due candelabri e stanno dinnanzi al signore della terra”.

I due testimoni avviano dunque un’opera di ricostruzione che può essere assimilata a quella di Giosuè e Zorobabele. Queste cose stanno succedendo ed è il tempo di realizzarne la portata.


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