Non perirà un capello della vostra testa

La campagna di vaccinazione ormai è iniziata da un mese e procede spedita. L’attacco di Gog di Magog procede e si svilupperà sempre di più nei prossimi mesi. Alcuni, un numero invero non così esiguo, hanno già dovuto esprimersi rifiutando la vaccinazione.

La propaganda è stata durissima in questi mesi rendendo chiaro cosa aspetta a coloro che rifiuteranno il vaccino: la morte sociale. Non si potrà andare al cinema, a teatro, in pizzeria, e probabilmente non si potrà andare al lavoro. L’Europa si è espressa sul fatto che, almeno per ora, non si dovrebbero fare discriminazioni. Ma sappiamo bene che le cose devono procedere e quindi procederanno.

Molti quindi mi chiedono a che punto si arriverà. Noi che rifiuteremo il vaccino subiremo violenza?

Una violenza sicura sarà la morte sociale che l’apocalisse descrive in questi termini: “E costringe tutti, piccoli e grandi, e ricchi e poveri, e liberi e schiavi, affinché si dia a questi un marchio sulla mano destra e sulla fronte, e affinché nessuno possa comprare o vendere se non chi ha il marchio, il nome della bestia selvaggia, o il numero del suo nome” (Rivelazione 13:16,17).

Ovviamente se le cose andassero per le lunghe tutti saremmo forzati a ricevere il vaccino e riceveremmo morte sicura, dato che chi riceve il vaccino riceve le stesse piaghe che riceve Babilonia. Riceviamo però una speranza, relativa proprio ai tempi che viviamo, nelle parole di Gesù: “Infatti, a meno che quei giorni non fossero abbreviati, nessuna carne sarebbe salvata; ma a motivo degli eletti quei giorni saranno abbreviati” (Matteo 24:22).

Ci saranno quindi delle persone che si salveranno. Ma come ci salveremo, in che condizioni? Saremo tra questi?

Luca 21 è il racconto parallelo di Matteo 24 e qui si dicono queste interessanti parole: “Sarete consegnati perfino da genitori e fratelli e parenti e amici, e metteranno a morte alcuni di voi; e sarete oggetto di odio da parte di tutti a causa del mio nome, eppure non perirà nemmeno un capello della vostra testa.” (Luca 21:17,18).

Dunque ci chiediamo: metteranno a morte alcuni di voi ma non perirà nemmeno un capello? La situazione è profondamente legata al racconto dei tre giovani che si rifiutano di inchinarsi davanti alla statua solare di Nabucodonosor. Essi vengono presi e gettati in una fornace ardente, ma l’angelo di Dio li salva e non perisce nemmeno un capello della loro testa. Essi quindi vengono messi a morte ma di loro non perisce nemmeno un capello. Eppure ci si può chiedere come mai molti servitori di Dio hanno perso la vita nella storia a causa della loro fede.

La situazione dei tre giovani era simbolica e rappresentava esattamente la situazione che stiamo vivendo noi. Accettare il vaccino e cambiare il nostro dna per entrare nel nuovo ordine mondiale equivale all’inchino di fronte alla statua che dovevano fare i tre giovani per avere salva la vita. Come loro vennero salvati, allo stesso modo succederà a noi.

In molte altre occasioni servitori di Dio hanno dovuto sostenere prove gravi. Hanno dato la vita e per questo verranno resuscitati. Per noi invece, quando la Bibbia dice che moriremo, si parla di morte sociale e non fisica.

La questione dei tre giovani equivale all’uscita di Israele dall’Egitto. Quando il popolo esce per non sottomettersi al dio sole egiziano ma servire Geova, vengono inseguiti dall’esercito egiziano. Dio però interviene, blocca l’esercito e permette al suo popolo di passare indenne il mar Rosso. Neanche uno di loro riportò la più piccola ferita.

non perirà un capello
L’esercito egiziano perisce, mentre gli Israeliti vengono salvati

Un’episodio del tutto analogo è quello di Raab. Anche questo momento della storia di Israele è simbolico di quanto stiamo vivendo noi. Per prendere Gerico dovettero girare attorno alla città sette giorni. All’ultimo giorno le mura della città crollarono, ma Raab e la sua famiglia sopravvissero e la loro dimora, posta proprio dentro le mura della città, non crollò. Anche in quella occasione era questione di un marchio: la corda rossa che dovevano appendere fuori dalla finestra.

Raab si salva dentro Gerico

Quando Geova porta il suo giudizio contro i malvagi i suoi servitori vengono salvati. Nessuno muore per mano di Dio, e oggi noi siamo testimoni del giudizio di Dio contro la falsa religione e contro i governi. Ecco perché a noi Dio dice quanto possiamo leggere in Isaia 26:20 “Va popolo mio, entra nelle tue stanze interne, e chiudi le tue porte dietro di te. Nasconditi per un breve momento finché la denuncia sia passata”.

Se dovessimo subire violenza, Dio non ci chiederebbe di rimanere in attesa finché egli non abbia terminato la sua attività di giudizio. In che cosa consiste questo giudizio? Isaia continua al versetto 21 dicendo: “Poiché, ecco, Geova uscirà dal suo luogo per chiedere conto dell’errore dell’abitante del paese contro di lui, e il paese certamente esporrà il suo spargimento di sangue e non coprirà più i suoi uccisi”.

Per concludere voglio esaminare quanto espresso nel salmo 91, in alcuni versetti.

Versetto 3: “Poiché egli stesso ti libererà dalla trappola dell’uccellatore, Dalla pestilenza che causa avversità.” Gli unti sono come aquile disse Gesù, e Geova le salva dalle trappole dell’uccellatore. Essi non subiscono la pestilenza, cioè le piaghe che subisce chi non esce da Babilonia.

Versetto 10: “Non ti accadrà nessuna calamità, E nemmeno una piaga si avvicinerà alla tua tenda.

Versetto 13: “Sul giovane leone e sul cobra camminerai; calpesterai il giovane leone fornito di criniera e la grossa serpe.” Il Leone è Babilonia dice Daniele e il serpente è Satana.

Davvero dunque non c’è nulla che ci possa fare del male, e non perirà un capello della nostra testa.


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