Il vaccino e le piaghe di Babilonia


Si vive sotto il segno di una grande paura, la paura di morire. Accentuare questa situazione e metterla via via in risalto è una strategia politica antichissima ma sempre attuale. I nostri contemporanei hanno paura d’ammalarsi e morire più di quanto non ne avessero i molti che ci hanno preceduto. Loro, i vecchi, sapevano di Uno che solo può dare la vita e la può togliere. Viceversa oggi i più pensano di avere a disposizione una vita soltanto e si attaccano ad essa con tutte le loro forze. Anche a costo di perdere gli affetti, gli amici, il lavoro, il buon senso e la libertà.

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Poi però, dopo tanto panico, ecco che è comparsa una speranza: un vaccino anti-covid 19 che promette la vita e accende le speranze. Succede così che molti accetteranno tutto pur di prolungare di un giorno le loro preziosissime vite. Accetteranno di essere marchiati come le bestie, come gli schiavi. Accetteranno che il loro genoma venga modificato, che perfino tutto il loro corpo e i loro più reconditi pensieri vengano monitorati e influenzati a distanza da un supercomputer.

In Isaia c’è un passo che illustra quanto strana sia l’opera di Geova. Il profeta scrive: Poiché il letto è stato troppo corto per stirarvisi, e lo stesso lenzuolo tessuto è [troppo] stretto per avvolgervisi.  Poiché Geova si leverà proprio come al monte Perazim, si agiterà proprio come nel bassopiano vicino a Gabaon, per fare la sua opera — la sua opera è strana — e per compiere il suo lavoro, il suo lavoro è insolito.  E ora non mostratevi schernitori, affinché i vostri legami non divengano forti, poiché c’è uno sterminio, sì, qualcosa di deciso, che ho udito dal Sovrano Signore, Geova degli eserciti, per tutto il paese. Isaia 28:20-22

Quando, mentre si discorre, qualcuno si lamenta di avere una coperta troppo corta cosa intende? Έ che sta parlando di una rogna la cui soluzione andrebbe a causarne un’altra e viceversa. Significa che, per quante misure si possano prendere, queste non saranno sufficienti a contenere il problema. Oggi ci si appella al vaccino per sconfiggere un virus poco più letale di un’influenza stagionale, poco più poco meno.

Però poi i media di regime cominciano a dire che i vaccinati continueranno ad essere positivi e che potranno a loro volta ritrasmettere il virus. Saranno contagiosi anche dopo il vaccino. E, peggio, si sente dire che i morti per vaccino saranno più numerosi dei morti per la malattia. Perché così tante incredibili menzogne ci vengono raccontate proprio oggi? E senza timore di trovare la minima resistenza e smentita? La Bibbia ne spiega le ragioni, apertamente e senza mezzi termini, in 2Tess 2:8-12 dove si legge:

” Allora, in realtà, sarà rivelato l’illegale, che il Signore Gesù sopprimerà con lo spirito della sua bocca e ridurrà a nulla mediante la manifestazione della sua presenza.  Ma la presenza dell’illegale è secondo l’operazione di Satana con ogni opera potente, e segni e portenti di menzogna, e con ogni ingiusto inganno per quelli che periscono, come retribuzione perché non hanno accettato l’amore della verità per essere salvati.  E per questo Dio lascia andare da loro un’operazione di errore, perché credano alla menzogna, affinché siano tutti giudicati perché non hanno creduto alla verità ma hanno preso piacere nell’ingiustizia”.

Molti si chiederanno perché Dio dovrebbe prendersela con chi è stato troppo ingenuo nel credere alla propaganda di regime. Con chi si è vaccinato per non perdere il lavoro, per poter riprendere a vivere grazie ad un patentino vaccinale apri-porta. Per tornare in palestra, al cinema o in vacanza. Tuttavia piegarsi a un simile ricatto significa anche divenire complici con la bestia politica/religiosa e riporre la propria fiducia in una menzogna. Significa non avere conoscenza di Dio e della sua parola che in Apocalisse 13:16-18 avverte:

“E costringe tutti, piccoli e grandi, e ricchi e poveri, e liberi e schiavi, affinché si dia a questi un marchio sulla mano destra o sulla fronte, e affinché nessuno possa comprare o vendere se non chi ha il marchio, il nome della bestia selvaggia o il numero del suo nome.  Qui sta la sapienza: Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia selvaggia, poiché è un numero d’uomo; e il suo numero è seicentosessantasei.” E ancora nel capitolo 14:9-12: “E un altro angelo, un terzo, li seguì, dicendo ad alta voce: “Se qualcuno adora la bestia selvaggia e la sua immagine, e riceve il marchio sulla sua fronte o sulla sua mano, berrà anche lui del vino dell’ira di Dio che è versato non diluito nel calice della sua ira, e sarà tormentato con fuoco e zolfo dinanzi ai santi angeli e dinanzi all’Agnello. E il fumo del loro tormento ascende per i secoli dei secoli, e non hanno riposo né giorno né notte, quelli che adorano la bestia selvaggia e la sua immagine, e chiunque riceve il marchio del suo nome.  Qui sta la perseveranza dei santi, quelli che osservano i comandamenti di Dio e la fede di Gesù”.

Ricevere il marchio della bestia significa adorazione, e, quindi, idolatria. Rifiutarlo significa fede, perseveranza insieme ad osservanza dei comandamenti di Dio.

I tempi sono ormai estremamente inoltrati. In poco più di sei mesi entriamo nell’ultimo anno dei sette tempi della fine e dobbiamo chiarirci al più presto le idee. Cos’è questo marchio nefando che porterebbe a bere del vino dell’ira di Dio? Chi ama la vita farà bene a interrogarsi scrupolosamente.

Una persona osservante a cui ho posto la domanda: “In cosa consiste il marchio della bestia?” candidamente ha risposto: “Significa non dare riconoscimento al sistema politico.” Con questa risposta questa pensava di risolvere il problema a costo zero, ritenendo il marchio una faccenda semplicemente teorica, di pensiero privato, di cuore.

Ma in Galati 6:17 Paolo parla del marchio del Cristo come di qualcosa di profondamente tracciato nel suo corpo. Egli osserva: “Poiché porto sul mio corpo i marchi [di uno schiavo] di Gesù.” In cosa consistevano i marchi di Paolo? La risposta si trova espressa in 2 Corinti 4:10-12 “Dappertutto portiamo sempre nel nostro corpo il trattamento mortifero riservato a Gesù, affinché anche la vita di Gesù sia resa manifesta nel nostro corpo.

Poiché noi che viviamo siamo sempre portati faccia a faccia con la morte per amore di Gesù, affinché anche la vita di Gesù sia resa manifesta nella nostra carne mortale. Quindi la morte è all’opera in noi, ma la vita in voi.”            Per amore della buona notizia Paolo fu disposto a sopportare di tutto, perfino la perdita della propria vita. “Sono ministri di Cristo? Rispondo come un pazzo: Io lo sono in maniera più preminente; in fatiche più abbondantemente, in prigioni più abbondantemente, in percosse all’eccesso, in pericoli di morte spesso. 

Dai giudei ricevetti cinque volte quaranta colpi meno uno, tre volte fui battuto con le verghe, una volta fui lapidato, tre volte subii naufragio, ho trascorso una notte e un giorno nel profondo;  in viaggi spesso, in pericoli di fiumi, in pericoli di banditi di strada, in pericoli da parte della [mia] razza, in pericoli da parte delle nazioni, in pericoli nella città, in pericoli nel deserto, in pericoli nel mare, in pericoli tra falsi fratelli, in fatica e lavoro penoso, in notti insonni spesso, nella fame e nella sete, nell’astinenza dal cibo molte volte, nel freddo e nella nudità.” 2Cor 11:23-27

Isaia al capitolo 28 ci presenta un circolo di ubriaconi che hanno fatto un incredibile patto con la morte. Come ci sono riusciti? “La grandine deve spazzare via il rifugio di menzogna, e le acque stesse inonderanno il medesimo nascondiglio. E il vostro patto con la Morte certamente sarà dissolto, e quella vostra visione con lo Sheol non sussisterà.  La repentina inondazione che straripa, quando passa: dovete anche divenire per essa un luogo da calpestare. Ogni volta che passerà, vi porterà via, perché passerà di mattina in mattina, durante il giorno e durante la notte; e deve divenire solo ragione di trepidazione per far comprendere [ad altri] ciò che è stato udito”. Isaia 28:17-19

Chi pensasse al vaccino come a un rifugio dove sconfiggere la morte, fare pace con la società, si sbaglierebbe di grosso. Questo patto sarà dissolto lasciando trepidazione ed angoscia, il sogno si trasformerebbe in un incubo permanente.

Il vaccino e le piaghe di Babilonia: le riceveremo anche noi?

Voglio parlare a proposito delle piaghe di Babilonia, quelle che subiranno coloro che non usciranno dalla falsa religione e accetteranno il marchio. Faccio riferimento in questa analisi al versetto di Rivelazione 18:4 dove leggiamo: “E udii un’altra voce dal cielo dire: “Uscite da essa o popolo mio, se non volete partecipare con lei ai suoi peccati, e se non volete ricevere parte delle sue piaghe.””.

Abbiamo già detto in questo blog che uscire da Babilonia non significa solo uscire dalle religioni, ma significa non inchinarsi di fronte al simbolo del NWO e della sua nuova religione: il vaccino. Questo vuol dire che ad ogni costo dovremo stare fermi di fronte ad ogni minaccia ed attacco volto a vaccinarci. Dovremo agire per difendere noi e la nostra famiglia, e allo stesso tempo essere disposti a perdere ogni cosa pur di non ricevere il vaccino. Le piaghe di chi non esce da Babilonia si manifesteranno quando Dio interverrà a giudicare questo sistema, ma sono convinto che in realtà si manifesteranno anche prima. In realtà si stanno già manifestando su coloro che hanno già accettato la vaccinazione e riporto di seguito alcune delle piaghe di coloro che non hanno capito la portata spirituale di ciò che sta succedendo.

Cosa potrebbero essere le piaghe di Babilonia

Studiando poi a proposito dell’argomento vaccini sono venuto a conoscenza di un meccanismo che davvero potrebbe spiegarci cosa succederà tra alcuni mesi, quando molti vaccinati cominceranno a provare su di sè gli effetti delle piaghe di Babilonia. Questo meccanismo si chiama ADE: Antibody Dependant Enhancement. Il nome di questo meccanismo, ADE, che sta per potenziamento dell’infezione dovuto all’anticorpo, ci ricorda il quarto cavaliere dell’apocalisse di cui si parla in Rivelazione 6:8 “E vidi, ed ecco, un cavallo pallido; e colui che vi sedeva sopra aveva nome la Morte. E l’Ades lo seguiva da vicino.” L’Ades è la tomba e ADE era il dio greco dei morti. Il quarto cavaliere corrisponde al quarto anno dei sette tempi, guarda caso il 2019. Ma cos’è questo meccanismo?

piaghe di Babilonia
antibody dependant enhancement

Riporto la spiegazione presa dal libro “Malattie, vaccini, e la storia dimenticata” di Suzanne Humphries e Roman Bystrianyk. “E’ un fatto poco noto che qualsiasi anticorpo, persino uno indotto dal vaccino, può rendere una persona più vulnerabile alle malattie. Esiste un equilibrio innegabile e delicato fra l’immunità protettiva e una suscettibilità potenziata indotta, non solo nei confronti della malattia per la quale si è stati vaccinati, ma anche verso altre malattie, e spesso questa aumentata suscettibilità viene indotta proprio dal vaccino che era stato somministrato con lo scopo di esercitare una protezione. Un virus è in grado di riconoscere e di fissarsi a uno o più recettori cellulari specifici di superficie, riuscendo così a penetrare all’interno della cellula. Alcuni anticorpi aumentano la capacità del virus di infettare le cellule bersaglio. Questo fenomeno si chiama potenziamento anticorpo dipendente dell’infezione (ADE).”

In pratica il vaccino non neutralizza il virus ma lo rende invece accessibile ai macrofagi che ingeriscono il virus. All’interno del macrofago il virus si duplica enne volte. Il vaccino quindi produce la via per una amplificazione o potenziamento dell’infezione.

E’ inoltre importante vedere i risultati dei tentativi fatti in passato nella ricerca di un vaccino per i coronavirus. Nelle sperimentazioni sugli animali per SARS-1 e MERS, i gatti e i furetti cui fu iniettato il vaccino morirono tutti, ma non immediatamente.

“Non morirono a causa del vaccino”, osserva la dottoressa Merritt, chirurgo ortopedico per 27 anni ed ex presidente dell’American Association of Physicians and Surgeons, “…ma come conseguenza di una condizione conosciuta come potenziamento indotto da anticorpi o anticorpo dipendente (ADE)”. I decessi ebbero luogo parecchio dopo l’iniezione del vaccino. “Quando esposero quei gatti ad un virus SARS naturale, la risposta immunitaria indotta che avevano incorporato nel loro sistema incapsulò il virus che quindi entrò nel corpo del gatto come un cavallo di troia non visto dal suo sistema immunitario e lo uccise con una sepsi e un pesante arresto cardiaco” ha spiegato la Merritt, “…e questo è successo anche ai furetti. Ecco perché siamo davvero davanti a una storia di insuccessi”.

Coloro che hanno partecipato alla sperimentazione per il vaccino del Covid 19 sono stati osservati per un paio di mesi, mentre di solito questa fase della sperimentazione sui vaccini dura due anni. Un medico che afferma quindi che il vaccino per il Covid è sicuro sul lungo termine sta mentendo.

Detto ciò io direi che è davvero meglio uscire da Babilonia, dovessero anche portarci via tutto. Le piaghe di babilonia possono essere accomunate alle piaghe di Gog di Magog, che è l’Egitto e di piaghe se ne intende. Davvero è meglio evitare.

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