La grande tribolazione

In Matteo capitolo 24 e in Rivelazione capitolo 7 si parla della grande tribolazione. Abbiamo ormai capito bene che il periodo della fine è un periodo di sette tempi e gli ultimi tre anni e mezzo sono più difficili a causa del fatto che Satana è cacciato giù sulla Terra e avvengono quindi i tre guai delle ultime sette trombe.

In realtà questi guai sono a loro volta in ordine crescente di gravità e la grande tribolazione ha un crescendo che culmina con l’attacco di Gog di Magog e quindi la vaccinazione e l’imposizione del marchio della bestia.

Questo è il culmine perché è proprio con l’assegnazione del marchio che si manifesta l’uscita dalle religioni auspicata dall’angelo di Rivelazione che urla “Uscite da essa o popolo mio”. Si tratta del terzo dell’umanità che viene ucciso dalla cavalleria durante il sesto guaio.

Abbiamo più volte ribadito che i sette tempi sono una continua cavalcata da parte di Gog, iniziata e portata a termine da Gesù, il quale utilizza questo periodo per giudicare il suo popolo infedele. I sette tempi hanno in effetti lo scopo di arrivare alla distruzione delle religioni prima e del potere politico poi. Chi non esce dalle religioni e riceve il marchio della bestia finisce col prendere parte alle piaghe di Babilonia stessa.

Babilonia è dunque il popolo di Dio, la donna infedele, incinta di un bambino, descritta in apocalisse capitolo 12. Questa donna viene descritta come vestita di sole, con la luna ai suoi piedi e 12 stelle sulla testa. E’ quindi chiaro che la grande tribolazione ha un ruolo di purificazione del popolo di Dio, che deve purificarsi dall’idolatria solare che la accompagna da sempre.

La donna e le stelle

la grande tribolazione

Ad Abramo e ai suoi figli Dio promette una discendenza numerosa come le stelle del cielo. Invitato da Giuseppe, Giacobbe entra in Egitto con settanta del suo clan e qui si assiste alla prima formazione di un popolo compatto. In Egitto i figli d’Israele assorbono credenze religiose e filosofiche che per certi versi sono ancora oggi ben radicate nel mondo.

Per andare un po’ oltre, oggi tratteremo di sogni. Giuseppe, si sa, fu sognatore. Prima di essere venduto in Egitto, aveva sognato di stare nei campi a mietere il grano coi suoi. Però il suo covone si alzava sugli altri e quelli dei suoi fratelli finivano per inchinarsi di fronte a lui. Poi vide una stella in cui egli stesso si immedesimava e il sole e la luna gli si inchinavano.

In Egitto l’astrologia era una delle componenti religiose di primo piano. Il  sole, la luna e le stelle del sogno rappresentano l’insieme dei pianeti, lo zodiaco e le sue costellazioni. Lì Israele entra in contatto con l’idolatria dei corpi celesti. Nel corso del tempo la maggior parte dei sovrani di Giuda e d’Israele tollerarono e addirittura praticarono l’adorazione dell’esercito dei cieli.

Venendo via, il popolo portò con sé le pratiche egizie, via via camuffandole, associandole ad altre di diversa provenienza e natura, di modo che l’adorazione del sole rimase una caratteristica costante. Le stelle sono dunque Israele, le dodici tribù, Giuseppe e i suoi fratelli.

Il sogno di Giuseppe si va chiaramente a collegare con la donna descritta in Rivelazione 12 così che noi adesso riusciamo a stabilire un collegamento coi giorni nostri. Infatti l’Apocalisse presenta situazioni che hanno luogo “nel giorno del Signore”. Lì si legge “ E un gran segno fu visto nel cielo, una donna vestita del sole, e la luna era sotto i suoi piedi, e sulla sua testa c’era una corona di dodici stelle, ed era incinta. E grida nelle sue doglie e nel suo travaglio per partorire.” (Ri 1:10; 12:1-2)

Ecco che qui ricompaiono il sole, la luna e le stelle. Ma, per capire di cosa si stia parlando, dobbiamo capire chi è la donna. Giovanni dice che il figlio appena nato viene rapito presso Dio. Spesso nella Bibbia si parla di donne simboliche come della moglie di Geova. In questo caso, siccome il figlio viene portato presso Dio, questa donna sembrerebbe, almeno a prima vista, rappresentare quella simbolica moglie.

L’apostolo Paolo afferma che “La Gerusalemme di sopra è libera, ed essa è nostra madre”. La donna adorna del sole e della luna, quindi, sembrerebbe essere la Gerusalemme di sopra, che si distingue dall’altra, la Nuova Gerusalemme, o sposa del Cristo. Questo lo capiamo perché partorisce un figlio che viene portato al cospetto del trono di Dio.

In realtà questa donna è si la moglie di Dio, ma è una moglie che viene rifiutata in quanto adultera, e solo un rimanente di lei viene a costituire la Gerusalemme di sopra.

Paolo parla di questa donna in modo allegorico paragonandola a Sara, mentre la Gerusalemme terrena viene paragonata ad Agar. Sara e Agar sono le due mogli di Abramo. Vediamo cosa dice la Bibbia in Galati 4:21-31. “E’ scritto che Abramo ebbe due figli, uno dalla serva e uno dalla donna libera;  ma quello della serva fu effettivamente generato secondo la carne, l’altro della donna libera mediante una promessa.  

Queste cose costituiscono un dramma simbolico; poiché queste [donne] significano due patti, l’uno, del monte Sinai, che genera figli per la schiavitù, e che è Agar. […] Ora noi, fratelli, siamo figli appartenenti alla promessa, come lo fu Isacco.  Ma come allora quello generato secondo la carne perseguitava quello generato secondo lo spirito, così anche ora.  Tuttavia, che dice la Scrittura? “Caccia la serva e suo figlio, poiché il figlio della serva non sarà affatto erede col figlio della donna libera”. Perciò, fratelli, noi non siamo figli della serva, ma della donna libera.”

Agar rappresenta la Gerusalemme terrena ed è schiava, come lo era il popolo di Israele nell’antichità, schiavo della legge. Chi nasceva in Israele diventava automaticamente parte del popolo di Dio, che volesse oppure no. Il parto di Agar? Un normale parto “secondo la carne”. Con Sara, la Gerusalemme di sopra, le cose sono differenti. Il patto non è più quello della legge ma è quello sancito dal sacrificio del Cristo. Egli, morendo, ha pagato e ci consente la libertà di adorare Dio volontariamente e secondo coscienza.

La Gerusalemme rappresentata da Sara è “di sopra” perché spiritualmente superiore, formata da persone che fanno scelte libere. Ciò corrisponde all’attuale popolo di Dio, formato da persone che Dio ha attirato a sé per servirlo di tutto cuore. (Giov 6:44) Questa Gerusalemme di sopra va identificata come la madre della totalità dei servitori di Dio sulla terra.

E’ l’organizzazione di Dio ed è anche la madre dei cristiani unti che trovano origine all’interno di questo gruppo più grande. La donna partorisce un figlio che è il Regno messianico formato dai 144000 unti più il Cristo. Questa madre tuttavia è impura e deve sottostare ad un processo di raffinamento. Ciò significa che la parte impura deve essere distrutta.

In Rivelazione 12:15 la Bibbia descrive l’attacco del dragone contro la donna dicendo: “E dalla sua bocca il serpente vomitò dietro alla donna acqua simile ad un fiume, per farla annegare nel fiume.” Ora che sappiamo che la donna è l’attuale organizzazione terrena di Dio questo attacco del dragone prende senso. Cosa significa che il serpente vomita acqua sulla donna?

Il re Davide descrisse i malvagi come “fiumane di uomini buoni a nulla”. (Salmo 18:4,5,16,17). Allo stesso modo Satana scatena una persecuzione per opera di uomini “buoni a nulla”. Lo scopo è quello di non permettere la fuoriuscita da Babilonia: tutti si devono vaccinare.

La grande tribolazione e le stelle che si uccidono

La donna è’ adultera in quanto si è lasciata andare all’idolatria, e l’adorazione solare è ciò che la contraddistingue.

Interessante è che la purga che viene con il vaccino sarà quella che porterà alla fine della falsa religione. Babilonia sembra infatti approvare tale inoculazione ed esorta i propri adepti a lasciarsi marchiare. Sempre più sono le voci, di medici e studiosi, che classificano gli effetti collaterali in più step. Un primo step di effetti avversi gravi si manifesta immediatamente dopo l’inoculazione, e coinvolgerebbe circa un caso su diecimila. Un secondo step di conseguenze avverse dopo sei, otto mesi, causato dal meccanismo dell’ADE, (antibody dependent enhancement) che porterà al decesso per un eccesso di infiammazione nel corpo e quindi un terzo step dopo alcuni anni con lo sviluppo di tumori e problemi neurologici e del comportamento.

Interessante è il fatto che uno dei vaccini si chiama AstraZeneca. Questi nomi spesso sono simbolici e non sono un caso. Si può scindere così: Astra ze neca o meglio, in latino, astra se necat, cioè le stelle si uccidono. Si pensi a Seneca, il filosofo che fu costretto al suicidio. Il nome non è un caso.

Le stelle dunque, cioè Israele, cioè la donna incinta moglie impura di Dio, si uccidono da sole, col vaccino. Quindi la moglie di Dio, infedele, viene uccisa dalla bestia selvaggia, ma in realtà potrebbe scampare semplicemente non facendosi inoculare. Invece sceglie per se stessa un destino fatale nel momento in cui prende il marchio-vaccino.

marchio
la grande tribolazione: le stelle si uccidono

La grande tribolazione dell’Apocalisse

Coloro che non prendono il vaccino-marchio escono da Babilonia, ne risulta un rimanente che si salva e che viene, col tempo purificato. Possiamo leggere a questo proposito di una grande folla che esce dalla grande tribolazione. “ E presa la parola, uno degli anziani mi disse “ Questi che sono vestiti di lunghe vesti bianche, chi sono e da dove son venuti? E subito gli dissi: “Signor mio tu lo sai” Ed egli mi disse: “Questi son quelli che vengono dalla grande tribolazione, e hanno lavato le loro lunghe vesti e le hanno rese bianche nel sangue dell’agnello”.

La grande tribolazione è quindi una situazione di purificazione. Ci saranno dei sopravvissuti e saranno molti. Sapere comunque che i tempi che stiamo per vivere vedranno molti morire ci fanno capire che non c’è da scherzare. Davvero dobbiamo pregare di poter uscire da Israele al momento giusto, e di avere la forza per rifiutare il vaccino nonostante le pressioni.


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