Eclissi sulla terra piatta

Le eclissi sulla terra piatta non sono così semplici da capire e infatti moltissimi, pur avendo capito che la terra è piatta, continuano a non comprendere pienamente come avvenga il fenomeno. Non comprendono che la colonna magnetica che si innalza sopra il polo nord produce dei fenomeni ottici come l’effetto Faraday, che ruota il piano di polarizzazione della luce solare e porta le onde elettromagnetiche provenienti dal sole in interferenza su quelle della luna. L’interferenza arriva ad essere distruttiva impedendo così di vedere la luce della luna.

L’eclissi di sole avviene invece semplicemente perché la luna passa davanti al sole. Potete trovare una descrizione completa del fenomeno sul libro “Le vere misure della terra piatta”. In questo articolo comunque mi voglio soffermare sul valore spirituale e biblico di una particolare “eclissi”.

eclissi sulla terra piatta

Eclissi sulla terra piatta e nella Bibbia

Sono moltissimi i versetti che ci ricordano che uno degli eventi della fine è l’oscuramento del sole, della luna e delle stelle. In Matteo 24:29 si legge infatti: “Immediatamente dopo la tribolazione di quei giorni il sole sarà oscurato, e la luna non darà la sua luce, e le stelle cadranno dal cielo, e le potenze dei cieli saranno scrollate.”.

In questi versetti si fa riferimento alla grande tribolazione, i cui tempi devono essere abbreviati per dare la possibilità di scampare a chi vuole di essere salvato. Sappiamo che questo fa riferimento all’attacco di Gog di Magog e alla vaccinazione di massa.

In seguito a questi avvenimenti, che toccano da vicino le nostre vite in questi giorni, dovremmo arrivare a vedere l’oscuramento del sole, della luna e delle stelle.

Dello stesso avvenimento si parla in Ezechiele 32. Il Faraone-Leviatano, bestia di acqua e quindi Gog di Magog viene tirato con l’uncino verso il deserto dove si trovano i veri adoratori di Dio e viene quindi ucciso. Quindi in Ezechiele 32:7 leggiamo: “E quando ti sarai estinto certamente coprirò i cieli e ne oscurerò le stelle. In quanto al sole lo coprirò di nuvole e la luna stessa non farà risplendere la sua luce.”

In Gioele si parla del fatto che le nazioni (Gog di Magog) vengono condotte sul bassopiano di Giosafat e lì giudicate e al versetto 15 del capitolo 3 leggiamo: “ Il sole e la luna stessi certamente si oscureranno, e le medesime stelle ritireranno il loro fulgore.”.

Risulta quindi evidente che, dopo l’uscita del rimanente fedele dalle religioni, avverrà la distruzione, ad opera del falso profeta, delle religioni e dei governi nazionali. Al tempo di questa distruzione ci viene detto a più riprese che sole , luna e stelle non danno più la loro luce. Che cosa significa questo? Si tratta di fenomeni fisici reali?

Fenomeno fisico o spirituale?

Sappiamo bene che le religioni sono colpevoli di idolatria solare. Potrebbe quindi significare la fine dell’adorazione solare legata alla fine delle religioni? Si potrebbe comunque trattare di eventi reali?

L’eclisse contemporanea di sole e luna è un evento impossibile dato che per avere eclissi di luna si devono avere sole e luna in opposizione di fase, mentre per avere eclissi di sole si deve avere sovrapposizione tra sole e luna.

Potrebbe però trattarsi di un evento che non sia un eclissi ma un oscuramento, esattamente come successe alla morte di Gesù . In quell’occasione il sole venne a mancare per tre ore. Sappiamo che non poteva trattarsi di una eclissi di sole perché la luna era piena e quindi dall’altra parte dell’orbita rispetto al sole.

E’ chiaro quindi che Dio ha la possibilità di creare questi oscuramenti senza seguire le regole delle eclissi ma usando qualche altra modalità. Voglio comunque concentrarmi su un ben più probabile significato spirituale.

Parliamo della bestia selvaggia, quella a sette teste e dieci corna. Rivelazione ci dice che una delle teste di questa bestia era stata ferita a morte. (Rivelazione 13:3) Sappiamo che una di quelle teste rappresenta Babilonia. Sette teste sono infatti sette monti, cioè i governi che nel corso della storia hanno dominato sul popolo di Dio. Una di queste teste è Babilonia, dalla quale nascono le dottrine astrologiche e solari delle religioni odierne.

Con la morte di Gesù e la nascita della congregazione viene inferto un duro colpo all’adorazione solare e, per un periodo, la congregazione rimane lontana dall’adorazione solare.

La bestia tuttavia risorge quando i due testimoni predicano. Essi infatti avvertono la religione/ del fatto che la terra è piatta e che l’eliocentrismo è un tentativo di portarci in modo occulto verso l’adorazione solare. Nel momento in cui le religioni sono avvertite ma non accettano di cambiare la loro via la bestia risorge in quanto ha pieno possesso dei vertici religiosi. Questi infatti, sebbene vengano avvertiti ed edotti a proposito della verità, decidono comunque di sottomettersi alla bestia. Questa bestia ha naturalmente valore politico e religioso.

La bestia è parte integrante del sistema babilonico:

  • una delle sette teste è Babilonia;
  • le sette teste hanno bocca di leone, che rappresenta Babilonia;
  • e inoltre la bestia è cavalcata da Babilonia stessa, intesa come la donna prostituta, quella incinta del capitolo 12 di Apocalisse.

Il crollo della religione che sta per avvenire segna quindi la caduta delle stelle e la copertura del sole e della luna.

Ricordiamo infatti il sogno di Giuseppe in cui egli sogna che il sole, suo padre, la luna, sua madre, e le stelle, i suoi fratelli, si inchinano di fronte a lui. Capiamo dunque che la caduta della bestia selvaggia rappresenta la caduta del popolo di Dio, cioè di babilonia, delle false religioni, oltre che la caduta del sistema sionista che regge, sostiene e implementa il nuovo ordine mondiale.

Ci apprestiamo quindi a vedere la caduta delle religioni, come ci ricorda il sesto sigillo in Apocalisse 6:12 “E vidi quando aprì il sesto sigillo, e ci fu un grande terremoto; e il sole divenne nero come un sacco di crine e l’intera luna divenne come sangue, e le stelle del cielo caddero a terra, come quando un fico scosso da un gran vento getta i suoi fichi immaturi.”

Gli astri cadono e si oscurano dopo il terremoto. Un terremoto che viene descritto come un forte vento che fa cadere i frutti di un fico. Queste parole ci ricordano quanto scritto in Aggeo 2:6-9 ““Questo è infatti ciò che Geova degli eserciti dice: ‘Ancora una volta — fra poco — scuoterò i cieli e la terra, il mare e la terraferma’. “‘Scuoterò tutte le nazioni, e affluiranno le cose preziose di tutte le nazioni, e riempirò questa casa di gloria’, dice Geova degli eserciti. “‘L’argento è mio, mio è l’oro’, dichiara Geova degli eserciti. “‘La futura gloria di questa casa sarà maggiore della precedente’, dice Geova degli eserciti.”

Interessante che si dice che le stelle non danno più la loro luce e cadono come fichi immaturi. Questo ci ricorda le parole di Gesù in Matteo 24:32: “Ora imparate dall’illustrazione del fico questo punto: Appena il ramoscello si fa tenero e mette le foglie sapete che l’estate è vicina”.

Il fico in Israele mette le foglie verso aprile maggio, quando i fichi sono già abbastanza grandi. I frutti infatti sono maturi verso giugno. Poco prima, al versetto 29 Gesù menziona sole luna e stelle che si oscurano e menziona subito dopo il segno del figlio dell’uomo che altro non è che la fine della religione. Anche qui Gesù mette dunque in relazione la caduta delle stelle, con la fine delle religioni e con i fichi non ancora maturi.

A proposito di Israele si dice che alla donna vengono date ali di aquila, con le quali fugge nel deserto e li viene nutrita tre anni e mezzo. Nel frattempo la donna in quel periodo partorisce, dando vita ad un bambino che viene raccolto presso Dio. Il bambino è ovviamente immaturo, anche lui deve essere istruito. Si tratta degli eletti che escono dalle religioni e hanno bisogno di nuove istruzioni, ma da chi? Le stelle cadono e il sole e la luna non danno più luce.

Daniele risponde nel capitolo 11 versetto 32: “In quanto a quelli che hanno perspicacia impartiranno intendimento a molti”. Nel capitolo 12 versetto 10 dice inoltre: “Nessun malvagio comprenderà; ma quelli che hanno perspicacia comprenderanno”. Naturalmente questa comprensione è riservata al tempo della fine. Molti stanno capendo che il rifiuto del vaccino è il grande terremoto che stiamo aspettando.

Riporto di seguito una breve analisi della “eclissi” che avvenne poco dopo la morte di Gesù.

Quando venne a mancare la luce del sole

Sono tre  i vangeli che raccontano di come, durante l’agonia di Gesù, la terra fu avvolta dalle tenebre per tre ore di seguito in pieno giorno, dalle 12 del mattino alle 15 del pomeriggio. Matteo 27:45 legge “Dalla sesta ora caddero le tenebre su tutto il paese, fino alla nona ora.” Anche Luca 23:44-45 osserva: “A quel punto era circa la sesta ora, eppure su tutta la terra calarono le tenebre, fino alla nona ora, essendo venuta a mancare la luce del sole.”  (Cfr Marco15:33)

Dunque la causa delle tenebre fu un’inspiegabile interruzione nel flusso della luce solare. Ciò non si può attribuire ad un fenomeno di ecclissi perchè la Pasqua si celebrava e si celebra sempre in occasione della luna piena e l’ecclissi di sole non si può verificare in simili condizioni astronomiche. Inoltre le ecclissi di sole non durano mai più di sette minuti e mezzo mentre quelle strane tenebre durarono tre ore.

Comunque un fenomeno cosmico del genere non dovette passare inosservato, la gente ne dovette parlare un bel po’. Ci sono prove storiche a sostegno della veridicità di quello straordinario evento? Si perchè, a parte gli evangelisti,  ci sono altri scrittori del passato che ne hanno parlato. Tertulliano, che scrisse all’inizio del terzo secolo, e Luciano, che morì martire a Nicomedia nel 312 d.C, riferirono di testimonianze, allora consultabili presso gli archivi imperiali, in merito a quelle ore di tenebre dall’ origine misteriosa.

Thallus, uno storico che scrisse verso il 52 dopo Cristo, si cimentò nel tentativo di negare che qualcosa di soprannaturale avesse avuto luogo in quella occasione. Benché i suoi scritti siano andati persi, altri scrittori vissuti dopo di lui hanno citato le sue parole in vari documenti storici.

A quanto pare egli si proponeva di dare una spiegazione per quanto possibile scientifica dei fatti accaduti. Uno scrittore, Giulio Africano che scrisse verso il 221 d.C. , citava gli scritti di Thallus dicendo che quest’uomo aveva cercato di spiegare le tre ore di tenebra alla morte del Signore.

Africano scrive: “Thallus, nel terzo libro delle sue Storie, spiega questa tenebra come un’eclissi di sole, cosa che a me sembra irragionevole. Perché gli Ebrei celebrano la Pasqua il quattordicesimo giorno in base alla luna, e la passione del nostro Salvatore ebbe luogo il giorno precedente la Pasqua; ma un’eclissi di sole ha luogo solo quando la luna si trova sotto il sole. E non può accadere in nessun altro momento se non nell’intervallo tra il primo giorno di luna nuova e l’ultimo di quella vecchia, cioè alla loro congiunzione. Come si potrebbe verificare un’eclissi quando la luna è opposta quasi diametralmente al sole?”

Benchè le ipotesi avanzate da Thallus risultino errate, tuttavia nel cercare di spiegare quel periodo di tre ore di oscurità, egli rende chiaro il fatto che un simile evento era accaduto veramente. L’espressione “questa tenebra” indica che Thallus si riferiva agli eventi legati alla morte del Cristo. Africano espresse il suo punto di vista sulle affermazioni di Thallus notando che un’ecclissi non si potrà mai verificare in occasione della Pasqua ebraica.

Gli scritti di Thallus mostrano che dei fenomeni occorsi durante la passione del Cristo si parlava a Roma verso la metà del primo secolo. Lo stupore era tale che un incredulo come Thallus aveva ritenuto necessario dover suggerire una qualche spiegazione scientifica sull’argomento. Dunque il racconto delle tenebre verificatesi alla morte del Signore non era un fatto a  cui si negasse veridicità. Piuttosto si cercava di spiegare l’evento come un normale fenomeno naturale.

Anche altri, oltre a Thallus hanno lasciato testimonianza su questi fatti. Origene scrisse che quest’idea delle tenebre come dovute ad ecclissi era un’invenzione dei pagani per screditare i Vangeli. Anche Flegonte di Tralles, liberto greco alla corte di Adriano (76-138d.C.), vissuto quindi a cavallo del primo e secondo secolo, autore di una cronaca, Olimpiadi, confermò questo fatto delle tenebre a mezzogiorno.

Dell’opera monumentale di questo Flegonte non abbiamo che pochi frammenti, ma fece menzione di lui lo stesso Giulio Africano che riferiva a questo proposito: “Al tempo di Tiberio Cesare ci fu un’eclissi di sole durante la luna piena”. Il periodo corrisponde a quello dei Vangeli. Flegonte aveva scritto: Nel quarto anno della duecentoduesima olimpiade ci fu una grande eclissi di sole, maggiore di tutte le altre perché, alla sesta ora, il giorno si trasformò in notte e si videro le stelle nei cieli. Ci fu un terremoto in Bitinia che coinvolse gran parte della città di Nicea.” Questa citazione  presenta diversi aspetti chiave.

In occasione della morte di Gesù si verificò anche un gran terremoto come riferisce anche Matteo al versetto 27:51. L’ora in cui si presentarono le tenebre  corrisponde invece alla testimonianza di Matteo 27: 45. Questa affermazione di Flegonte ci permette perfino di risalire al tempo in cui Gesù fu sacrificato. Il tempo della 202esima Olimpiade correva dal 29 al 33 d.C. e il quarto anno correva esattamente dal primo luglio dell’anno 32 al primo luglio dell’anno 33.

Un altro storico, Philiponus, conferma la storicità di Flegonte scrivendo: “E riguardo a questa tenebra –  Flegonte la ricorda nelle Olimpiadi… Flegonte menzionò l’ecclisse che ebbe luogo durante la crocifissione del Signore Cristo, e non un’altra ecclisse. E’ chiaro che egli, nonostante tutte le sue fonti, non aveva notizia di alcun’altra simile ecclisse nei tempi precedenti… e questo è reso evidente in un documento storico di Tiberio Cesare.” Così veniamo a sapere che era stato registrato un resoconto storico sul fatto che Roma si era trovata al buio in pieno giorno ai tempi di Tiberio Cesare, nel 33.

Nel numero degli scrittori che fanno espresso riferimento a questo passo di Flegonte ci sono Giulio Africano, Joannes Philiponus, Malelas, Origene, Eusebio e Maximus. Ben 7 antichi scrittori citano direttamente questo frammento di Flegonte e fanno di esso uno dei meglio attestati passi di uno scrittore d’epoca imperiale.

Ho sintetizzato queste informazioni da: Oxford Bible Church. Appendix 1 – The Day the Sun stopped Shining


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