Il radunamento degli eletti dopo Armaghedon

Il radunamento degli eletti viene descritto nella Bibbia come un evento della fine. Per quanto arduo ciò possa sembrare, scrutare nei tempi della fine è un’attività spirituale necessaria. Infatti, Gesù disse ai suoi discepoli: “Ma voi, state in guardia; vi ho detto ogni cosa in anticipo.” Poi proseguiva dicendo: “Ma in quei giorni, dopo tale tribolazione, il sole sarà oscurato, la luna non splenderà più, le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno scrollate. 

sesto sigillo

E allora vedranno il Figlio dell’uomo venire nelle nubi con grande potenza e gloria. Lui manderà quindi gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo.” Marco 13:23-27

Finito di devastare Babilonia quale sarà la situazione? Che ne sarà di tutto quello stuolo di preti, di suore, di gente di chiesa che all’interno di Babilonia si era creata un mondo in cui muoversi a proprio agio? Saranno disposti a capire le motivazioni per cui tutto sta accadendo sotto i loro occhi? Sarà data ancora ad alcuni l’opportunità di salvarsi? Ci sarà ancora scampo per loro? Avere o non avere impresso sul proprio corpo il marchio della bestia nella forma di un vaccino in grado di modificare il genoma costituirà un primo discrimine per tutti. (Ri 13:16-18; Eze 9:4-8)

Perciò adesso immaginiamo di ritrovarci un giorno dopo Armaghedon, con la bestia politica in disintegrazione, l’adorazione solare scomparsa e il Figlio dell’uomo che fa radunare gli eletti. Cerchiamo di capire cosa succede. I diversi aspetti toccati dai versetti citati da Marco 13 ruotano sui seguenti punti: la tribolazione passata, l’adorazione idolatrica liquidata e le potenze dei cieli, Satana e i demoni ancora latitanti ma in procinto di essere rinchiusi nell’abisso. (Ri 20:1-3) Sarà a questo punto che Gesù manderà i suoi angeli a radunare gli eletti mentre lui avrà ben altro da fare. Dovrà al più presto ritornare in cielo con i suoi coeredi per partecipare all’imprigionamento di Satana e delle sue orde. (Rom 16:20; Ri 20:1-3)

Lo scenario sarà ancora per qualche tempo desolato. La terra porterà evidenti tracce di un combattimento spietato: Armaghedon. Miliardi di morti dovunque, uno spettacolo raccapricciante. (Ri 19:17-21) Sarà proprio con questo terribile sfondo alle spalle che gli angeli si daranno da fare per un grande radunamento: gli eletti verranno alla fine separati dai capri, il grano dalle zizzanie o i pesci eccellenti dai pesci inadatti.

A tutti noi piacerebbe essere tra gli eletti. Perciò chiediamoci:

1) Cosa farà il Cristo che viene nelle nubi?

2) Chi sono gli eletti nelle Scritture?

3) Cos’è il loro radunamento?

Il Cristo che viene nelle nubi

Quando leggiamo nelle Scritture del Cristo che viene nelle nubi ci troviamo confrontati alla sua parousia o presenza invisibile come re intronizzato nei cieli. Dapprima solo ai due testimoni viene data percezione di tale avvenimento. Anche l’ascensione al cielo del Maestro fu vista solo dai discepoli, non dal mondo, e gli angeli presenti li assicurarono che il ritorno di Gesù sarebbe avvenuto “nella stessa maniera” (gr. tròpos, non morfè, “forma”): non sarebbe stato visto pubblicamente, e pochi se ne sarebbero resi conto. 

E, dette queste cose, mentre essi guardavano, fu innalzato e una nube lo nascose alla loro vista. E come guardavano fisso in cielo mentre egli se ne andava, ecco quindi che due uomini in vesti bianche stettero accanto a loro, e dissero: “Uomini di Galilea, perché state a guardare in cielo? Questo Gesù che di fra voi è stato assunto in cielo verrà nella stessa maniera in cui l’avete visto andare in cielo”. (Atti 1:9-11)

Quando pensiamo all’insediamento di Cristo nel regno dobbiamo tenere a mente due momenti specifici che sono:

1) la sua venuta come re che si concretizza in una presenza invisibile per la durata di un po’ più di tre anni e mezzo. All’inizio di tale periodo di presenza Satana viene scagliato sulla terra, con tutte le conseguenze che tale situazione comporta, cioè la menzogna narrata a livello mondiale di una letale pandemia da coronavirus. Alla fine di tale presenza Satana sarà stato inabissato.

2) La manifestazione visibile di Gesù regnante che sarà palese quando la tenda di Dio sarà ormai stabilita con il genere umano e vivere su una nuova terra sarà la normale esperienza di tutti i sopravvissuti. (Ri 21:2-3)

Quando avviene il radunamento degli eletti? Avviene immediatamente dopo Armaghedon prima che la presenza del Cristo diventi percettibile a tutti i viventi. Contemporaneamente il Cristo sarà impegnato in un’opera colossale, cioè chiudere Satana nell’abisso. Non potendo fare tutto lui, manderà contemporaneamente i suoi angeli a radunare gli eletti.

Gli eletti

Chi sono gli eletti? Non sono semplicemente gli unti ai quali è data la prospettiva di regnare col Cristo, ma sono anche tutti coloro che credono nel potere salvifico del suo sacrificio e che appartengono alla grande folla. (Rive 7:14) Come lo possiamo affermare? Leggendo il capitolo 65 di Isaia. Lì il profeta usa il termine “eletto” in senso ampio quando scrive: “Poiché come i giorni dell’albero saranno i giorni del mio popolo; e i miei eletti useranno appieno l’opera delle loro proprie mani”. Isa 65:22 Se leggiamo tutto il capitolo comprendiamo che qui, ovviamente, il riferimento è a tutti quelli che avendo la prospettiva di una vita eterna sulla terra potranno vivere in una società pacifica sotto un governo perfetto.

Se vogliamo considerare le lingue in cui la Sacra Scrittura fu scritta possiamo notare informazioni interessanti. Questa parola è usata in molti passi sia in ebraico che in greco per indicare il popolo eletto di Dio. Per esempio, Isaia 43:20 si esprime dicendo: “provvederò acqua nella distesa desolata e fiumi nel deserto per dissetare il mio popolo, il mio eletto, il popolo che mi sono formato affinché celebri le mie lodi”.

 Anche la parola greca ἐκλεκτός indica colui che è stato scelto da Dio per svolgere un compito speciale, sia esso il Messia, il popolo d’Israele o i cristiani. Quando leggiamo in Matteo 24:22 queste parole: “In effetti, se quei giorni non venissero abbreviati, nessuno sarebbe salvato; ma a causa degli eletti quei giorni verranno abbreviati”, non siamo autorizzati a pensare che in questo contesto si tratti solo degli unti ma al contrario di tutti coloro che Geova stimerà idonei alla salvezza.

Il radunamento degli eletti

Cerchiamo di capire nelle Scritture chi sono quelli che verranno radunati dopo la tribolazione di questi giorni. Sì, di questi giorni, perché la grande tribolazione annunciata in Matteo e Apocalisse è ormai una realtà palese, in corso sotto gli occhi di tutti. Al capitolo 2 di 2 Tessalonicesi Paolo esordisce trattando della manifestazione della presenza del Cristo, cioè il momento finale, il post Armaghedon, quando la presenza o parousia del Cristo sarà diventata manifesta per i suoi effetti grandiosi, per quanto egli resti ancora invisibile.

Paolo scrive: “Ora, fratelli, per quanto riguarda la presenza del nostro Signore Gesù Cristo e il nostro radunamento [ἐπισυναγωγῆς] con lui vi preghiamo di non farvi confondere la mente così in fretta e di non allarmarvi per qualche affermazione ispirata, discorso o lettera spacciata per nostra secondo cui il giorno di Geova è venuto.” L’apostolo Paolo associa qui il giorno di Geova, giorno di furore e di battaglia, con la manifestazione della presenza di Cristo e con il radunamento degli eletti. Viceversa nello stesso capitolo Paolo parla “di quelli che vanno verso la distruzione per non aver accettato e amato la verità così da essere salvati”.

La parola greca per radunamento è ἐπισυναγωγῆ [episynagoghè] che implica un riunirsi tutti insieme in un luogo, uno stare a fianco a fianco per un’assemblea. Έ la stessa parola che ricorre in Ebrei 10:24 quando veniamo incoraggiati a non abbandonare la comune adunanza. La sinagoga era un luogo di adunanza. La parola è un derivato da ago, condurre, e syn insieme. Consideriamo dunque alcuni passi delle scritture in cui si tratta del radunamento degli eletti in modo da ampliare la comprensione del passo di Matteo 24:31 citato al principio di questo scritto.

La parabola delle zizzanie
In Matteo 13:24-30 Gesù propose loro un’altra illustrazione, dicendo: “Il regno dei cieli è divenuto simile a un uomo che seminò seme eccellente nel suo campo.  Mentre gli uomini dormivano, il suo nemico venne e seminò zizzanie in mezzo al grano, e se ne andò.  Quando l’erba germogliò e produsse frutto, allora comparvero anche le zizzanie. 

E gli schiavi del padrone di casa vennero a dirgli: ‘Signore, non hai seminato seme eccellente nel tuo campo? Come mai ha dunque le zizzanie?’  Egli disse loro: ‘Un nemico, un uomo, ha fatto questo’. Essi gli dissero: ‘Vuoi dunque che andiamo a raccoglierle?’ Egli disse: ‘No; affinché, raccogliendo le zizzanie, non sradichiate per caso con esse anche il grano Lasciate che entrambi crescano insieme fino alla mietitura; e al tempo della mietitura dirò ai mietitori: Prima raccogliete le zizzanie e legatele in fasci per bruciarle, quindi andate a radunare il grano nel mio deposito.’

Qui viene introdotto un termine nuovo: la mietitura. Il passo è illuminante perché indica il fatto che prima avviene la distruzione delle zizzanie e poi il radunamento del grano nel deposito. Non viceversa. Prima di poter trasferire gli eletti, quelli facenti parte della grande folla, nel nuovo mondo bisogna separare le erbacce e cacciarci fuoco. Quanto tempo ci vorrà per fare questo?

Ci sono circa tre anni, passato Armaghedon, destinati al completamento di questo compito. Daniele 8:14 indica infatti un periodo di 2300 sere e mattine, a partire dalla soppressione del sacrificio continuo nell’aprile 2019, come un tempo necessario per portare il popolo ad una condizione giusta. Si tratta di circa 6 anni e quattro mesi che andrebbero a scadere tra luglio/agosto 2025.

La rete a strascico

Un’altra parabola affine a quella delle zizzanie è quella successiva della rete a strascico: “Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete a strascico calata in mare che radunò [pesci] di ogni specie. Quando fu piena la tirarono sulla spiaggia, e, sedutisi, raccolsero gli eccellenti in vasi, ma gli inadatti li gettarono via. Così sarà al termine del sistema di cose: gli angeli usciranno e separeranno i malvagi di mezzo ai giusti e li getteranno nella fornace ardente. Là sarà il [loro] pianto e lo stridore dei [loro] denti. (Mat 13:47-50)

Da questi passi comprendiamo che dopo Armaghedon i sopravvissuti dovranno passare attraverso una intensa fase di raffinamento in cui verrà testata la loro condotta, in accordo con la parabola della separazione dei capri dalle pecore narrata in Matteo 25. Per prima cosa essi saranno radunati dall’estremità dei cieli all’estremità della terra e portati da qualche parte della terra al sicuro. La situazione sarà ancora complessa. Inizierà per così dire la fase di predicazione ai gentili.

Infatti Gesù disse a Pietro: “Ti darò le chiavi del regno dei cieli, e qualunque cosa legherai sulla terra sarà stata legata nei cieli, e qualunque cosa scioglierai sulla terra sarà stata sciolta nei cieli” (Mt 16:19) Pietro usò le chiavi per aiutare altri a ‘entrare nel regno in tre particolari occasioni.

La prima fu il giorno di Pentecoste del 33 E.V., quando rivelò a una moltitudine riunita che Geova aveva risuscitato Gesù e che questi in tale posizione esaltata aveva versato spirito santo sui suoi discepoli. In un’altra occasione Pietro e Giovanni furono mandati dai samaritani. (Atti 8:14-17) La terza occasione in cui Pietro utilizzò le chiavi del regno fu quando fu mandato da Cornelio e diede inizio alla predicazione ai gentili.

Radunati i sopravvissuti

Pertanto, per un breve periodo dopo Armaghedon, si svolgerà ancora un’attività di predicazione a favore di quei sopravvissuti, i non giudicabili, quelli che non avevano potuto conoscere le verità scritturali per validi motivi, e sono riusciti a scampare al giorno dell’ira. Ci saranno anche alcuni di quei coraggiosi che avevano rifiutato il marchio della bestia.

Quali saranno le condizioni di vita in quel momento non è facile da descrivere, né possiamo sapere quanti saranno effettivamente i sopravvissuti. Le Scritture fanno capire che saranno relativamente pochi. (Isaia 13:12; 24:6) Le Scritture dicono anche che i sopravvissuti saranno radunati. Cosa significa? Raggruppati insieme in luoghi appositi? Gli angeli vigileranno affinché ci si allontani dai luoghi della carneficina verso luoghi più sicuri? Non possiamo saperlo.

Il fatto è che ovunque sulla terra ci saranno cadaveri e potrebbe essere difficile seppellirli tutti. Infine, i sopravvissuti dovranno dar prova di amare Geova ed essere disposti ad essere sudditi ubbidienti del regno messianico. Lo faranno? O forse preferiranno ritornare alle loro pratiche precedenti, oppressive verso il prossimo, egocentriche ed idolatriche? Vedremo. Alla fine questa situazione corrisponderà alla separazione dei capri dalle pecore. Per le pecore non sarà un periodo tutto in discesa perché la situazione descritta nella parabola presenta anche casi pietosi di prigionia, fame, sete e nudità. Molti non si vorranno sottomettere al Regno.

La situazione di Geremia durante e dopo l’assedio di Gerusalemme

Se volessimo approfondire il discorso di chi verrà salvato dopo Armaghedon potremmo considerare la condizione di quelli che furono lasciati stare nel paese dopo che Nabucodonosor ebbe raso al suolo Gerusalemme.

Geremia durante l’assedio era stato messo sotto custodia in una casa di detenzione. Infine i principi e i notabili della città erano stati presi e uccisi. I contadini nullatenenti erano stati lasciati stare nella campagna a fare servizi obbligatori.

Dal libro di Geremia al capitolo 32:1-5 infatti veniamo a sapere che: “nel decimo anno di Sedechia re di Giuda, cioè nel diciottesimo anno di Nabucodorosor”, il re di Babilonia e le sue forze militari “ponevano l’assedio a Gerusalemme; e in quanto a Geremia il profeta, era detenuto nel Cortile della Guardia che è nella casa del re di Giuda, perché Sedechia re di Giuda gli aveva imposto una [pena] detentiva, dicendo:

“Perché profetizzi, dicendo: ‘Geova ha detto questo: “Ecco, do questa città in mano al re di Babilonia, ed egli certamente la catturerà; e Sedechia stesso, il re di Giuda, non scamperà dalla mano dei caldei, poiché immancabilmente sarà dato in mano al re di Babilonia, e la sua bocca parlerà in effetti con la bocca di quello, e i suoi propri occhi vedranno anche gli occhi di quello”’; ‘e porterà Sedechia a Babilonia, ed egli vi resterà finché io gli rivolga la mia attenzione’, è l’espressione di Geova; ‘benché voi continuiate a guerreggiare contro i caldei, non riuscirete’?”

Lasciati rimanere i miseri del popolo

Geremia rimase nella casa di detenzione fino al termine dell’assedio della città. A quel punto egli fu liberato e lasciato stare in mezzo al popolo. Infatti leggiamo:

“Nebuzaradan capo della guardia del corpo lasciò rimanere nel paese di Giuda alcuni del popolo, i miseri che non avevano assolutamente nulla; e continuò a dar loro in quel giorno vigne e servizi obbligatori.” (Geremia 39:10)

Tra poco, da ottobre 2021 a ottobre 2022, tutti noi che avremo rifiutato il vaccino saremo probabilmente confinati in casa come prigionieri e dovremo affrontare circostanze difficili. Saremo nella situazione di pre-armaghedon, il che corrisponde al periodo dell’assedio di Gerusalemme. All’epoca, quando Geremia profetizzava tempi calamitosi per Gerusalemme, nessuno in città ci voleva credere.

Non erano preparati a una simile evenienza. Credere alle profezie è anche un fatto di fede e la fede non è posseduta da tutti. Capire se una profezia è degna di fede può essere complicato. Richiede lungimiranza spirituale, spirito d’indagine, studio. Bisogna verificare i fatti e comprendere le circostanze.

Avrò misericordia di chi avrò misericordia

In ultima analisi però è Dio che attira a sé colui a cui egli intende mostrare misericordia.

“Che diremo, dunque? C’è ingiustizia in Dio? Non sia mai! Poiché egli dice a Mosè: “Avrò misericordia di chi avrò misericordia e mostrerò compassione a chi mostrerò compassione”. Così, dunque, non dipende da chi desidera né da chi corre, ma da Dio, che ha misericordia. Poiché la Scrittura dice a Faraone: “Proprio per questo ti ho lasciato rimanere, affinché riguardo a te io mostri la mia potenza e perché il mio nome sia dichiarato in tutta la terra”. Così, dunque, egli mostra misericordia a chi desidera, ma lascia divenire ostinato chi desidera”. Rom 9:14-18

Dunque, torniamo a noi. Ci troveremo presto a dover affrontare momenti critici, saremo nel bisogno, privati della libertà e di molto altro. Saremo nella situazione descritta da Gesù nella parabola dei capri e delle pecore. Gesù disse che i suoi minimi fratelli si sarebbero trovati in prigione, malati, esclusi, evitati da tutti ed estranei a chiunque, nella fame, nella sete, nella nudità, e privati di tutto.

Liberato Geremia

Bruciata Gerusalemme, Nabucodonosor si ricordò di Geremia e lo fece liberare. Per di più, Nabucodorosor re di Babilonia diede comando riguardo a Geremia per mezzo di Nebuzaradan capo della guardia del corpo, dicendo: “Prendilo e tieni i tuoi propri occhi su di lui, e non fargli nulla di male. Ma proprio come egli ti parla, così fagli”.

Pertanto Nebuzaradan capo della guardia del corpo e Nebusazban il Rabsaris, e Nergal-Sarezer il Rabmag e tutti gli uomini principali del re di Babilonia mandarono; sì, mandavano a prendere Geremia dal Cortile della Guardia e lo davano a Ghedalia figlio di Aicam figlio di Safan, affinché lo conducesse a casa [sua], perché dimorasse in mezzo al popolo.

E a Geremia fu rivolta la parola di Geova mentre era rinchiuso nel Cortile della Guardia, dicendo: “Va, e devi dire a Ebed-Melec l’etiope: ‘Geova degli eserciti, l’Iddio d’Israele, ha detto questo: “Ecco, faccio avverare le mie parole su questa città per la calamità e non per il bene, e certamente accadranno davanti a te in quel giorno”’.

“‘E di sicuro ti libererò in quel giorno’, è l’espressione di Geova, ‘e non sarai dato in mano agli uomini dei quali tu stesso hai paura’.

“‘Poiché immancabilmente ti procurerò scampo, e non cadrai di spada; e certamente avrai la tua anima come spoglia, perché hai confidato in me’, è l’espressione di Geova”. Ger 39:12-18

Ebed-Melec

Questo personaggio era un eunuco etiope che serviva nella casa del re Sedechia. Egli mostrò con la sua condotta, di essere dalla parte di Geremia. Quando i principi di Giuda accusarono il profeta di sedizione, Sedechia lo consegnò nelle loro mani. I principi presero allora Geremia e lo gettarono nella melmosa cisterna di Malchia nel Cortile della Guardia, perché vi morisse di fame. Mostrando coraggio, nonostante il pericolo che correva, Ebed-Melec parlò al re e gli rivolse un appello a favore di Geremia. Sedechia accolse la richiesta.

Allora Ebed-Melec, per ordine del re, si recò con 30 uomini alla cisterna e vi calò delle funi insieme a stracci e pezzi di panno logoro che Geremia poté mettere sotto le ascelle per essere tirato fuori dalla cisterna. Per questa buona azione verso il profeta di Dio, Ebed-Melec ebbe da Geova, per mezzo di Geremia, l’assicurazione che non sarebbe perito durante l’assedio posto dai babilonesi, ma che avrebbe trovato scampo.

La disponibilità ad aiutare il profeta di Dio corrisponde all’attitudine mostrata dalle persone simili a pecore nella parabola di Gesù sulla separazione dei capri dalle pecore di Matteo 25. Gesù disse anche: “Chi non è contro di noi è per noi. E in verità vi dico che chiunque vi darà da bere un bicchiere d’acqua perché appartenete a Cristo non perderà affatto la sua ricompensa.” Queste parole faranno testo ancora dopo Armaghedon.

Sarà dopo la fine di questo periodo delicato che il popolo sarà portato a una condizione giusta. Ciascuno dei sopravvissuti dovrà semplicemente mostrare di voler rispettare l’autorità messianica di Cristo per venire introdotto nella nuova terra promessa quando si adempiranno le parole di Rivelazione da 21:1-4

Poi vidi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il vecchio cielo e la vecchia terra erano scomparsi, e il mare non c’era più. E vidi la città santa, la Nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo.  Allora sentii una voce possente che veniva dal trono dire: “Ecco, la tenda di Dio è con gli uomini; egli dimorerà con loro ed essi saranno il suo popolo. Dio stesso sarà con loro.  Ed egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi, e la morte non ci sarà più, né ci sarà più lutto né lamento né dolore. Le cose di prima sono passate”.

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