430 giorni chiusi in casa

Sappiamo già che l’ultimo anno sarà da passare chiusi in casa. Ezechiele, raccontando del momento in cui riceve l’incarico di profetizzare agli esiliati di Babilonia, scrive: ‘Ed egli mi diceva: “Figlio dell’uomo, sta in piedi affinché io ti parli”. E spirito entrava in me appena mi ebbe parlato, e infine mi fece stare in piedi affinché udissi Colui che mi parlava’ “E tu, o figlio dell’uomo, odi ciò che ti pronuncio. Non divenire ribelle come la casa ribelle. Apri la bocca e mangia ciò che ti do”.

Mangiato un rotolo dolce come miele

E vedevo, ed ecco, mi era tesa una mano, ed ecco, in essa c’era il rotolo di un libro.  E gradualmente lo spiegò davanti a me, ed era scritto di fronte e di dietro; e c’erano scritti canti funebri e gemiti e lamenti.  E mi diceva: “Figlio dell’uomo, ciò che trovi, mangia. Mangia questo rotolo, e va, parla alla casa d’Israele”.

Aprii dunque la bocca, e gradualmente mi fece mangiare questo rotolo.  E proseguì, dicendomi: “Figlio dell’uomo, devi fare in modo che il tuo proprio ventre mangi affinché tu ti riempia i medesimi intestini di questo rotolo che ti do”. E io lo mangiavo, e nella mia bocca fu per dolcezza come il miele. (Ez 2:1-2; 9-10; 3:1-3)

La situazione di Ezechiele è strettamente aderente a quella descritta da Giovanni in Apocalisse 10 dove si legge: “E sentii di nuovo la voce dal cielo che mi parlava e diceva: “Va’, prendi il rotolo aperto dalla mano dell’angelo che sta in piedi sul mare e sulla terra”. Andai dall’angelo e gli chiesi di darmi il rotolo. Lui mi disse: “Prendilo e mangialo; sarà amaro per il tuo stomaco, ma nella tua bocca sarà dolce come il miele”. Presi il rotolo dalla mano dell’angelo e lo mangiai; nella mia bocca fu dolce come il miele, ma quando l’ebbi inghiottito fu amaro per il mio stomaco. E mi dissero: “Devi profetizzare di nuovo riguardo a popoli, nazioni, lingue e molti re”. (10:8-11)

Sette giorni presso gli esiliati

Poco dopo Geova gli disse di andare dagli esiliati per parlare con loro. Ezechiele ubbidiva: “Andai quindi a Tel-Abìb dagli esiliati che vivevano presso il fiume Chebàr, e rimasi lì dove vivevano. Rimasi con loro sette giorni, stordito.” (3:15) La profezia di Ezechiele è intimamente connessa con il periodo in cui profetizzano i due Testimoni.

Il profeta, ancora fresco di nomina, viene mandato in mezzo agli esiliati e ci resta sette giorni. Parallelamente i due Testimoni sono incaricati di profetizzare per sette anni. (Riv 11:3,11) Per ben comprendere la relazione tra i diversi fatti, terremo a mente il versetto 4:6 in cui Geova spiega al giovane Ezechiele: “Un giorno per un anno, un giorno per un anno è ciò che ti ho dato”. Ecco che i sette giorni di Ezechiele presso gli esiliati corrispondono ai sette anni dei due profeti di Apocalisse.

Diventerai muto

Alla fine di quei sette giorni Geova disse ad Ezechiele: “Figlio dell’uomo, ti ho nominato sentinella per la casa d’Israele. Quando senti una parola dalla mia bocca, devi avvertirli da parte mia. (3:16-17) Sorprendentemente, però, subito dopo Ezechiele riceve un messaggio contraddittorio per uno appena incaricato di fare la sentinella, cioè l’ordine di chiudersi in casa, e di restare assolutamente muto.

“Va’, chiuditi in casa tua. Quanto a te, figlio dell’uomo, ti metteranno addosso funi e ti legheranno, così che non potrai uscire in mezzo a loro. Farò attaccare la tua lingua al palato e diventerai muto, incapace di rimproverarli, perché sono una casa ribelle.” (3:24-26)

La situazione è una di totale blocco. Ciò corrisponderà alla situazione dei due testimoni e dei loro amici che dopo aver profetizzato vestiti di sacco dovranno star zitti e nascosti per tutto il periodo del settimo anno, l’ultimo dei sette tempi dell’Apocalisse, che precede Armaghedon. A quanto pare non potremo più comunicare con chicchessia. Niente telefono né internet, né corrente elettrica e quant’altro. Se questi confort ci saranno ancora tanto meglio. Ma ne dubito fortemente.

chiusi in casa

Un lungo confinamento in casa

Stiamo leggendo di una delle più notevoli scene simboliche del libro di Ezechiele. Si tratta della rappresentazione dell’assedio di Gerusalemme. Parliamo di un periodo della durata prima di 390 e poi di 40 giorni che costituisce un’importante prefigurazione di ciò che sta per accadere.

All’inizio del suo ministero, Geova dice a Ezechiele di scolpire su un mattone un abbozzo di Gerusalemme. Deve inscenare un simbolico assedio contro di essa come segno per Israele. Dovrà giacere davanti al mattone 390 giorni sul fianco sinistro e 40 giorni sul fianco destro, sostentandosi con una dieta ben scarsa, cotta su di un combustibile fatto di sterco. Il profeta doveva fare una minima provvista di acqua, di cibo, e di combustibile da utilizzare per 430 giorni. Avrebbe avuto meno di 250 grammi di pane al giorno e 6 decilitri d’acqua.

Una rappresentazione mimica da mostrare in pubblico

 “Figlio dell’uomo, prendi un mattone, mettilo davanti a te e incidi su di esso una città, Gerusalemme. Poni l’assedio contro di essa: costruisci un muro d’assedio, innalza una rampa d’assedio, schiera accampamenti e circondala di arieti. Prendi una piastra di ferro e mettila come un muro di ferro fra te e la città. Quindi rivolgi la faccia contro la città, che sarà sotto assedio; la devi assediare. Questo è un segno per la casa d’Israele.

 “Poi sdraiati sul fianco sinistro e poni su di te le colpe della casa d’Israele. Porterai le loro colpe per il numero di giorni in cui starai sdraiato su quel fianco. Ti impongo 390 giorni, corrispondenti agli anni delle loro colpe, durante i quali porterai le colpe della casa d’Israele. Li devi completare.

“E sdraiati di nuovo, questa volta sul fianco destro, e porta le colpe della casa di Giuda per 40 giorni. Un giorno per un anno, un giorno per un anno è ciò che ti ho imposto.  E con il braccio nudo rivolgi la faccia verso Gerusalemme assediata, e profetizza contro di essa.

Preparate delle scorte di acqua e cibo

 “Ecco, ti legherò con funi, così che non potrai voltarti da un fianco all’altro finché non avrai completato i giorni del tuo assedio.

 “Prendi inoltre frumento, orzo, fave, lenticchie, miglio e farro, mettili in un solo recipiente e fanne del pane. Lo mangerai per il numero di giorni in cui starai sdraiato sul fianco, 390 giorni.  Ne peserai e ne mangerai 20 sicli al giorno. Lo mangerai in momenti stabiliti. “E berrai acqua razionata, un sesto di hin. La berrai in momenti stabiliti.

 “Lo mangerai come fosse un pane rotondo d’orzo; lo cuocerai davanti ai loro occhi su un fuoco alimentato da escrementi umani secchi”. E Geova proseguì: “Altrettanto impuro sarà il pane che gli israeliti mangeranno fra le nazioni in cui li disperderò”.

Allora dissi: “Oh no, Sovrano Signore Geova! Da quando ero giovane a oggi non mi sono mai contaminato mangiando carne di un animale trovato morto o di un animale sbranato, e nella mia bocca non è mai entrata carne impura”.

Mi rispose: “Va bene, puoi usare letame bovino invece di escrementi umani; su quello cuocerai il tuo pane”.  E proseguì: “Figlio dell’uomo, sto per ridurre le provviste a Gerusalemme; con grande angoscia mangeranno pane razionato e con orrore berranno acqua razionata. Questo accadrà perché, mancando di pane e acqua, si guardino sconcertati l’un l’altro e si consumino a causa dei loro peccati. (Eze 4:1-17)

Tutto questo fu nella realtà o in una semplice visione? Non importa saperlo. Ciò che conta è il puro significato profetico.  

Il marchio della bestia

 Il periodo in cui Ezechiele doveva trovarsi sotto restrizione, chiuso nella sua casa, corrisponde a quello in cui verremo a trovarci noi. Parecchi di noi che rifiuteremo il marchio della bestia dovremo stare confinati nelle nostre case, senza poter comprare né vendere nulla. (Apocalisse13:16-19, Isaia 26:20) Ci sarà infatti un giorno di sabato in cui dovremo mangiare di quanto messo in scorta e inoltre, successivamente, bisognerà aspettare la fine di Armaghedon. I tempi descritti da Ezechiele e da Daniele corrispondono perfettamente, circa 430 giorni. (Dan 12:11-12)

Questo periodo di 430 giorni corrisponde in anni al difficile periodo dell’esilio degli israeliti in Egitto: “E la dimora dei figli d’Israele, che avevano dimorato in Egitto, fu di quattrocentotrent’anni.  E avvenne alla fine dei quattrocentotrent’anni, sì, in quel medesimo giorno avvenne che tutti gli eserciti di Geova uscirono dal paese d’Egitto. (Es 12:40-41; Cfr. Gal3:17)

I soldi saranno inutilizzabili

In quel periodo ormai imminente, dovremo razionare il cibo, l’acqua e potrebbe non esserci combustibile di sorta. Ciò si comprende dal fatto che il cibo del profeta Ezechiele avrebbe dovuto essere cotto su sterco umano. I soldi saranno inutilizzabili. Infatti Ezechiele scrive: “‘Getteranno il loro argento per le strade e detesteranno il loro oro. Né il loro argento né il loro oro potranno salvarli nel giorno del furore di Geova. Non si sazieranno, né si riempiranno lo stomaco, perché l’argento e l’oro sono diventati un ostacolo che li ha portati a peccare.” (Ezechiele 7:19)

Dare l’avvertimento oggi a quei pochi che lo vorranno ascoltare fa parte dell’incarico di sentinella che i due testimoni hanno ricevuto. Si tratta di trasmettere la parola di Dio ai loro compagni di esilio. Έ un loro preciso dovere.

“E tu, o figlio dell’uomo, non aver timore d’essi; e non aver timore delle loro parole, perché ci sono degli ostinati e cose che ti pungono e tu dimori fra scorpioni. Non aver timore delle loro parole, e non esser colpito da terrore davanti alle loro facce, poiché sono una casa ribelle. E devi pronunciare loro le mie parole, sia che odano o che se ne astengano, poiché sono un caso di ribellione.”

 Rimarranno pochi alberi

Il capitolo 10 di Isaia può dare un’idea di ciò che sta per accadere:

Cosa farete nel giorno della resa dei conti, quando la distruzione verrà da lontano? Da chi fuggirete in cerca di aiuto, e dove lascerete le vostre ricchezze? Nella sua foresta resteranno così pochi alberi che potrà contarli anche un bambino. Infatti, sebbene il tuo popolo, o Israele, sia come i granelli di sabbia del mare, solo i rimanenti torneranno. È stato decretato lo sterminio del tuo popolo, e la giustizia lo travolgerà. Ecco, il vero Signore, Geova degli eserciti, tronca i rami con uno schianto assordante; gli alberi più alti vengono abbattuti e quelli elevati sono tagliati. Falcia il folto della foresta con un attrezzo di ferro, e il Libano stesso cadrà per mano di un potente. Isaia 10:3,19,22,33

Lasciata rimanere una decima parte

Isaia, di fronte a un popolo dal cuore ottuso, sordo e cieco, chiede fino a quando” si protrarrà tale situazione. Il profeta con la sua parola non può convertire nessun altro che un piccolo rimanente. Ne rimarrà una decima parte, che sarà nuovamente bruciata. I sopravvissuti ad Armaghedon saranno nei tre anni successivi, ulteriormente selezionati e ripartiti in due gruppi: i capri e le pecore di Matteo 25:31-46.

Io chiesi: “Fino a quando, o Geova?” Ed egli rispose: “Finché le città saranno distrutte e spopolate, le case resteranno disabitate e la terra sarà devastata e desolata; finché Geova allontanerà gli uomini e il paese si ritroverà in uno stato di grande abbandono.

“Ma in esso rimarrà una decima parte, che sarà nuovamente bruciata. Sarà come il ceppo che rimane quando un grosso albero o una quercia vengono abbattuti; un santo seme sarà il suo ceppo”. Isa 6:10-13.

Di tutta una foresta non resteranno che pochi ramoscelli.


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