Via dal lavoro prima che sia troppo tardi

Via dal lavoro. Mi rendo conto che anche solo al pensiero di dover abbandonare quel posto può venirci il mal di pancia. E questo è tanto più vero se non possediamo la fede. (2Tess 3:2) Ma se crediamo in Gesù il discorso cambia. Le parole delle Scritture diventano un punto di riferimento. Parlando del segno degli ultimi giorni, Gesù, dopo aver introdotto il tema della cosa disgustante, invita i suoi discepoli a fuggire da Gerusalemme.

Via dal lavoro: la vostra fuga non sia di sabato

 In Matteo 24:15-22 si legge: “Perciò, quando scorgerete la cosa disgustante che causa desolazione, dichiarata per mezzo del profeta Daniele, stabilita in un luogo santo (il lettore usi discernimento), allora quelli che sono nella Giudea fuggano ai monti.  Chi è sulla terrazza non scenda a prendere i beni della sua casa; e chi è nel campo non torni a casa a prendere il suo mantello. Guai alle donne incinte e a quelle che allattano in quei giorni! 

Continuate a pregare che la vostra fuga non avvenga d’inverno né in giorno di sabato; poiché allora ci sarà grande tribolazione come non è accaduta dal principio del mondo fino ad ora, no, né accadrà più.  Infatti, a meno che quei giorni non fossero abbreviati, nessuna carne sarebbe salvata; ma a causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati.” Noi oggi ci troviamo a dover vivere esattamente in questo difficile periodo di tempo. Perciò ci chiediamo con sempre maggiore urgenza quale debba essere il momento propizio per la nostra fuga definitiva dal sistema di cose nel quale siamo ancora immersi.

Due uomini nel campo

Gesù, riferendosi a un tempo conclusivo del sistema di cose disse: “In quanto a quel giorno e a quell’ora nessuno sa, né gli angeli dei cieli né il Figlio, ma solo il Padre. Poiché come furono i giorni di Noè, così sarà la presenza del Figlio dell’uomo. Poiché come in quei giorni prima del diluvio mangiavano e bevevano, gli uomini si sposavano e le donne erano date in matrimonio, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si avvidero di nulla finché venne il diluvio e li spazzò via tutti, così sarà la presenza del Figlio dell’uomo.

Allora due uomini saranno nel campo: uno sarà preso e l’altro abbandonato; due donne macineranno al mulino a mano: una sarà presa e l’altra abbandonata. Siate vigilanti, dunque, perché non sapete in quale giorno verrà il vostro Signore. Ma sappiate una cosa, che se il padrone di casa avesse saputo in quale vigilia veniva il ladro, sarebbe rimasto sveglio e non avrebbe lasciato scassinare la sua casa. Perciò anche voi siate pronti, perché in un’ora che non pensate viene il Figlio dell’uomo”. Mat 24:36-44 Luca dice anche che due uomini saranno in un letto e uno sarà preso e l’altro abbandonato.

Scatta il giorno x

Evidentemente ci fu un giorno preciso in cui Noè, entrando nell’arca, abbandonò tutto ciò che era stato fin lì il suo modo di vivere. Se aveva dei campi, bestiame, servitori, casa, un orto, ricchezze, li dovette abbandonare tutti per sempre. Poi Dio chiuse la porta dietro di lui. (Ge 7:16) Allora Noè non potè più uscire e gli altri non poterono più entrare.

Questo aspetto deve farci ragionare sulle decisioni da prendere. Evidentemente dovrà esserci un giorno x in cui quelli che aspirano alla salvezza dovranno già essere definitivamente separati da tutto ciò che fa parte del normale, consueto modo di vivere. Ormai la cosa disgustante è resa sempre più evidente dal fatto che il sacrificio continuo è stato soppresso. (Da 11:31) Le profezie di Daniele e di Apocalisse ci sono state pienamente svelate. Sappiamo che il settimo anno dei sette tempi sta per iniziare a fine settembre. A quel punto dovremo aver completato tutti i nostri preparativi ed esserci separati da tutto ciò che ancora ci lega alla caotica società dei nostri simili.

Via dal lavoro

Porta con te cibi di ogni tipo

A Noè Geova aveva dato precise istruzioni. “E tu devi raccogliere e portare con te cibo di ogni tipo: servirà per nutrire te e gli animali”. E Noè fece tutto ciò che Dio gli aveva comandato. Fece proprio così. Ge 6:21-22 Ecco che anche noi dovremo al più presto avere eseguito gli ordini per la nostra salvezza.

Ricordiamo che per la fine di settembre 2021 termineranno i primi sei anni dei sette tempi di Apocalisse e noi saremo entrati in un tempo di sabato. Dovremo stare chiusi nell’arca simbolica. In Genesi 7:4-5 si legge: “Fra soli 7 giorni infatti farò piovere sulla terra per 40 giorni e 40 notti, e cancellerò dalla faccia della terra ogni essere vivente che ho fatto”. E Noè fece tutto ciò che Geova gli aveva comandato. Introdusse nell’arca gli animali, il cibo, la famiglia e se stesso, dopo di che rimase in attesa.

Il radunamento degli eletti

Gesù si raccomandò con i discepoli affinché non indugiassero nell’uscire da Gerusalemme non appena l’avessero vista circondata da eserciti. (Lu 19:43) Non dovevano rischiare di fuggire d’inverno o di sabato. Oggi noi comprendiamo cosa significa. Vuol dire di non farsi trovare in giro, vulnerabili e allo scoperto, oltre l’inizio del settimo anno dei sette tempi, anno sabatico, anche per non venirci a trovare in difficoltà durante l’inverno.

Se abbiamo capito il senso del discorso che stiamo sviluppando da tempo, dovremmo essere in grado, d’ora in poi, di metterci in uno stato di allerta. Avendo del danaro sufficiente per sopravvivere di qui alla fine di settembre, qualsiasi momento sarà buono per dimetterci dal luogo di lavoro e ultimare i preparativi con il cibo, la casa, l’eventuale combustibile per riscaldarci nella stagione più fredda.

Gesù disse che di due uomini in un campo uno sarebbe stato preso e uno lasciato. Da parte di chi? Da parte degli angeli. Matteo 24:31 legge: “Ed egli manderà i suoi angeli con gran suono di tromba, e raduneranno i suoi eletti dai quattro venti, da un’estremità all’altra dei cieli.” L’uomo che viene lasciato continua il suo lavoro di tutti i giorni nei campi, l’altro viene preso e portato via dal mondo delle attività secolari. Έ uno che sta per ritirarsi nelle stanze interne di Isaia 26:20 e si predispone a celebrare il sabato di Geova per un periodo di 430 giorni al chiuso.

radunamento degli eletti

Un rivelatore di segreti

Comunque, d’accordo, al tempo del ministero terreno di Gesù, era prematuro far conoscere tutti i dettagli ai discepoli. Però possiamo tener conto del modo di procedere che Geova seguiva fin dai tempi di Abraamo: “Non terrò nascosto ad Abraamo quello che sto per fare”, proposito ribadito poi nei riguardi di altri suoi servitori: “Il Sovrano Signore Geova non farà niente senza aver rivelato il suo segreto ai suoi servitori, i profeti”. (Ge 18:17Am 3:7) Anche ai tempi di Daniele Geova mostrò particolare attenzione verso i suoi. Questo si capisce dal passo in cui si legge che Daniele si mise a cercare l’interpretazione di un sogno.

“Dopo ciò Daniele andò alla sua propria casa; e fece conoscere la cosa ad Hanania, a Misael e ad Azaria suoi compagni, appunto [perché essi] chiedessero misericordie da parte dell’Iddio del cielo riguardo a questo segreto, affinché non distruggessero Daniele e i suoi compagni col rimanente dei saggi di Babilonia. Quindi a Daniele fu rivelato il segreto in una visione della notte. Di conseguenza Daniele stesso benedisse l’Iddio del cielo perché “rivela le cose profonde e le cose nascoste.” Da2:17-19, 22 Perciò oggi, sulla base delle profezie, sappiamo collocarci sulla linea del tempo con grande precisione. Se così non fosse “nessuna carne sarebbe salvata.” (Matt 24:22)

Salvato Lot

Anche la situazione relativa alla distruzione di Sodoma e al salvataggio di Lot e di alcuni della sua famiglia era profetico di cose avvenire, cioè utile per noi contemporanei.

“I due angeli arrivarono a Sodoma di sera. Lot era seduto alla porta della città. Quando li vide, si alzò per andare loro incontro; si inginocchiò con il viso a terra e disse: “Miei signori, vi prego, venite a casa del vostro servitore. Passate la notte da me e fatevi lavare i piedi. Poi vi alzerete presto e riprenderete il vostro viaggio”.

Loro dissero: “No, passeremo la notte nella piazza”. Ma lui fu così insistente che i due lo seguirono a casa sua. Quindi preparò un banchetto e cosse pani senza lievito, e loro mangiarono. Non erano ancora andati a dormire, che gli uomini della città — tutti gli uomini di Sodoma, dal ragazzo al vecchio — accerchiarono la casa formando una turba. E chiamavano Lot e gli dicevano: “Dove sono gli uomini che sono venuti da te stanotte? Portaceli fuori, perché vogliamo fare sesso con loro!”

Lot allora uscì fermandosi sulla soglia e si chiuse la porta alle spalle. Disse: “Fratelli miei, vi prego, non fate questa cosa malvagia. Vi prego, ho due figlie che non hanno mai avuto rapporti sessuali con un uomo. Vi prego, lasciate che ve le porti fuori così che possiate fare loro quello che volete. Ma non fate nulla a questi uomini, perché sono sotto il riparo del mio tetto”. Quelli dissero: “Fatti indietro!”

E aggiunsero: “Questo straniero solitario è venuto a vivere qui, e ora osa addirittura giudicarci! Adesso faremo a te peggio che a loro!” Così si accalcarono intorno a Lot e fecero per sfondare la porta. Allora gli uomini all’interno della casa stesero le braccia, tirarono dentro Lot e chiusero la porta, ma colpirono di cecità gli uomini che erano davanti alla casa, dal più piccolo al più grande, e questi si stancarono nel tentativo di trovare l’ingresso. Quindi gli uomini in casa dissero a Lot: “Hai qualcun altro qui?

Fa’ uscire da questo luogo tutti quelli che hai in città, che siano generi, figli o figlie! Stiamo per distruggere questo luogo, perché il grido contro i suoi abitanti è diventato davvero grande davanti a Geova, tanto che Geova ci ha mandato a distruggere la città”. Allora Lot uscì e andò a parlare ai suoi generi, che dovevano sposare le sue figlie. Disse loro: “Sbrigatevi! Andate via da qui, perché Geova sta per distruggere la città!” Ma i suoi generi pensarono che stesse scherzando.

Quando era quasi l’alba, gli angeli sollecitarono Lot, dicendo: “Dai! Prendi tua moglie e le tue due figlie che sono qui con te, se non vuoi essere spazzato via per i peccati della città!” Ma Lot indugiava, perciò gli uomini, a motivo della compassione di Geova nei suoi confronti, presero per mano lui, sua moglie e le sue due figlie, li fecero uscire e li portarono fuori dalla città.  Non appena furono fuori, uno di loro disse: “Mettiti in salvo! Non guardare indietro e non fermarti da nessuna parte nella pianura! 

Fuggi verso la regione montuosa, se non vuoi essere spazzato via!” Allora Lot disse loro: “Ti prego, Geova, non lì! Io, tuo servitore, ho avuto la tua approvazione e tu mi stai mostrando grande benignità salvandomi la vita, ma, ti prego, non posso fuggire verso la regione montuosa, perché ho paura di essere travolto dal disastro e morire! Ti prego, c’è questa città: è vicina, e potrei fuggire lì. È piccola. Ti prego, posso rifugiarmi lì? È una città piccola. Così avrò salva la vita”. Egli gli rispose: “Va bene, ti concedo anche questo: non distruggerò la città di cui parli. Presto! Fuggi là, perché non posso fare nulla finché tu non la raggiungerai!” Perciò la città fu chiamata Zòar.

Quando spuntò il sole Lot arrivò a Zòar. Allora Geova fece piovere zolfo e fuoco su Sodoma e Gomorra: vennero da Geova, dai cieli. Così distrusse queste città e l’intera pianura, compresi tutti gli abitanti e la vegetazione. La moglie di Lot, però, che era dietro di lui, guardò indietro e diventò una colonna di sale.

Al mattino Abraamo si alzò presto e andò nel luogo in cui era stato alla presenza di Geova. Quando guardò giù verso Sodoma e Gomorra e tutta la pianura, ecco cosa vide: un fumo denso saliva dalla terra come il denso fumo di una fornace! Così, quando distrusse le città della pianura, Dio tenne conto di Abraamo facendo fuggire via Lot da quelle città, quelle in cui Lot aveva vissuto. In seguito Lot, insieme alle sue due figlie, partì da Zòar e si stabilì nella regione montuosa, perché aveva paura di vivere a Zòar. E con le due figlie andò ad abitare in una caverna. Ge 19:1-30

Sodoma ai tempi era una rispettabilissima città situata in un luogo splendido, e questo secondo la descrizione di Genesi, dove si legge: “Lot alzò dunque gli occhi e vide l’intero Distretto del Giordano, che fino a Zoar era tutta una regione ben irrigata, come il giardino di Geova, come il paese d’Egitto, prima che Geova riducesse in rovina Sodoma e Gomorra.  Quindi Lot si scelse l’intero Distretto del Giordano, e Lot trasferì il suo campo verso oriente. Si separarono dunque l’uno dall’altro.  Abramo dimorò nel paese di Canaan, ma Lot dimorò fra le città del Distretto. Infine piantò la tenda vicino a Sodoma.  E gli uomini di Sodoma erano cattivi ed erano grandi peccatori contro Geova.” Ge 13:10-13

Accecata una turba di aggressori

Non appena gli abitanti di Sodoma si resero conto del fatto che da Lot c’erano ospiti un po’ fuori dal comune, accerchiarono la casa e si fecero avanti con indebite pretese e con minacce. Subito fecero per sfondare la porta ma furono accecati in modo tale che più non riuscivano a trovare la porta d’ingresso. Così Lot, gli ospiti e la famiglia restarono al sicuro. Questo vale per noi come una garanzia della protezione di Geova durante il periodo che si sta avvicinando. Quando saremo confinati in casa per un anno e più possiamo avere fiducia del fatto che Geova ci proteggerà dalle aggressioni dall’esterno.

Pensavano che fosse solo uno scherzo

Osserviamo bene la dinamica del salvataggio di Lot. Gli angeli vennero da lui per comunicargli l’imminenza della fine. I suoi generi non riuscivano a prendere la situazione su serio. Pensavano che fosse uno scherzo. Perciò è comprensibile che molti si facciano beffe di certi discorsi. Il fatto è che la mano di Geova fu potente nell’aiutare Lot e quanti stavano con lui nella casa circondata. Quando saremo rinchiusi nelle nostre case chi ci proteggerà da eventuali, possibili aggressioni? Se ci verranno a cercare per farci del male chi ci potrà difendere? Non avremo nessuno se non Geova. Grazie a Lui non ci verrà torto un capello.

L’uscita da Sodoma per Lot risultava traumatica. Geova gli permise di scampare a Zoar anzicchè nella regione montagnosa di Moab. Arrivati alla vista di Zoar, all’alba del mattino, la moglie di Lot si voltò per vedere cosa ne fosse di Sodoma. Là c’era tutta la sua vita, parenti, amici, beni, lavoro. Divenne una statua di sale. Che ne sarebbe di noi se ritenessimo inaccettabile l’idea di perdere il  lavoro o disattendere le richieste dei parenti. Il timore di perdere alcuni dei nostri beni primari sarà prioritario rispetto all’ubbidienza ad un comando divino? A ciascuno di noi la risposta.


LE NOSTRE ADUNANZE

Dopo averli affrontati, sentiti libero di approfondire questi argomenti nelle sezioni del nostro Blog, o di cominciare anche tu a partecipare alle nostre Adunanze.

A partire da Ottobre 2020 come gruppo ci riuniamo su Zoom due volte a settimana per discutere della Bibbia e delle profezie. Siamo sempre più numerosi. Se vorresti partecipare scrivimi una mail a earthmeasured@gmail.com

Seguici per ricevere le notifiche dei nuovi video che pubblichiamo settimanalmente!

Rifugiati di Pella Gruppo Telegram

Seguici per ricevere le notifiche dei nuovi video che pubblichiamo settimanalmente!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *