Ogni tentativo per contrastare il piano divino sarà infranto

C’è chi continua a confidare nella capacità di alcuni personaggi carismatici nel sollevare i popoli contro lo strapotere dell’ingiustizia, opponendo resistenza alla tirannide. Tuttavia la Bibbia non conferma la validità di una simile visione. Anzi, le Scritture mettono in guardia dal “confidare nei nobili, o nel figlio dell’uomo terreno a cui non appartiene nessuna salvezza”. (Salmo 146:3) In realtà non può esistere vera comprensione della storia a prescindere dal punto di vista divino.

Commissionato il “lavoro sporco”

Quanto più elevata è la posizione da cui un uomo guarda il panorama, quanto più egli riesce a guardare lontano. Chi scala le vette alpine per giungere alle cime più alte riesce a cogliere con un colpo d’occhio paesaggi sconfinati ed abbracciare con un semplice sguardo nevi perenni e il mare. L’esercizio della fede similmente ha l’effetto di estendere le facoltà di giudizio. Un uomo che eleva il proprio pensiero verso ciò che è divino acquisisce la capacità di attribuire alle situazioni e alle cose la loro giusta proporzione.

Oggi molti si interrogano sul significato degli eventi mondiali in corso. Tuttavia, anche quelli che hanno più intendimento finiscono per avere semplicemente una visione parziale. Non distinguono il fatto che ci sovrasta un esteso, finale momento di giudizio e che ciò che accade è frutto della superiore volontà di Dio. Egli si propone di far eseguire ai governanti del mondo il cosiddetto “lavoro sporco”, lo sterminio dei malvagi.

Il piano divino: un proposito inarrestabile

La Bibbia ci assicura: “Poiché i vostri pensieri non sono i miei pensieri, né le mie vie sono le vostre vie”, è l’espressione di Geova. “Poiché come i cieli sono più alti della terra, così le mie vie sono più alte delle vostre vie, e i miei pensieri dei vostri pensieri. Poiché proprio come scende il rovescio di pioggia, e la neve, dai cieli e non vi torna, a meno che non saturi realmente la terra e la faccia produrre e germogliare, e si dia realmente seme al seminatore e pane a chi mangia, così sarà la mia parola che esce dalla mia bocca. Non tornerà a me senza risultati, ma certamente farà ciò di cui mi son dilettato, e avrà sicuro successo in ciò per cui l’ho mandata. (Isaia 55:8-11) Dunque il proposito di Dio non può essere arrestato. Nessuno lo potrà fare.

A conferma Giovanni scrive: “Poiché Dio ha messo nei loro cuori (quello dei governanti mondiali, nota mia) di eseguire il suo pensiero, e di eseguire il [loro] unico pensiero di dare il loro regno alla bestia selvaggia, finché le parole di Dio non siano compiute”.  (Ri 17:17) Ciò significa che tentare di rovesciare in qualche modo la situazione con forme di contrasto politico sarà perfettamente inutile. Sui malvagi incombe un giudizio e Isaia lo ribadisce:

“Poiché la malvagità è in fiamme proprio come un fuoco; divorerà rovi ed erbacce. E prenderà fuoco nel folto della foresta, e saranno portati in alto come il sollevarsi del fumo. Nel furore di Geova degli eserciti si è incendiato il paese, e il popolo diverrà come alimento per il fuoco. Nessuno mostrerà compassione nemmeno al fratello. E uno abbatterà a destra e certamente avrà fame; e uno mangerà a sinistra, e certamente non si sazieranno.” (Isa 9:18-20)

mancanza di conoscenza

Geova se ne farà beffe

Dato che il regno di Dio ha cominciato a regnare nella primavera 2019, la situazione oggi è quella descritta nel secondo Salmo che presenta le nazioni come schierate contro Geova e contro il suo unto, il Cristo, proprio al tempo in cui il re messianico riceve il potere del regno. Le nazioni sono in tumulto, i popoli borbottano parole insensate ma Dio si si fa beffe di loro. A meno che non mostrino sottomissione al re appena insediato, non avranno scampo.

Perché sono state in tumulto le nazioni E gli stessi gruppi nazionali borbottavano una cosa vuota? I re della terra prendono posizione E gli stessi alti funzionari si sono ammassati come un sol uomo Contro Geova e contro il suo unto, [Dicendo:] “Strappiamo i loro legami E gettiamo via da noi le loro funi!” Il Medesimo che siede nei cieli riderà; Geova stesso si farà beffe di loro. In quel tempo parlerà loro nella sua ira E acceso di sdegno li turberà, [Dicendo:] “Io, sì, io ho insediato il mio re Sopra Sion, mio monte santo”.

Lasciate che mi riferisca al decreto di Geova; Egli mi ha detto: “Tu sei mio figlio; Io, oggi, ti ho generato. Chiedimi, affinché io ti dia le nazioni come tua eredità E le estremità della terra come tuo proprio possedimento. Le spezzerai con uno scettro di ferro, Le frantumerai come un vaso di vasaio”. E ora, o re, esercitate perspicacia; Lasciatevi correggere, o giudici della terra. Servite Geova con timore E gioite con tremore. Baciate il figlio, affinché Egli non si adiri E voi non periate [dalla] via, Poiché la sua ira divampa facilmente. Felici sono tutti quelli che si rifugiano in lui.

Partorito il figlio maschio

Cosa è accaduto? Finalmente, la donna di Rivelazione 12 ha partorito il figlio maschio. Esso è stato rapito presso il trono di Dio ed il dragone, che si è molto adirato contro la donna, “se ne va a far guerra contro i rimanenti del seme di lei”. Ecco dunque che i governanti si sono coalizzati nel progettare per tutta la terra l’imposizione di un vaccino, il cosiddetto marchio della bestia seguito da un periodo di intensa persecuzione per quanti avranno il coraggio di rifiutare. Coloro che aspettano la salvezza da Geova saranno presto ridotti agli arresti domiciliari per un periodo di oltre un anno, e celebreranno così un sabato al loro Dio.

il piano divino

Non tutti prenderanno coscienza

La situazione è tale che oggi tutto il mondo giace nel timore di una pseudo – pandemia e tutti subiscono forti pressioni affinché si facciano il vaccino, che è il marchio descritto in Rivelazione 13:16-18. In mezzo a tanta gente succube si leva e si leverà anche più insistente la voce di quanti si rendono meglio conto della situazione e vorrebbero promuovere una presa di coscienza dei popoli e un loro progetto di riscatto.

Alcuni ancora sperano nell’uomo e nella capacità delle masse di reagire alla dittatura imperante. Inutile dire che sulla base delle Scritture ciò non potrà proprio accadere. Qualsiasi progetto formato per ritornare ad una situazione di apparente normalità simile a quella precedente al dramma pandemico sarà destinato a fallire. Isaia ne scrive in modo molto eloquente.

Progetti infranti

Siate dannosi, o popoli, e siate frantumati; e prestate orecchio, voi tutti che siete in parti lontane della terra! Cingetevi, e siate frantumati! Cingetevi, e siate frantumati! Fate un progetto, e sarà infranto! Pronunciate qualunque parola, e non avrà effetto, poiché Dio è con noi! Poiché questo è ciò che mi ha detto Geova con la forza della mano, per distogliermi dal camminare nella via di questo popolo, dicendo: “Non dovete dire: ‘Cospirazione!’ rispetto a tutto ciò di cui questo popolo continua a dire: ‘Cospirazione!’ e non dovete temere l’oggetto del loro timore, e non dovete tremare davanti a esso.

Geova degli eserciti, egli è Colui che dovete trattare come santo, ed egli dev’essere l’oggetto del vostro timore, ed egli dev’essere Colui che vi fa tremare. Ed egli deve divenire come un luogo sacro; ma come una pietra contro cui urtare e come una roccia su cui inciampare per entrambe le case d’Israele, come una trappola e come un laccio per gli abitanti di Gerusalemme. E molti fra loro certamente inciamperanno e cadranno e saranno infranti, e saranno accalappiati e presi. (Isa 8:9-15)

L’altro lato della medaglia

Ci sono passi delle Scritture che sono illuminati da una luce talmente splendente da essere indimenticabili. Uno di questi si trova al capitolo 4 di Matteo, riguarda Gesù e contiene una citazione dal capitolo 9 di Isaia.

“Ora avendo udito che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea. E, lasciata Nazaret, venne a stabilirsi a Capernaum, presso il mare, nei distretti di Zabulon e Neftali, affinché si adempisse ciò che era stato dichiarato dal profeta Isaia, dicendo: “Paese di Zabulon e paese di Neftali, lungo la strada del mare, al di là del Giordano, Galilea delle nazioni! Il popolo che sedeva nelle tenebre ha visto una gran luce, e in quanto a quelli che sedevano in una regione d’ombra di morte, su di loro è sorta la luce”. Da allora Gesù cominciò a predicare, dicendo: “Pentitevi, poiché il regno dei cieli si è avvicinato”. (Mat 4:12-17)

Una cupa visione

Il lettore frettoloso non sempre riesce a discernere le sottili linee di collegamento che uniscono le varie parti di una profezia. I capitoli 7,8,9 di Isaia costituiscono un unico corpo e sono oracoli che furono pronunciati nel corso di circa tre anni, al tempo del re Acaz, quando Giuda venne a trovarsi sotto la minaccia di un’alleanza del regno delle 10 tribù settentrionali con Damasco. Il capitolo 9 di Isaia contiene una meravigliosa profezia messianica, ed è una diretta prosecuzione del capitolo 8 che lo precede. Lì il profeta delineava la cupa visione di un paese provato, su cui sarebbero venuti tempi difficili, prostrazione e miseria.

Ci è nato un fanciullo

Riporto qui la profezia messianica del capitolo 9 di Isaia, famosissima, e strettamente legata a quella della fanciulla rimasta incinta del piccolo Emmanuele (v 7:14). “Poiché ci è nato un fanciullo, ci è stato dato un figlio; e il dominio principesco sarà sulle sue spalle. E sarà chiamato col nome di Consigliere meraviglioso, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace. Dell’abbondanza del dominio principesco e della pace non ci sarà fine, sul trono di Davide e sul suo regno per stabilirlo fermamente e per sostenerlo mediante il diritto e mediante la giustizia, da ora e fino a tempo indefinito. Il medesimo zelo di Geova degli eserciti farà questo.” (Isa 9:6-7)

Invocato il male sui re e su Dio

Viceversa, tutt’un’altra è la visione tenebrosa che si delineava per un regno in miseria: “E ciascuno certamente passerà per il paese duramente oppresso e affamato; e dovrà accadere che perché sarà affamato e si sentirà indignato, in effetti invocherà il male sul suo re e sul suo Dio e certamente rivolgerà lo sguardo verso l’alto. E guarderà alla terra, ed ecco, angustia e tenebre, oscurità, tempi difficili e caligine senza nessuno splendore.” (Isa 8:21-22)

Queste visioni si applicano a noi su cui sono giunti i termini del sistema di cose. Questo Emmanuele ha preso il potere del Regno nella primavera del 2019 e presto ci porgerà la salvezza. Ma per arrivare al suo regno di pace tutta la terra andrà incontro a un tempo di sconvolgimenti mai visti in precedenza. (Salmo 46:1-2)

Galilea delle nazioni

Quella regione conosciuta come Galilea delle nazioni, perché abitata per lo più da gentili, dopo essere stata devastata da Tiglat-Pileser, re d’Assiria, avrebbe avuto, in base alla profezia, un futuro alquanto più luminoso ed onorevole. I problemi di Israele avrebbero ricevuto sollievo dalla nascita di un principe incomparabile. Doveva nascere infatti un figlio speciale dai nomi meravigliosi che avrebbe regnato sul trono di Davide con giustizia e diritto, per sempre.

Sarebbe stato lui, Principe della Pace, a rendere il dovuto onore alle terre di Galilea un tempo devastate. Quando giunse il Cristo non solo Israele ma tutto il mondo era nelle tenebre. Allora una grande luce improvvisamente si accese. Infatti Gesù cominciò a insegnare e predicare in Galilea. Per trent’anni egli aveva dimorato in Zabulon, a Nazareth, lì aveva per la prima volta insegnato in una sinagoga. (Luca 4:16-21) In Galilea aveva compiuto i suoi primi miracoli. (Gv 2:11, Gv 4:54) A Capernaum, sui confini di Zabulon e Neftali aveva cominciato a predicare il pentimento. (Mt 4:13-17) La luce aveva incominciato a diffondersi in questa regione esaltando un’area per lungo tempo poco considerata.

Un invito da Geova

Di lui, del Cristo, Isaia scrive: “Ecco, l’ho dato come testimone ai gruppi nazionali, come condottiero e comandante ai gruppi nazionali.” (Isaia 55:4)

Isaia continua a gridare l’invito di Geova: “Ehi là, voi tutti che siete assetati! Venite alle acque. E quelli che non hanno denaro! Venite, comprate e mangiate. Sì, venite, comprate vino e latte pure senza denaro e senza prezzo. Perché continuate a pagare denaro per ciò che non è pane, e perché la vostra fatica è per ciò che non dà sazietà? Ascoltatemi attentamente, e mangiate ciò che è buono, e la vostra anima provi il suo squisito diletto nello stesso grasso. Porgete il vostro orecchio e venite a me. Ascoltate, e la vostra anima continuerà a vivere.” (Isaia 55:1-3)

Una donna claudicante e dispersa

Anche Michea incalza: “In quel giorno”, è l’espressione di Geova, “certamente raccoglierò colei che zoppicava; e certamente radunerò colei che era dispersa, sì, quella che ho trattato male. E certamente farò di colei che zoppicava un rimanente, e di colei che era rimossa lontano una nazione potente; e Geova regnerà realmente sopra di loro sul monte Sion, da ora in poi e a tempo indefinito.” (Michea 4:6-7)

Chi è questa donna claudicante che era stata dispersa? Essa è la donna incinta di Emmanuele in Isaia 7:14 o la donna vestita di sole con tanto di corona di stelle sul capo di Rivelazione 12.

Portata fino a Babilonia

Circa questo personaggio Michea ci aiuta a capire. Egli scrive: “Abbi penosi dolori e prorompi [in grida], o figlia di Sion, come una donna che partorisce, poiché ora uscirai dalla città, e dovrai risiedere nel campo. E dovrai andare fino a Babilonia. Là sarai liberata. Là Geova ti ricomprerà dalla palma della mano dei tuoi nemici. “E ora certamente si raccoglieranno contro di te molte nazioni, quelle che dicono: ‘Sia contaminata, e i nostri occhi guardino Sion’.

Ma in quanto a loro, non hanno conosciuto i pensieri di Geova, e non hanno compreso il suo consiglio; perché egli certamente le radunerà come un filare di grano appena falciato sull’aia. “Levati e trebbia, o figlia di Sion; poiché cambierò il tuo corno in ferro, e cambierò i tuoi zoccoli in rame, e certamente polverizzerai molti popoli; e con un’interdizione realmente voterai a Geova il loro profitto ingiusto, e le loro risorse al [vero] Signore dell’intera terra”. (Michea 4:10-13)

La figlia di Sion

O figlia di Sion, – dice Michea – dovrai uscire dalla città, dovrai risiedere nel campo come profuga e andare fino a Babilonia. Là sarai liberata. Chi sono quelli che escono dalla città? Questi sono un rimanente che torna a Gerusalemme dopo l’esilio. Ecco che qui si evince chiaramente il fatto che la partoriente è una che deve andare nel deserto dove risiede Babilonia e là, in seguito essere liberata. Ma in quanto a loro, gli abitanti di Babilonia, “non hanno conosciuto i pensieri di Geova, e non hanno compreso il suo consiglio”.

Molte nazioni si sarebbero rallegrate delle prove che Sion avrebbe dovuto affrontare. Essi non potevano capire che Geova intendeva procedere come alla battitura dei covoni sull’aia e separare il grano dalla pula. Sarebbero stati quei sacchi di grano purificato da ogni genere di scarto a rappresentare il rimanente che sarebbe uscito dalla fornace di ferro di Babilonia. La donna avrebbe dovuto affrontare penosi dolori, non potendo avere la gioia di un figlio senza soffrire.

Quella situazione corrisponde a quella della partoriente di Rivelazione 12 e della nascita dell’Emmanuele, un regno ed un rimanente. Essendo questo il proposito divino qualsiasi tentativo per tentare di contrastarlo risulterà vano. Solo un rimanente verrà salvato. Geova non salvaguarderà nessun altro. Resta pochissimo tempo per cercare ancora la sua misericordia.


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