2022: la grande tribolazione

Succederà questo nel 2022: la grande tribolazione e infine la distruzione. In passato mi sono espresso diversamente nei riguardi della grande tribolazione, alle volte dicendo che si tratta degli ultimi tre anni e mezzo dei sette tempi, altre volte dicendo che si tratta di ciò che dà lo scossone necessario per fare uscire gli eletti dalle false religioni e che si tratterebbe di un tempo che viene abbreviato in modo da permettere a chi vuole uscire dalla religione di farlo.

Cestio Gallo

In questo modo mi sembrava di dare una interpretazione corretta alle parole di Matteo 24:21,22 “perché allora ci sarà una grande tribolazione, quale non c’è stata dal principio del mondo fino ad ora, né ci sarà mai più. In effetti, se quei giorni non venissero abbreviati, nessuno sarebbe salvato; ma a motivo degli eletti quei giorni verranno abbreviati.” Il primo adempimento sarebbe stato nel 66a.C quando Cestio Gallo avrebbe attaccato Gerusalemme per poi ritirarsi e lasciare liberi i cristiani di fuggire ai monti. Sicuramente l’inizio di assedio effettuato da Cestio Gallo funse da segnale per i cristiani che capirono di dover fuggire. Ma non fu quella la grande tribolazione.

2022: la grande tribolazione

2022: la grande tribolazione e il sabato

Lo si capisce dalle stesse parole di Gesù. Egli disse di pregare perché la fuga non avvenisse di sabato, perché allora ci sarebbe stata grande tribolazione. Gesù colloca quindi la grande tribolazione il sabato, l’ultimo anno dei sette tempi. La grande tribolazione quindi non è ancora avvenuta e ce la aspettiamo a partire da ottobre.

Il greenpass necessario perfino per entrare nei supermercati in Francia ci fa capire che cosa succederà a breve in Italia e poi in tutto il mondo. La carestia, la spada e la pestilenza portati dalla bestia selvaggia (l’anticristo) saranno presto un’amara sorpresa per chi non si è preparato.

Tito e l’assedio a Gerusalemme

La grande tribolazione ai tempi di Gerusalemme si verificò quindi quando venne Tito quasi 4 anni dopo di Cestio Gallo e completò la distruzione. In quel caso, ad assedio finito, Tito e il suo esercito se ne andarono senza continuare con lo sterminio dell’intero popolo degli Ebrei. Geova accorciò i tempi. Chi si era rifugiato a Pella quindi si salvò. Naturalmente fuggire a Pella aveva richiesto una certa preparazione soprattutto in termini di provviste. La stessa cosa deve avvenire per noi oggi. Il tempo rimasto è pochissimo, quindi affrettiamoci a fare le ultime cose.

Una grande folla passa la grande tribolazione

In Rivelazione capitolo 7 si parla nuovamente della grande tribolazione in riferimento ai membri della grande folla di coloro che si salveranno. Leggiamo: “Dopo queste cose vidi, ed ecco, una grande folla, che nessun uomo poteva numerare, di ogni nazione e tribù e popolo e lingua, che stavano in piedi dinanzi al trono e dinanzi all’Agnello, vestiti di lunghe vesti bianche; e nelle loro mani c’erano rami di palme. E continuano a gridare ad alta voce, dicendo: “La salvezza la dobbiamo al nostro Dio, che siede sul trono, e all’Agnello”.

E tutti gli angeli stavano in piedi intorno al trono e agli anziani e alle quattro creature viventi, e caddero sulle loro facce dinanzi al trono e adorarono Dio, dicendo: “Amen! La benedizione e la gloria e la sapienza e il rendimento di grazie e l’onore e la potenza e la forza [siano] al nostro Dio per i secoli dei secoli. Amen”. E, presa la parola, uno degli anziani mi disse: “Questi che sono vestiti di lunghe vesti bianche, chi sono e da dove son venuti?” E subito gli dissi: “Signor mio, tu lo sai”.

Hanno lavato le loro vesti

Ed egli mi disse: “Questi sono quelli che vengono dalla grande tribolazione, e hanno lavato le loro lunghe vesti e le hanno rese bianche nel sangue dell’Agnello. Perciò sono dinanzi al trono di Dio; e gli rendono sacro servizio giorno e notte nel suo tempio; e Colui che siede sul trono spiegherà su di loro la sua tenda. Non avranno più fame né sete, né li colpirà più il sole né ardore alcuno, perché l’Agnello, che è in mezzo al trono, li pascerà e li guiderà alle fonti delle acque della vita. E Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi” “(Rivelazione 7:9-17).

I membri di questa grande folla si dice che vestono lunghe vesti bianche. Essi vengono dalla grande tribolazione e hanno lavato queste loro vesti nel sangue dell’agnello. Questo significa che hanno avuto fede nel Cristo e non nel vaccino pseudo salvifico dell’anticristo. Risulta necessaria agli occhi di Geova una purificazione del popolo. Il risultato è un popolo che esce nuovamente approvato dal sabato di riposo e purificazione. Mosè aveva predetto che Geova avrebbe ricondotto un popolo rimanente ad un luogo di riposo.

La tribolazione e la purificazione

““Ricorda, ti prego, la parola che comandasti a Mosè tuo servitore, dicendo: ‘Se voi, da parte vostra, agirete infedelmente, io, da parte mia, vi disperderò fra i popoli. Quando sarete tornati a me e avrete osservato i miei comandamenti e li avrete messi in pratica, benché il vostro popolo disperso si trovi all’estremità dei cieli, di là lo radunerò e certamente lo condurrò al luogo che ho scelto per farvi risiedere il mio nome’. Ed essi sono tuoi servitori e tuo popolo, che hai redenti con la tua grande potenza e con la tua mano forte. Ah, Geova, ti prego, sia il tuo orecchio attento alla preghiera del tuo servitore e alla preghiera dei tuoi servitori che provano diletto nel temere il tuo nome; e, ti prego, concedi successo oggi al tuo servitore e rendilo oggetto di pietà davanti a quest’uomo”. (Neemia 1:8-11).

La grande tribolazione, necessaria per la purificazione ha un buon epilogo quindi in quanto consente alle persone che si salvano di essere condotte nella nuova terra promessa da Geova Dio. Un concetto simile lo si deriva dalla grande tribolazione che colpì la terra ai tempi di Giuseppe.

Giuseppe e la grande tribolazione

Leggiamo in Atti 7:11 Ma su tutto l’Egitto e su Cànaan si abbatté una carestia, una grande tribolazione, e i nostri antenati non trovavano niente da mangiare. Giacobbe venne a sapere che in Egitto c’erano viveri e vi mandò i nostri antenati una prima volta. La seconda volta Giuseppe si fece riconoscere dai suoi fratelli, e il faraone venne a sapere della famiglia di Giuseppe. E Giuseppe mandò a chiamare suo padre Giacobbe e tutti i suoi parenti, in tutto 75 persone.”

La carestia che colpì la terra fu come una “grande tribolazione”. Geova preannunciò questa cosa al Faraone mediante dei sogni. Si trattava dei sette anni di vacche grasse seguiti dai sette di vacche magre. Il consiglio di Giuseppe a Faraone fu quello di iniziare subito ad ammassare viveri nei sette anni di abbondanza per utilizzarli poi nei sette anni di carestia. Il paragone con i tempi attuali sembrerebbe non reggere. Oggi abbiamo infatti un periodo della fine di sette tempi o sette anni, allora furono 14 anni. I tempi attuali sono però da intendersi come la distruzione di Gerico.

I sette sigilli e le sette trombe

Il popolo in quella occasione dovette fare un giro attorno alla città, mentre il settimo giorno dovettero fare sette giri. Allo stesso modo sono strutturati i sigilli e le trombe dell’Apocalisse: vengono aperti i primi sei sigilli in Rivelazione 6 e poi con l’apertura del settimo sigillo inizia lo squillo delle sette trombe. La struttura sembrerebbe quindi suggerire questo: L’apertura dei sette sigilli corrisponde ad un periodo di abbondanza , mentre le sette trombe del giudizio sono un periodo di carestia. L’apertura dei sigilli apre la conoscenza ad incredibili verità bibliche. Queste erano sigillate e non potevano essere comprese fino alla fine dei tempi.

Le sette trombe rappresentano invece il giudizio contro i malvagi e hanno una doppia valenza. Sono valide per tutti i sette tempi perché è un tempo di giudizio contro il popolo di Dio e inizia come una grave carestia spirituale: le religioni non sono più in grado di dare alcun nutrimento o guida spirituale. La cosa è stata evidente con il lockdown che ha bloccato completamente le attività religiose. Il secondo adempimento delle sette trombe è invece da intendersi totalmente compresso nell’ultimo dei sette anni, il giorno di Geova. Questo significa spada carestia pestilenza e bestie selvagge che agiscono in modo letterale durante la grande tribolazione del sabato.

Chi ha capito si prepara e non si volta indietro

Anche durante il settimo anno, non sarà carestia letterale per tutti. Mentre in Egitto gli egiziani perdevano tutti i loro averi per poter avere del cibo, gli israeliti erano nutriti a spese dello stato nella valle di Gosen a nord del paese. Allo stesso modo oggi chi è stato accorto ha compreso lo sviluppo degli avvenimenti e si è fatto scorte, non patirà la fame né la sete.

Naturalmente si tratta di poche persone: sono pochi coloro che si salveranno, se paragonati all’umanità. Romani 9:27 si esprime in questo modo “Inoltre, Isaia grida riguardo a Israele: “Anche se il numero dei figli d’Israele fosse come la sabbia del mare, è il rimanente che sarà salvato. Poiché Geova farà una resa dei conti sulla terra, portandola a termine e abbreviandola. E come Isaia aveva detto precedentemente: “Se Geova degli eserciti non ci avesse lasciato un seme, saremmo divenuti come Sodoma, e saremmo stati resi come Gomorra”. ”. Si parla di un tempo di distruzione che viene eseguito rapidamente e solo un rimanente viene salvato di fronte ad un popolo numeroso come la sabbia del mare.

La distruzione che partirà da ottobre viene paragonata alla distruzione che subirono Sodoma e Gomorra. Da lì vennero salvati Lot e le figlie, presi per i capelli dagli angeli che li accompagnarono fuori dalla città. La moglie di Lot uscì inizialmente con loro ma poi si voltò indietro rimpiangendo le cose perse. Divenne una statua di sale. Questo è ciò che rischiamo se non analizziamo bene gli avvenimenti e se non ci prepariamo. Per noi questo è il 2022: la grande tribolazione.


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