Grande folla: il nostro ruolo da qui in poi

Abbiamo capito con gli ultimi articoli che gli unti sono un gruppo di sacerdoti e re formato da due gruppi inizialmente distinti: i 144000 e la grande folla (Rivelazione capitolo 7).

I 144000 vengono risuscitati prima e giudicano chi non ha preso il marchio e non ha adorato la bestia. Valutano se sono persone che possono prendere parte al Regno messianico. Coloro che vengono giudicati idonei saranno mutati (il rapimento) e si incontreranno con Gesù in cielo. Ci interessa capire che cosa ci succederà dopo questi avvenimenti, perché la nostra speranza è quella di essere salvati e far parte della grande folla. Possiamo leggere qualcosa a partire dal capitolo 19 di Rivelazione.

grande folla

Il rapimento della grande folla: quando?

Il capitolo 19 inizia con il versetto 1 parlando della grande folla che dice: “Lodate Iah! La salvezza e la gloria e la potenza appartengono al nostro Dio perché i suoi giudizi sono veraci e giusti. Poiché egli ha eseguito il giudizio contro la grande meretrice che corrompeva la terra con la sua fornicazione, e ha vendicato il sangue dei suoi schiavi dalla mano di lei.”

Da queste parole riusciamo a collocarci nel tempo: capiamo che Babilonia, la grande meretrice è stata distrutta. Dove ci troviamo? Al versetto 4 leggiamo: “E i 24 anziani e le 4 creature viventi si prostrarono e adorarono l’Iddio seduto sul trono, dicendo: ‘Amen! Lodate Iah!’” (Rivelazione 19:4). In questi versetti vengono menzionati i 24 i troni e le 4 creature cioè 4 angeli che adorando davanti al trono di Geova. Siamo quindi in cielo, al cospetto delle potenze spirituali. I 24 troni sono i 144000, 12 dei 24 troni, e la grande folla, altri 12 troni. Subito dopo la distruzione di Babilonia Geova prende la grande folla in cielo dove si unisce ai 144000 risorti (1 Tessalonicesi 4:17). Siamo ad ottobre del 2022.

Il matrimonio dell’Agnello

Qui gli unti sono invitati al matrimonio con l’Agnello come leggiamo al versetto 9: “Scrivi: Felici gli invitati al pasto serale del matrimonio dell’Agnello”. Gli unti sono quindi coeredi del Cristo e regnano assieme a lui e sono descritti come la sposa del Cristo. Al versetto 7 leggiamo a proposito della sposa: “Le è stato concesso di adornarsi di lino fine, splendente e puro, poiché il lino fine rappresenta gli atti giusti dei santi”. La grande folla è descritta come vestita di lunghe vesti bianche, lavate nel sangue dell’Agnello (Rivelazione 7:14). Confermiamo quindi una volta ancora che la grande folla è parte della sposa, cioè della classe regnante col Cristo.

Gli unti tuttavia non sono solo dei re che regnano col Cristo e non costituiscono solo la sua sposa. Sono anche un esercito pronto a combattere con Gesù contro la bestia selvaggia. “E vidi il cielo aperto, ed ecco, un cavallo bianco. E colui che vi sedeva sopra è chiamato fedele e verace e giudica e guerreggia con giustizia…E gli eserciti che erano nel cielo lo seguivano su cavalli bianchi. Ed erano vestiti di lino fine, bianco e puro…E vidi la bestia selvaggia e i re della terra e i loro eserciti radunati per far guerra contro colui che sedeva sul cavallo e contro il suo esercito. E la bestia selvaggia fu presa, e con essa il falso profeta…furono entrambi scagliati nel lago di fuoco.” (Rivelazione 19:11,14,19,20). La grande folla, vestita di vesti bianche, assieme ai 144000, fa quindi parte del grande esercito che combatterà contro la bestia selvaggia.

Un grande esercito torna in vita

Leggiamo a proposito di questo esercito anche in Ezechiele capitolo 37. In quel capitolo Ezechiele ci narra di una visione in cui vede una valle piena di ossa secche che vengono nuovamente alla vita dopo che Geova versa il suo spirito su di esse. Abbiamo già capito che queste ossa che ritornano alla vita rappresentano gli unti che risorgono dopo essere morti per il sistema. Ezechiele 37:10 descrive questi unti risorti nella valle in questo modo: “ L’alito entrava in loro, e vivevano e stavano in piedi, forze militari molto grandi”. (Ezechiele 37:10). Gli unti tornati alla vita vengono descritti quindi come forze militari, un enorme esercito pronto alla battaglia contro la bestia e i re della terra.

Subito dopo la descrizione di questo esercito Ezechiele narra di un’ altra visione. Egli deve prendere una bacchetta e inciderci sopra “Per Giuda” e un’altra su cui dovrà incidere “Per Giuseppe”. Deve poi prendere le due bacchette e unirle e farle diventare una sola. Geova quindi si esprime in questo modo: ” “E parla loro: ‘Il Sovrano Signore Geova ha detto questo: “Ecco, prendo i figli d’Israele di fra le nazioni alle quali sono andati, e certamente li radunerò da tutt’intorno e li condurrò al loro suolo. 

E realmente ne farò una sola nazione nel paese, sui monti d’Israele, e un solo re è ciò che tutti avranno come re, e non continueranno più ad essere due nazioni, né saranno più divisi in due regni. E non si contamineranno più con i loro idoli di letame e con le loro cose disgustanti e con tutte le loro trasgressioni; e certamente li salverò da tutti i loro luoghi di dimora nei quali han peccato, e certamente li purificherò, e dovranno divenire il mio popolo, e io stesso diverrò il loro Dio.”

La Nuova Gerusalemme

Geova prende quindi due gruppi di persone morte e le risuscita, facendole prima morire per un sistema corrotto e poi facendole risorgere per purificarle. Di queste persone egli fa un gruppo di re e sacerdoti che costituiscono la Nuova Gerusalemme o sposa del Cristo.

Gli unti avranno ancora un ruolo. Per capirlo dobbiamo parlare della città santa o nuova Gerusalemme. In Rivelazione 20:8,9 si dice che Gog di Magog circonderà, alla fine dei mille anni, il campo dei santi o la città diletta.

La città diletta, la nuova Gerusalemme, è il campo dei santi. In Rivelazione 21:2 la città santa viene descritta come una sposa che scende dal cielo: “E vidi la città santa, la Nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, e preparata come una sposa adorna per il suo marito…la Tenda di Dio è col genere umano ed egli risiederà con loro, ed essi saranno suoi popoli”. E’ chiaro quindi che gli unti vengono a costituire una rappresentanza sacerdotale sulla Terra. Un tramite per accedere a Dio.

Essi costituiscono il corpo del Cristo come leggiamo in Efesini 4:11-13: “E lui ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelizzatori, altri ancora pastori e maestri, per preparare i santi, per l’opera del ministero, per edificare il corpo del Cristo, finché giungiamo tutti all’unità della fede e dell’accurata conoscenza del Figlio di Dio, al livello dell’uomo maturo, alla stessa statura che appartiene alla pienezza del Cristo.”

Grande folla: siamo pietre del tempio

Per capire meglio questo concetto dobbiamo capire in che modo gli unti costituiscono la città santa. Questà città è un tempio: un luogo di adorazione. Con la morte di Gesù la cortina che separava il santissimo dal santo del tempio si ruppe. Questo evento rappresentava il grande sacerdote Gesù Cristo che entrava nel santissimo per offrire il valore della sua vita offerta come sacrificio di riscatto. Il tempio a quel punto, come luogo per offrire sacrifici, non era più necessario. Il tempio diventa, a questo punto, il Cristo stesso che ha offerto il suo corpo in sacrificio. In Giovanni 2:19-21 si legge: “Gesù rispose loro: “Distruggete questo questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere”…egli parlava del tempio del suo corpo.”

Gesù dunque è il tempio e i santi sono le pietre che lo costituiscono. Leggete cosa dice 1Pietro 2:4,5 “Avvicinandovi a lui come ad una pietra vivente, rigettata, è vero, dagli uomini, ma presso Dio eletta, preziosa, anche voi come pietre viventi, siete edificati come una casa spirituale in vista di un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali accettevoli a Dio per mezzo di Gesù Cristo.”

Insegneremo per guarire

Come pietre del tempio il nostro ruolo diventerà quello di aiutare i risuscitati ad imparare quelle stesse verità che oggi stanno guarendo noi. In Ezechiele 47 si parla di un fiume di acqua che parte dal lato destro del tempio. Sulle due sponde del fiume crescono alberi da frutto che non seccano mai e le loro foglie sono per la guarigione. Le acque sono un fiume di conoscenza, dalle quali i risuscitati, coloro che sono morti ma non durante la presenza del cristo, potranno attingere per guarire la propria vita spirituale e avvicinarsi a Geova nel corso dei mille anni di regno. Dovranno crescere a sufficienza da poter affrontare il test finale alla fine dei mille anni.

Questa è la conoscenza che dispensano Geova e Gesù. Noi avremo il ruolo di aiutare altri a capire. In Rivelazione 21, a proposito di un fiume che bagna gli alberi di vita, ci viene detto che esso fuoriesce dal trono di Geova e dell’Agnello, che si trovano dentro la città. Noi, come schiavi, renderemo loro sacro servizio, vedremo la sua faccia e il suo nome sarà sulle nostre fronti. (Rivelazione 22:3,4).


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