In che giorno della settimana fu giustiziato Gesù?

In merito alla morte e risurrezione del Cristo di solito si segue la tradizione prevalente del venerdì e della domenica di Pasqua, ignorando la verità delle Scritture. In realtà Gesù doveva trascorrere tre giorni e tre notti nella tomba. Questa informazione la possiamo trovare in Matteo 12:39-40 che riporta le parole che lui stesso disse: “Una generazione malvagia e adultera va in cerca di un segno, ma non le sarà dato nessun segno eccetto il segno del profeta Giona. Poiché come Giona fu nel ventre del grosso pesce tre giorni e tre notti, così il Figlio dell’uomo sarà nel cuore della terra tre giorni e tre notti.”

Ora, come sappiamo, molti credono che Gesù sia morto di venerdì e risorto di domenica mattina. Ma allora, come trascorse tre notti nella tomba? Se così fosse la profezia relativa al segno di Giona sarebbe rimasta platealmente inadempiuta, il che non può essere. Cerchiamo perciò di indagare.

Una grande ricorrenza sabatica

Marco 15:42-45 legge: “Ora, dato che era già tardo pomeriggio e che era la Preparazione, cioè il giorno prima del Sabato, Giuseppe di Arimatèa, rispettabile membro del Consiglio che aspettava anche lui il Regno di Dio, si fece coraggio e andò da Pilato a chiedere il corpo di Gesù. Ma Pilato si domandò se Gesù fosse già morto e, chiamato il centurione, glielo chiese. Avuta conferma dal centurione, concesse a Giuseppe di averne il corpo.” Questo Sabato annuale, chiamato il primo giorno degli Azzimi, era chiamato un grande sabato o un grande giorno. (Gv 19:31)

Marco 8:31 riporta ciò che Gesù stesso disse: “E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva subire molte sofferenze, essere respinto dagli anziani, dai capi sacerdoti e dagli scribi, essere ucciso e risorgere dopo tre giorni.” Volendo considerare l’ipotesi che Gesù morisse di mercoledì, dobbiamo immaginare che in quella settimana vi siano stati due Sabati. Il primo Sabato sarebbe iniziato la sera della crocifissione come si evince dalla lettura di Marco 15:42 sopra citato. L’evangelista spiega che il giorno era quello prima del sabato. Anche Luca 23:54 conferma: “era il giorno della Preparazione e stava per iniziare il Sabato”.

settimana

Passato il sabato le donne comprarono gli aromi

Marco 16:1-2 riporta un’informazione chiave: Passato il Sabato, Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo e Salòme comprarono aromi per andare a spalmarli sul corpo di Gesù.  Il primo giorno della settimana andarono alla tomba molto presto, al levar del sole.

ΚΑΤΑ ΜΑΡΚΟΝ 16:1 Greek NT: Stephanus Textus Receptus 1550
Καὶ διαγενομένου τοῦ σαββάτου Μαρία ἡ Μαγδαληνὴ καὶ Μαρία ἡ τοῦ Ἰακώβου καὶ Σαλώμη ἠγόρασαν ἀρώματα ἵνα ἐλθοῦσαι ἀλείψωσιν αὐτόν

Dunque le donne comperarono gli aromi dopo il sabato e non nell’immediatezza della sepoltura. Dato che il grande sabato iniziava verso le sei di sera e Gesù era morto verso le tre del pomeriggio non c’era stato tempo per fare null’altro che deporre alla veloce il corpo dal palo e calarlo nella tomba. Le donne dovevano essere esauste e del resto al sabato non era possibile muoversi o fare del lavoro. Poiché non era possibile acquistare le spezie di sabato, né il 15, né il 17 Nisan, un altro sabato, l’unico giorno per farlo era di venerdì. Dunque esse si mossero per l’acquisto degli aromi il giorno dopo il Sabato. Poi le Scritture dicono che la domenica presto, prima dell’alba esse erano già in cammino verso il sepolcro con una provvista già pronta di unguenti. Evidentemente tra il Sabato successivo alla morte e la domenica mattina c’erano stati due sabati e un giorno feriale.

Gesù morto di mercoledì

Ipotizzando la morte di Gesù di mercoledì, il giorno successivo, il 15 Nisan, era di anno in anno una festività di osservanza sabatica solenne. Infatti, il giorno dopo la ricorrenza del 14 Nisan, Pasqua ebraica, era sempre considerato un Sabato e ciò indipendentemente dal giorno della settimana in cui ricorreva. Nelle Scritture ci si riferiva ai giorni più sacri dell’anno come a dei Sabati. Per esempio in Levitico16:29-31 a proposito del Giorno di Espiazione si legge: “Sarà per voi un decreto permanente: nel 7mese, il 10giorno del mese, dovete affliggervi e non dovete svolgere nessun lavoro, né voi né lo straniero che risiede tra voi. Quel giorno si farà espiazione per voi, per dichiararvi puri. Sarete puri da tutti i vostri peccati davanti a Geova. Per voi è un Sabato di completo riposo, e dovete affliggervi. È un decreto permanente.” Anche il 15 Nisan era sempre un Sabato. Ecco perché le Scritture dicono che Gesù soffrì nel giorno di Preparazione, nel quale ci si preparava al Sabato del giorno dopo.

L’Ultima Cena fu consumata un martedì sera

Quindi cerchiamo di calendarizzare quei drammatici giorni in cui il Salvatore offrì se stesso per noi. Gesù si riunisce con i dodici per celebrare la Pasqua del 14 Nisan un martedì sera (almeno secondo il nostro modo di nominare i giorni). Quella notte viene arrestato, processato e giustiziato. Il tutto avviene nel giorno della Preparazione o Pasqua, come sottolineato da Marco 15:42, cioè il giorno prima del Sabato. Anche Giovanni 19:14 scrive: Quello era il giorno della Preparazione della Pasqua, ed era circa la sesta ora [fra le 11 e mezzogiorno] e Pilato disse ai giudei: “Ecco il vostro re!” 

Il Sabato si riposarono

La Preparazione era il nome dato al giorno 14 che precedeva il grande Sabato del 15 Nisan e durante il quale gli ebrei facevano i preparativi necessari per potersi riposare il giorno dopo. Questo giorno, detto in greco Paraskeuve, si concludeva al tramonto di quello che oggi chiamiamo venerdì, momento in cui iniziava il Sabato. Il giorno ebraico andava infatti da sera a sera, da dopo il tramonto fin verso l’alba del mattino successivo.  Luca 23:54-56 legge: “Ora era il giorno della Preparazione e stava per iniziare il Sabato.  Anche le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea andarono lì; osservarono la tomba e videro come vi era stato deposto il corpo; poi tornarono indietro per preparare aromi e unguenti. Ma naturalmente il Sabato osservarono il riposo secondo il comandamento”.

Ora il versetto 2 di Marco 16 salta di botto alla domenica mattina, ma su questa scrittura ci si deve soffermare di più perché è molto facile prendere lucciole per lanterne e saltare i passaggi. Dalla Scrittura di Luca 23:54-56 emerge che: 1) Le donne osservano la tomba in cui è stato deposto il corpo; 2) tornano indietro per preparare gli unguenti; 3) osservano il riposo sabatico secondo il comandamento.

Una settimana dai due Sabati

Affinché tutto fili liscio, bisognerebbe invertire il 2) con il 3), cosa che la narrazione stessa permette di fare, e inoltre considerare che essendoci in quella settimana due Sabati le donne li osservarono entrambi.  Ma il secondo sabato sono più tranquille perché oramai gli unguenti sono a disposizione e pronti per l’uso. Spieghiamo meglio: le donne quando vedono il corpo deposto nella tomba tornano indietro affrante e osservano il primo giorno di riposo. Il giorno dopo si dedicano alla preparazione degli unguenti dato che Marco 16:1 afferma che solo dopo, “passato il Sabato, Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo e Salòme comprarono aromi per andare a spalmarli sul corpo di Gesù.” Il giorno successivo esse ritornano a riposare (siccome, a quel punto, ricorreva il normale Sabato settimanale) in attesa di alzarsi prestissimo il giorno dopo per recarsi alla tomba del Signore.

Riepilogando

Proviamo sempre a riepilogare: Il giorno di Preparazione, Parasceve in ebraico, Gesù mangia l’ultima cena coi 12, viene arrestato, processato, ucciso e sepolto. Verso le sei di quella sera inizia un grande Sabato, il 15 Nisan, e le donne si riposano. Il venerdì mattina vanno a procurarsi gli unguenti e tornano a casa a fare i preparativi necessari. Non c’erano auto né macchinari: si andava piedi e si lavorava a mano. Tutta l’operazione era quindi faticosa e impegnativa. Inutile pensare di mettersi in viaggio verso il sepolcro dato che ormai era già tardino, magari di pomeriggio, e le operazioni da fare sul cadavere avrebbero preso parecchio tempo. Perciò arrivate a casa si preparano a trascorrere un altro giorno di riposo, il normale sabato settimanale.

Tre notti e tre giorni nella tomba

In questo modo i conti tornano: martedì sera ultima cena, crocefissione e sepoltura il mercoledì, il Sabato cade sul nostro giovedì, il venerdì le donne acquistano gli aromi, il sabato si riposano. Passato il Sabato, poco dopo la mezzanotte Gesù è risorto, come si evince da Matteo 28:1 dove è scritto che la risurrezione avvenne appena passato questo secondo sabato. Facendo questo genere di ragionamenti si comprende come Gesù rimanesse nella tomba tre notti e tre giorni, vale a dire mercoledì, giovedì e venerdì notte, e nei giorni di giovedì, venerdì e sabato. In realtà potremmo perfino dire tre giorni e un po’ in quanto egli rimase nella tomba qualche momento in più nel giorno di mercoledì e qualche momento in più al sabato notte.  Cioè tre giorni e un po’ e tre notti e qualcosa.

Sulla strada di Emmaus

I due che viaggiavano di domenica sulla strada di Emmaus (v. Luca 24:13-24) parlando con uno sconosciuto, che altri non era che lo stesso Gesù, delle cose che erano accadute in Gerusalemme nel corso della settimana accennano al fatto che tra una cosa e l’altra si era fatto ormai il terzo giorno da che i fatti erano accaduti. Parlavano anche del misterioso fatto che le donne non avevano più trovato il cadavere del Cristo nella tomba. Evidentemente si riferivano al segno di Giona, perché altrimenti non avrebbero potuto dire che era il terzo giorno letterale dalla morte del loro Maestro. Infatti la domenica sarebbe in realtà il quarto, in quanto giovedì il 1°, venerdì il 2°, sabato il 3° e domenica 4°.

La morte del Cristo e i due Testimoni

Definito così il quadro della situazione, ne risulterebbe un parallelo perfetto con Rivelazione 11 per quanto riguarda la morte dei due testimoni, che dopo tre giorni e mezzo vengono chiamati in cielo. Gesù predica il regno per tre anni e mezzo dopo il suo battesimo e resta nella tomba tre giorni e mezzo. Lo stesso dicasi dei due Testimoni che predicano vestiti di sacco tre anni e mezzo e stanno simbolicamente cadavere sulla pubblica via tre giorni e mezzo. (Riv 11:3, 11) Ricordiamo che dopo la risurrezione i discepoli predicheranno tre anni e mezzo rivolgendosi esclusivamente alle pecorelle d’Israele.

Parasceve o metà settimana

Molti dimenticano che il Messia sarebbe stato messo a morte a metà della settimana come dichiarato dal profeta Daniele che nella famosa profezia delle settanta settimane scriveva: “…Messia sarà stroncato, senza nulla per se stesso…e alla metà della settimana farà cessare sacrificio e offerta di dono.” (Da 9:26-27) Infatti con la sua morte Gesù rese superflui i sacrifici animali che avevano nel tempo prefigurato il suo sacrificio espiatorio. Mercoledì cade nella metà della settimana – lo stesso giorno in cui cadde la pasqua nel 31 d.C. Secondo il calendario romano questa data cadeva di mercoledì 25 Aprile.

L’etimologia del termine Parasceve aiuta a capire questi aspetti.

Parash (parush) = separare (Il termine è per esempio la radice della parola fariseo che significa separato).

Shev’ua (Sheb’uè) = il numero sette, parola che è radice anche dei termini ebraici sabato (Shabbat) e settimana (Shavu’a)

Dunque la presenza del termine Παρασκευή (Paraskeué o preparazione) in Matteo 15:42 potrebbe essere una traslitterazione dall’ebraico Parasceve, un termine greco foneticamente affine ma di significato diverso. Infatti Paraskeuè è la preparazione mentre l’ebraico è Parasceve o metà settimana. Questo si relazionerebbe alla profezia di Daniele che preannunciava la morte del Messia a metà settimana, di mercoledì evidentemente. Le profezie hanno sempre vari livelli di realizzo e questa presenta sottili variazioni tra la metà della settimana di anni e quella della metà della settimana di giorni.

Conclusione

Come risultato di queste considerazioni comprendiamo sempre meglio come le Scritture siano precise e affidabili e le profezie si adempiano sempre al momento indicato. In questo modo noi possiamo avere fiducia e fare su di esse pieno affidamento.


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