La profezia di Daniele 11 getta luce sui nostri giorni

Daniele 11 va compreso e non è semplice. Nell’undicesimo capitolo di Daniele, l’angelo mostra al profeta la successione degli imperi di Persia e di Grecia. In questo punto del libro le difficoltà incontrate dal comune lettore ma anche dai più esperti sono quasi insormontabili. È tradizione applicare queste informazioni alle vicende storiche relative alle dinastie dei Tolomei e dei Seleucidi. Tuttavia la domanda essenziale è chiedersi – come nella Bibbia è sempre d’obbligo – se la profezia non attenda ancora un ulteriore e completo adempimento

. Gli avvenimenti preannunciati non si limiterebbero alla storia trascorsa dal dissolvimento dell’impero Greco alla morte di Antioco, un sovrano seleucide figlio di uno dei quattro Diadochi, Seleuco Nicatore. Dato che la storia si ripete, e siccome Antioco è una figura dell’anticristo, così gli eventi della profezia dovrebbero essere rappresentativi di ciò che doveva e deve accadere ai tempi delle due presenze del Cristo. Persia e Grecia, Ciro e Alessandro, vengono a identificarsi e i Re assumono una connotazione quasi del tutto impersonale.

L’interscambiabilità di Ciro e Dario

Nel primo versetto, confrontando le diverse versioni, i nomi di Ciro e Dario sembrerebbero addirittura interscambiabili. Infatti la versione LXX e quella di Teodozione leggono: “Nel primo anno di Ciro il re…” mentre la Peshitta, la Vulgata, il testo masoretico, e diverse versioni inglesi rendono: “Nel primo anno di Dario il Medo…”. I due nomi, Dario e Ciro, negli antichi manoscritti redatti in ebraico presentano una grafia espressa in caratteri tra di loro molto simili. Il fatto è che l’ultima lettera dei due nomi è la stessa e la prima e la seconda lettera di Dario sono graficamente molto simili alle prime lettere di Ciro.

Credo che in definitiva questa interscambiabilità dei nomi non sia del tutto casuale e raffiguri di per sé un potere impersonale completamente avulso dall’individuo che ne esercita il ruolo. Allo stesso modo i tre re di Daniele 11:2 che legge: “Ecco, ci saranno ancora tre re che sorgeranno in Persia” (dove la Persia rappresenta il mondo) possono essere rappresentativi di tre macroscopiche situazioni politiche internazionali, tre grandi bestie selvagge o imperi: Media-Persia (ai tempi di Ciro), Grecia (ai tempi di Alessandro Magno), Roma (ai tempi della prima presenza del Cristo) mentre il quarto, ai nostri giorni, a somiglianza del macedone, il NWO, “ammasserà grandi ricchezze più di tutti [gli altri]. 

E appena sarà divenuto forte nelle sue ricchezze, solleverà ogni cosa contro il regno di Grecia”, dove il regno di Grecia raffigurerebbe il re del Nord, ma anche il Cristo.

Alessandro e i quattro Diadochi

Consideriamo quindi quella parte del testo della profezia di Daniele 11:3-4 che legge: “E un re potente certamente sorgerà e dominerà con esteso dominio e farà secondo la sua volontà.  E quando sarà sorto, il suo regno sarà infranto e sarà diviso verso i quattro venti dei cieli, ma non alla sua posterità e non secondo il suo dominio con cui aveva dominato; perché il suo regno sarà sradicato, sì, per altri che non sono questi.”

Qui, unanimemente, i commentatori intravedono allusioni profetiche ad Alessandro Magno e ai suoi successori, i Diadochi. All’epoca questo giovane riuscì, nel volgere di brevi anni, a creare un vastissimo impero. Alessandro, figlio di Filippo II di Macedonia, nacque a Pella nel 356 a.E.V. Benché non sia menzionato per nome nella Bibbia, due secoli prima che nascesse fu predetto il ruolo che avrebbe avuto nel governo di un grande impero mondiale. (Da 8:5-7, 20-21) Poco più che 20enne, due anni dopo essere asceso al trono in seguito all’assassinio del padre, Alessandro si accinse a conquistare il mondo.

Dopo aver sconfitto due volte le forze medo-persiane in Asia Minore, l’esercito di Alessandro si diresse prima a sud e poi a est, soggiogando tutto l’impero persiano e giungendo fino all’Indo. Poi, all’età di 32 anni, improvvisamente si ammalò e morì. I suoi figli ancora infanti furono assassinati e l’impero si disgregò. Entro il 301 a.C. quattro generali di Alessandro avevano assunto separatamente il potere su quattro parti del suo ex impero. Non fu perciò una semplice coincidenza storica che l’impero venisse diviso fra i quattro generali di Alessandro: Seleuco Nicatore prese la Mesopotamia e la Siria; Cassandro la Macedonia e la Grecia; Tolomeo (figlio di Lago) l’Egitto e la Palestina; e Lisimaco la Tracia e l’Asia Minore.

Un ultimo impero moderno, il NWO

Ciò detto, nulla vieta di pensare che negli ultimi giorni potesse emergere un potere siffatto, per esempio il Nuovo Ordine Mondiale, in grado di fare “secondo la sua volontà” in quanto potenza tirannicamente assoluta. Poi, sulla base della profezia, alla fine dei tempi, i quattro angeli ai quattro angoli della terra, come novelli diadochi, smembreranno tale potere. (Riv 7:1; 9:14) La profezia punta ad un re dispotico il cui potere giunge presto ad una rapida fine imprevista, senza che l’eredità del suo regno vada ad una sua discendenza o a dei consanguinei, ma piuttosto al popolo dei santi. “Continuai a guardare mentre quel corno faceva guerra ai santi e prevaleva su di loro, finché venne l’Antico di Giorni e fu pronunciato il giudizio a favore dei santi del Supremo, e arrivò il tempo stabilito perché i santi prendessero possesso del regno. (Da 7:21-22)

Ma per arrivare a tanto lo scontro sarà cruento, vedrà alterne vicende, ma non sarà sempre frontale. Ci sarà spesso un agire d’astuzia. Daniele 11:11-14 legge: “E il re del sud si inasprirà e dovrà uscire e combattere con lui, [cioè] col re del nord; e certamente farà sorgere una grande folla, e la folla in effetti sarà data in mano a quello. E la folla sarà certamente portata via. Il suo cuore si esalterà, ed egli in effetti farà cadere decine di migliaia; ma non userà la sua forte posizione.”

 “E il re del nord dovrà tornare e radunare una folla più grande della prima; e alla fine dei tempi, [alcuni] anni, egli verrà, facendo ciò con grandi forze militari e con una gran quantità di beni. In quei tempi molti sorgeranno contro il re del sud.”

Questo corrisponde alla situazione politico-sociale odierna in cui molti vengono contrassegnati con marchiatura ma molti altri ne sono fortemente contrari. È vero, il Green Pass è un subdolo ricatto, e la vaccinazione non è apparentemente obbligatoria. Qui sta l’astuzia. Permane un’opportunità di scelta. Naturalmente tutto ha un costo. Si paga in termini di perdita della libertà e della morte sociale.

Daniele 11

La figlia del re del Sud

Ecco che subito dopo avere messo in scena questo personaggio, cioè Alessandro, la profezia introduce un nuovo re, il re del Sud, che si stringe in alleanza con un altro re, il re del Nord. Questi due re sono in ultima analisi la politica e la religione che in momenti alterni prevalgono uno sull’altro. In certi periodi storici il potere temporale domina su quello spirituale e in altri viceversa. Daniele 11: 5-8 legge: “E il re del sud diverrà forte, pure [uno] dei suoi principi; e prevarrà contro di lui e certamente dominerà con esteso dominio [più grande del] potere di governare di quello. “E alla fine di [alcuni] anni si alleeranno l’uno con l’altro, e la medesima figlia del re del sud verrà al re del nord per fare un accordo equo.

Ma essa non riterrà la potenza del suo braccio; ed egli non sussisterà, né il suo braccio; e sarà ceduta, essa stessa, e quelli che l’avevano condotta, e colui che la generò, e chi la rese forte in [quei] tempi. Uno dal germoglio delle sue radici certamente sorgerà al suo posto, e verrà verso le forze militari e verrà contro la fortezza del re del nord e agirà certamente contro di loro e prevarrà. E anche con i loro dèi, con le loro immagini di metallo fuso, con i loro oggetti desiderabili d’argento e d’oro, [e] con i prigionieri verrà in Egitto. Ed egli stesso per [alcuni] anni starà lontano dal re del nord.”

Anche qui il riferimento storico sembra oscuro, riferendo probabilmente di alcune vicende relative ad un matrimonio, quello di Antioco II con Berenice, figlia di Tolomeo Filadelfo. I due re sarebbero giunti ad un accordo relativamente ai termini del contratto matrimoniale che stabilivano che Antioco ripudiasse la precedente moglie ed i suoi figli. Tuttavia il re, dopo qualche tempo, ripristinò al trono la moglie ripudiata e allontanò da sè Berenice. Questa interpretazione storica, per ammissione di alcuni dei commentatori, resta molto insoddisfacente.

Essendo giunta qui, però, tralascerei le allusioni al tempo che fu, che il lettore può facilmente trovare in rete, cercando invece gli agganci con il momento storico attuale. La domanda che mi voglio porre è piuttosto semplice. Mi chiedo chi rappresenti oggi la figlia del re del Sud. Potremmo considerare la giovane una rappresentazione del popolo di Dio in Babilonia e nel mondo, una sorta di oggetto dei desideri, di odio o di contesa tra i due re.

Un’opera di raffinamento

Daniele prosegue dicendo: “Uno dal germoglio delle sue radici certamente sorgerà al suo posto, e verrà verso le forze militari e verrà contro la fortezza del re del nord e agirà certamente contro di loro e prevarrà. E anche con i loro dèi, con le loro immagini di metallo fuso, con i loro oggetti desiderabili d’argento e d’oro, [e] con i prigionieri verrà in Egitto. Ed egli stesso per [alcuni] anni starà lontano dal re del nord.” (Da 11:7-8) Uno del germoglio delle sue radici chi sarebbe? Un famigliare, un figlio? Chi sarebbe costui, uno in grado di prendere posizione contro le forze militari del Nord, uno portato prigioniero in Egitto con i loro dei, le immagini di metallo fuso e gli oggetti desiderabili d’argento e d’oro? Chi è questo personaggio che per alcuni anni starà lontano dal re del Nord? In prima battuta si potrebbe pensare a Geremia che fu portato dai suoi concittadini, per quanto conto la sua volontà, in Egitto.

Partiamo però anche dall’ipotesi che Berenice, in quanto moglie dapprima amata e poi ripudiata, raffiguri la situazione dei due Testimoni dell’Apocalisse nella loro prima fase, mentre il germoglio della sua radice rappresenti la seconda fase, cioè dopo la simbolica morte per mano della bestia selvaggia. (Ri 11:7-9) Infatti di quel germoglio Daniele dice che si sarebbe mosso con successo contro le forze militari e contro la fortezza del re del Nord, al punto di prevalere. Quindi la missione affidata loro da Dio sarebbe stata portata a compimento ed essi si sarebbero mantenuti fermi nonostante l’opposizione dei due re, del Sud e del Nord, coalizzati e schierati contro di loro.

Dobbiamo considerare il fatto che il racconto di queste vicende storiche viene preso a paradigma per gli avvenimenti degli ultimi giorni. Daniele 11:15-17 legge: “E il re del Nord verrà ed eleverà un bastione d’assedio e realmente catturerà una città con fortificazioni. In quanto alle braccia del sud, non resisteranno, né il popolo dei suoi scelti; e non ci sarà potere per continuare a resistere.  Colui che gli verrà contro farà secondo la sua volontà, e non ci sarà nessuno che resista davanti a lui.

Starà nel paese dell’Adornamento e ci sarà lo sterminio nella sua mano. E volgerà la sua faccia per venire con la forza del suo intero regno, e ci saranno con lui [accordi] equi; e agirà con efficacia. E riguardo alla figlia delle donne, gli sarà concesso di ridurla in rovina. Ed essa non resisterà, e non continuerà ad essere sua.” Qui la figlia delle donne potrebbe raffigurare esattamente la sposa di Rivelazione, anche le dieci vergini. Il rimanente del popolo di Dio subisce pertanto un’opera di raffinamento, ma molti sono portati all’apostasia.

Il momento culminante della mischia

Il re del Nord, alias Babilonia, viene descritto nelle seguenti azioni blasfeme: “E tornerà al suo paese con una gran quantità di beni, e il suo cuore sarà contro il patto santo. E agirà con efficacia e certamente tornerà al suo paese.” Qui il riferimento è probabilmente alla seconda distruzione di Gerusalemme da parte dei romani, “le navi di Chittim”, nel 70 d.C. Questa volta la distruzione di Gerusalemme sarebbe stata diversa, non più da parte dei Persiani capitanati da Ciro, ma da parte dei romani capitanati da Tito.

“Al tempo fissato tornerà, e in effetti verrà contro il sud; ma l’ultima volta non sarà come la prima. Certamente verranno contro di lui le navi di Chittim, e se ne dovrà contristare. Realmente tornerà e lancerà denunce contro il patto santo e agirà con efficacia; dovrà tornare e prendere in considerazione quelli che avranno lasciato il patto santo.  Sorgeranno braccia, che procederanno da lui; e realmente profaneranno il santuario, la fortezza, e sopprimeranno il [sacrificio] continuo. “Certamente porranno la cosa disgustante che causa desolazione.

E per mezzo di parole lusinghiere egli condurrà all’apostasia quelli che agiscono malvagiamente contro [il] patto. Ma in quanto al popolo che conosce il suo Dio, prevarrà e agirà con efficacia. E in quanto a quelli che hanno perspicacia fra il popolo, impartiranno intendimento a molti. E certamente saranno fatti inciampare mediante la spada e mediante la fiamma, mediante la cattività e mediante la preda, per [alcuni] giorni. Ma quando saranno fatti inciampare saranno aiutati con un po’ di aiuto; e molti si uniranno certamente a loro per mezzo della lusinga. E alcuni di quelli che avranno perspicacia saranno fatti inciampare, affinché si compia un’opera di raffinamento a causa d’essi e affinché si compia una purificazione e affinché si compia un imbiancamento, fino al tempo della fine; perché è ancora per il tempo fissato.” (Da 11:28-35)

Questi avvenimenti, la profanazione del santuario e la soppressione del sacrificio continuo, sono momenti di storia contemporanea di cui abbiamo spesso trattato. Tutto questo ha relazione con la simbolica uccisione dei due Testimoni e la chiusura dei luoghi di culto causa Covid. La cosa disgustante che causa desolazione potrebbe perfino direttamente alludere alla marchiatura della popolazione dei credenti con l’inoculazione del veleno di cui tanto si parla da un anno a questa parte. Ci sarebbe dunque stato un condurre molti all’apostasia. Anche questo è oggi molto evidente e all’interno delle congregazioni si è aperta una frattura insanabile tra quanti si sono vaccinati e i pochi rimasti a non averlo fatto. La maggioranza di quelli che avevano perspicacia, cioè intendimento delle Scritture, sono stati fatti inciampare dai loro leader religiosi, sono caduti nella trappola, indotti a non pensare secondo la propria coscienza.

Il re del Nord e il re del Sud

Il lettore a questo punto si chiederà chi siano esattamente i due re in combutta. Il Re del Nord e quello del Sud furono nazioni che si trovavano a nord e a sud di Israele e che avevano combattuto contro il popolo santo o influito grandemente su di esso. Il libro di Daniele al capitolo 11 narra della lotta per il dominio di queste due potenze e dal versetto 40 in poi si narra di questi re nel tempo della fine, cioè nei tempi che stiamo vivendo noi.

 Il Re del Nord, cioè Gog di Magog, è in realtà la religione idolatrica di Babilonia che attacca il rimanente del popolo di Dio. Il re del sud distruggerà Babilonia con la grandine. Dobbiamo però capire che anche questo re, il Sud, si trova nella falsa religione e ne è una manifestazione. Stiamo parlando cioè di due forze che stanno intorno al rimanente del popolo di Dio, lo avvolgono, se lo contendono e vogliono dominarlo. Il Re del Sud è la bestia con due corna. Il Re del Nord è Babilonia.

La figlia del re del Sud che viene al Re del Nord per fare un accordo equo è il rimanente all’interno di Babilonia. Essa, lì, perde la sua identità spirituale, si disperde e solo uno dal germoglio delle sue radici sorge al suo posto. Daniele 11:15-17 a proposito del re del Nord legge: E in quanto alle braccia del sud, non resisteranno, né il popolo dei suoi scelti; non ci sarà potere per continuare a resistere.  Colui che gli verrà contro farà secondo la sua volontà, e non ci sarà nessuno che resista davanti a lui.

Starà nel paese dell’Adornamento e ci sarà lo sterminio nella sua mano.  E volgerà la sua faccia per venire con la forza del suo intero regno, e ci saranno con lui [accordi] equi; agirà con efficacia. Riguardo alla figlia delle donne, gli sarà concesso di ridurla in rovina. Ed essa non resisterà, e non continuerà ad essere sua.” Questa profezia è significativa e raffigura la rovina interna al popolo del rimanente in Babilonia, in cui la maggioranza accettando il marchio della bestia rinuncia ad ogni prospettiva di salvezza.

 Ciò corrisponde al ceppo abbruciacchiato e al santo seme di Isaia 6:11-13 che legge: ‘A ciò dissi: “Fino a quando, o Geova?” Quindi egli disse: “Finché le città realmente crollino in rovina, per essere senza abitante, e le case siano senza uomo terreno, e il suolo stesso sia rovinato nella desolazione; e Geova in effetti allontani gli uomini terreni, e lo stato di abbandono divenga davvero molto esteso in mezzo al paese. E in esso ci sarà ancora un decimo, e dovrà divenire di nuovo qualcosa da ardere, come un grosso albero e come un albero massiccio in cui, quando sono abbattuti, ci sia un ceppo; un santo seme ne sarà il ceppo”.

In definitiva la Bibbia, per quanto complessa, esprime pur sempre, quasi ossessivamente, gli stessi temi. Perché? Per rivolgersi a noi “sui quali sono giunti i termini dei sistemi di cose”. (1Cor 10:11) E siamo noi che dobbiamo manifestare la più grande fede.

Il re del Nord e del Sud al principio

La prima guerra descritta nella Bibbia si trova in Genesi 14 coinvolgendo Abramo in un drammatico salvataggio. Quella fu la prima occasione di scontro tra i re del Nord, emissari di Babele e di Nimrod e quelli del Sud, nelle persone dei re di Sodoma e Gomorra e dei loro alleati. Il risultato di quello scontro fu poi il recupero di Lot , dei suoi familiari e di tutti i loro associati. Subito dopo questo avvenimento, con la distruzione di Sodoma e delle città del distretto, mentre Lot e le due figlie si salvarono, sua moglie fu trasformata in una statua di sale.

Se volessimo considerare questa donna come un tipo della figlia del re del Sud di Daniele 11, potremmo capire meglio la situazione. La moglie di Lot, mostrandosi disubbidiente ad un preciso comando, quando ormai erano giunti a Zoar sani e salvi, si girò per vedere che stesse accadendo. Questa è una situazione che si sta verificando adesso con la marchiatura di un immenso numero di cosiddetti cristiani. La figlia del re del Sud si trova in una situazione delicata in quanto non riesce a mantenere la posizione di regina. Raffigura il rimanente del popolo di Dio che si divide all’interno in vergini sagge e vergini stolte. La loro posizione è pertanto vacillante., e molti degli eletti finiscono per essere presi nel laccio della falsa adorazione. (Mt 24:24)

Lo scontro finale

L’attacco di Gog di Magog contro il popolo del rimanente ovvero lo scontro tra re del sud e re del nord viene narrato in Daniele 11:40 che recita: “E nel tempo della fine il re del sud si impegnerà con lui in uno scontro, e contro di lui il re del nord si riverserà con carri e con cavalieri e con molte navi; e certamente entrerà nei paesi e inonderà e attraverserà. Effettivamente entrerà anche nel paese dell’Adornamento, e saranno fatti inciampare molti [paesi]. Ma questi son quelli che scamperanno dalla sua mano: Edom e Moab e la parte principale dei figli di Ammon.  Ed egli continuerà a stendere la mano contro i paesi; riguardo al paese d’Egitto, non scamperà.  In effetti dominerà sui tesori nascosti dell’oro e dell’argento e su tutte le cose desiderabili d’Egitto. E i libi e gli etiopi [seguiranno] i suoi passi.”

L’anticristo

Daniele tratta di un uomo totalmente indegno di ricevere la dignità del regno. Questa persona viene generalmente identificata con Antioco Epifane. Girolamo commentava dicendo che molti dei lettori di questo passo delle Scritture avevano nel tempo identificato in questo personaggio una figura dell’Anticristo. Il re viene rappresentato come uno che prende il potere con l’inganno e la lusinga.

Oggi come oggi la politica si esprime attraverso la menzogna e la propaganda più sfrontata e molti cadono in nella trappola illudendosi di vivere ancora in un tempo di “libertà dalle ansie”.  L’anticristo sarebbe riuscito a fare qualcosa che né i suoi padri né i padri dei suoi padri mai avevano pensato di fare, quello di ingannare una piccola nazione, quella del popolo degli eletti, resi incapaci di individuare il significato del marchio di Ri 13:16-18.  In effetti mai nessuno prima d’oggi era mai riuscito in un simile obiettivo, quello di marchiare una vasta fetta della popolazione umana.                         

 “E deve sorgere al suo posto uno che sarà disprezzato, e certamente non porranno su di lui la dignità del regno; ed effettivamente verrà durante la libertà dalle ansie e si impadronirà del regno per mezzo della lusinga. E riguardo alle braccia dell’inondazione, saranno inondate a causa di lui, e saranno infrante; come anche il Condottiero del patto. E a causa del loro allearsi con lui egli praticherà l’inganno e realmente salirà e diverrà potente per mezzo di una piccola nazione. Durante la libertà dalle ansie, entrerà perfino nella pinguedine del distretto giurisdizionale e realmente farà ciò che non hanno fatto i suoi padri e i padri dei suoi padri. Spargerà fra loro preda e spoglie e beni; e tramerà disegni contro luoghi fortificati, ma solo fino a un tempo. (Da11:21-24)

Un articolo del 29/5/2020

In questo blog ci siamo occupati spesso di Gog di Magog e siamo giunti ad identificarlo con una manifestazione della falsa religione in cui si trova immerso il popolo di Dio. In un articolo del 29/5/2020, da cui traggo numerosi spunti, scrivevamo: “Questa si organizzerà per attaccare in qualche modo l’Israele che ancora si trova al suo interno. Interessante il versetto 15 del capitolo 38 di Ezechiele che va ad identificare Gog di Magog con il Re del Nord. Si legge infatti: “E certamente verrai dal tuo luogo, dalle più remote parti del nord, tu e molti popoli con te, tutti montati su cavalli, una grande congregazione, sì, numerose forze militari.” Babilonia ovviamente si trovava al Nord di Israele.

Una lotta intestina

Il fatto che si tratti di una lotta intestina lo si può già capire da Ezechiele 38:21: “E certamente chiamerò contro di lui in tutta la mia regione montagnosa la spada, è l’espressione del sovrano signore Geova. La spada di ciascuno sarà contro il suo proprio fratello.” Ecco quindi che la spada di giudizio che viene chiamata contro Gog di Magog è una spada famigliare, quella del fratello. La faida interna porterà a grandi lotte e questo sarà il giudizio della grandine. Daniele 11:17 confermando la comunanza di intenti dei due re legge: “E riguardo a questi due re, il loro cuore sarà incline a fare ciò che è male, e a una stessa tavola continueranno a pronunciare una menzogna. Ma nulla riuscirà, perché [la] fine è ancora per il tempo fissato.”

Dal versetto 40 si capisce che è ormai in atto uno scontro. Durante questo scontro il re del nord entra anche nel paese dell’Adornamento che è il paese in cui dimora il rimanente del popolo di Dio. Questo è l’attacco di Gog di Magog contro i servitori dell’Altissimo. Molti saranno fatti inciampare, cioè non saranno in grado di uscire dalla falsa religione ma si schiereranno con essa. Edom, Moab ed Ammon si salveranno, cioè gli ultimi, i reietti, che verranno espulsi dalle congregazioni e quindi giudizialmente uccisi. Si legge che il re del sud stenderà la mano contro l’Egitto che non scamperà. L’Egitto è naturalmente la falsa religione, cioè Babilonia, alias il re del nord o Gog di Magog.

Identificato il Bicorne

Ecco quindi che Gog di Magog viene ad essere distrutto per mezzo del re del sud, cioè la bestia. I due son fratelli, cioè appartenenti alla stessa becera razza di coloro che si oppongono al Regno messianico.

C’è una sura del Corano, quella della caverna, in cui Gog di Magog viene attaccato dal bicorne. Molti identificano questo bicorne con Alessandro Magno. Ci interessa capire meglio chi sia quest’ultimo per inoltrarci nella comprensione dei modi in cui la falsa religione viene distrutta.

Il Bicorne va identificato con chi distrugge Babilonia, cioè Ciro il grande piuttosto che Alessandro Magno. Può essere una ipotesi valida? In realtà si, visto anche quanto riportato in Daniele 8:20 dove la Media e la Persia, di cui Ciro era il rappresentante principale sono descritte come un montone con due corna. Le due corna rappresentano le due parti di questo grande impero: la Media e la Persia. Alessandro Magno viene invece descritto nello stesso capitolo con un capro peloso con un grande corno.

“Il montone che hai visto possedere le due corna [rappresenta] i re di Media e di Persia. E il capro peloso [rappresenta] il re di Grecia; e in quanto al grande corno che era fra i suoi occhi, [rappresenta] il primo re. Ed essendo quello stato rotto, così che quattro infine sorsero invece d’esso, dalla [sua] nazione sorgeranno quattro regni, ma non con la sua potenza. (Dan 8:20-22) (Citazioni sparse da un articolo di Michele Vassallo del 29/5/2020 su rifugiatidipella.com)

Concluderei quindi questo lungo excursus nella storia (quasi quattro millenni sono trascorsi) ringraziando Geova che nel suo amore immeritato ha preservato per noi pagine profetiche atte a farci comprendere i tempi in cui stiamo vivendo.


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