Gog di Magog: a quando la distruzione?

La distruzione della religione e della politica sembrano tardare. Siamo ormai a febbraio. Sebbene la direzione degli avvenimenti sia evidente nel senso di una progressiva chiusura per i non vaccinati, le cose sono andate un po’ più lentamente di come avremmo potuto immaginare. La distruzione di Babilonia e di Gog di Magog, per quanto i segni indichino la loro fine imminente, non è ancora iniziata. Eppure siamo inoltrati nel settimo anno della fine. Dobbiamo forse perdere le speranze?

Negli ultimi mesi è emersa con chiarezza la questione delle sette coppe: esse sono successive alle sette trombe e si applicano tutte assieme durante il settimo anno, cioè durante la settima tromba. Sappiamo che le sette coppe, se calcolate nei primi sette mesi dell’ultimo anno dei tempi della fine, il 2022 in corso, vengono a coincidere con la fine del periodo di 2300 sere e mattine di Daniele capitolo 8. Le sette coppe quindi si concludono quando la purificazione del popolo di Dio sarà completata. Il rimanente estratto da Babilonia a quel punto può essere considerato di nuovo puro agli occhi di Geova Dio. Daniele 8:14 dice: “Fino a 2300 sere e mattine e il luogo santo sarà certamente portato alla condizione giusta”.

La distruzione della settima coppa: il terremoto

2300 sere e mattine sono 1150 giorni che vanno calcolati a partire da metà settimana, cioè dal termine del sacrificio continuo. 1150 giorni calcolati da aprile 2019, la metà dei sette tempi che sono iniziati a ottobre 2015 portano a maggio-giugno del 2022. Nello stesso periodo verrebbe versata l’ultima coppa. Andiamo a vedere in cosa consiste quest’ultima coppa: “E il settimo versò la sua coppa sull’aria . Allora dal santuario, dal trono, uscì un’alta voce, dicendo: “E’ accaduto!” E ne seguirono lampi e voci e tuoni e vi fu un grande terremoto come non ve ne era stato da che gli uomini erano sulla terra, un terremoto così esteso, così grande”. (Rivelazione 16:17).

Il terremoto rappresenta l’uscita delle persone dal sistema politico religioso. Questa uscita avrà evidentemente una accelerazione tra maggio e giugno. Ma questo terremoto rappresenta solo la grande uscita del rimanente? Si parla in realtà di terremoto anche quando in Ezechiele si descrive la caduta di Gog di Magog. Leggiamo in Ezechiele 38:18 “Ma, quando Gog giungerà nel paese d’Israele – parola del Signore Dio – divamperà la mia collera. Nella mia gelosia e nel mio furore ardente io vi dichiaro: In quel giorno ci sarà un gran terremoto nel paese di Israele: davanti a me tremeranno i pesci del mare, gli uccelli del cielo, gli animali selvatici, tutti i rettili che strisciano sul terreno e ogni uomo che è sulla terra: i monti franeranno, le rocce cadranno e ogni muro rovinerà al suolo.

Contro di lui, per tutti i monti d’Israele, chiamerò la spada. Parola del Signore Dio. La spada di ognuno di essi sarà contro il proprio fratello. Farò giustizia di lui con la peste e con il sangue: farò piovere su di lui e le sue schiere, sopra i popoli numerosi che sono con lui, torrenti di pioggia e grandine, fuoco e zolfo. Io mostrerò la mia potenza e la mia santità e mi rivelerò davanti a genti numerose e sapranno che io sono il Signore».”

distruzione

Tutti devono essere in salvo

Questi versetti sono chiari: ad un certo punto la collera di Dio divamperà contro Gog di Magog. In quel momento ci sarà un grande terremoto in Israele. Questo è interessante: il terremoto che preannuncia l’ira di Geova contro Gog avviene in Israele. I sette tempi della fine rappresentano il calpestamento di Gerusalemme, dalla quale si deve uscire per poter essere salvati. Il terremoto in Israele rappresenta l’uscita del rimanente ma rappresenta anche l’Ira di Dio contro Gog di Magog. La distruzione contro Gog può iniziare ovviamente solo quando il rimanente è uscito. La distruzione non può iniziare quindi fino a che il popolo non sia completamente purificato: tutti quanti devono essere usciti.

Si pensi a Lot e alla sua famiglia. Gli angeli che li visitarono per salvarli gli dissero: “Levati! Prendi tua moglie e le tue due figlie che si trovano qui, affinché tu non sia spazzato via nell’errore della città”. Quando egli si indugiava, allora nella compassione di Geova verso di lui, gli uomini afferrarono la sua mano e la mano di sua moglie e le mani delle sue due figlie e lo facevano uscire e lo ponevano fuori della città.”(Genesi 19:15,16).

Gli angeli quindi portano Lot e la famiglia verso l’uscita della città e gli dissero di fuggire verso la regione montagnosa. Lot però indugiava perché preferiva fuggire verso Zoar. Lot venne ascoltato ma gli angeli gli diedero questo ultimo imput: “Affrettati! Scampa là, perché non posso fare nulla finché tu non ci arrivi!”(Genesi 19:22) Geova non poteva cioè iniziare la distruzione finché Lot fosse rimasto nei paraggi. La stessa cosa avviene oggi. Servono 1150 giorni dall’interruzione del sacrificio continuo perché il popolo di Dio sia completamente fuori.

Quattro angeli trattengono la distruzione

Il concetto che gli eletti devono essere fuori perché tutto possa cominciare lo ritroviamo anche in Apocalisse 7. Leggiamo: “Dopo ciò vidi quattro angeli che stavano ai quattro angoli della terra e trattenevano i quattro venti della terra, perché non soffiasse vento né sulla terra né sul mare né su alcun albero. E vidi un altro angelo che saliva dall’oriente e aveva il sigillo dell’Iddio vivente. Ai quattro angeli ai quali era stato concesso di colpire la terra e il mare gridò a gran voce:  “Non colpite né la terra né il mare né gli alberi finché non avremo impresso il sigillo sulla fronte degli schiavi del nostro Dio!”.

I venti della distruzione vengono quindi trattenuti affinché si completi il numero degli eletti. Non si deve danneggiare nulla nel frattempo. Gli eletti vengono dalla grande tribolazione, che evidentemente è il periodo che precede la distruzione. Durante la grande tribolazione essi si purificano, cioè escono da Babilonia. La grande tribolazione è quindi un periodo difficile in particolar modo per i santi. Essi muoiono infatti durante questo periodo agli occhi del sistema e risorgono in seguito per il Cristo.

Da giugno la distruzione

Cosa succederà poi? Dio chiamerà la spada contro Gog di Magog e ci sarà una lotta fratricida che lo porterà alla distruzione. Dio porterà contro di loro la pestilenza. Zaccaria descrive la pestilenza in questo modo: “Questa sarà la piaga con cui il Signore colpirà tutti i popoli che avranno mosso guerra a Gerusalemme: imputridiranno le loro carni, mentre saranno ancora in piedi; i loro occhi marciranno nelle orbite; la lingua marcirà loro in bocca. In quel giorno vi sarà per opera del Signore un grande tumulto tra di loro: uno afferrerà la mano dell’altro e alzerà la mano sopra la mano del suo amico.”(Zaccaria 14:12,13). Questa pestilenza che accompagna una lotta tra fratelli corrisponde alle piaghe che colpiscono coloro che non escono da Babilonia. In Rivelazione 18:4 leggiamo: “Uscite da essa o popolo mio, se non volete partecipare con lei ai suoi peccati, e se non volete ricevere parte delle sue piaghe”.

Fatta questa valutazione, devo dire di essere soddisfatto. Abbiamo compreso ulteriormente quale sarà l’adempimento delle profezie. Si deve aspettare tra maggio e giugno perché l’intero rimanente sia estratto dalla falsa religione. A quel punto potrà partire la distruzione. Ritornando a Lot è chiaro che la nostra volontà deve essere quella di voler essere fuori da Babilonia al più presto. Questo può voler dire fare sacrifici.

Alcuni potrebbero chiedersi come mai in molti paesi le restrizioni vengano tolte. Ebbene, non esiste un paese al mondo dove non si vaccini. Il primo passo per uscire dal sistema è rifiutare questo vaccino, che viene propinato da tutte le religioni come la panacea per risolvere tutti i mali. Come Geova Dio operi per estrarre il suo rimanente dalle religioni non ci è dato sapere. Aspettiamo invece per vedere come Dio opera per liberarci da questo sistema malato.


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