Usciamo dalla fossa dei leoni e attendiamo Dio

Negli ultimi anni ci è sembrato davvero di essere nella fossa dei leoni. Abbiamo visto il mondo cadere in un antro buio dal quale sembra non riuscire a rialzarsi. Ora sembrano arrivare spiragli di luce e parrebbe che il mondo voglia ripartire dopo l’eliminazione delle restrizioni per il Covid.

Vediamo come andò la storia della fossa dei leoni. Babilonia era in mano ai persiani e ora il re era Dario il Medo. Daniele era uno dei tre alti funzionari e nessuno era considerato come lui dal re Dario. Egli si elevava per saggezza su tutti gli altri uomini del regno.

La storia di Daniele

A causa della sua posizione Daniele era invidiato dai satrapi che cercavano un motivo per portarlo in disgrazia agli occhi del re. Daniele era però corretto in ogni cosa che faceva e non si trovava errore in lui. I satrapi arrivarono quindi a concludere che Daniele poteva essere attaccato solo su ciò che era pertinente alla adorazione al suo Dio. Questi funzionari si recano dall’ignaro re e gli propongono di firmare un decreto secondo il quale nessuno si sarebbe potuto rivolgere ad alcun Dio o uomo se non a Dario per un periodo di trenta giorni. Chi avesse trasgredito al decreto sarebbe finito nella fossa di leoni.

Daniele era solito pregare tre volte al giorno a casa sua con le finestre aperte verso Gerusalemme. Nonostante il divieto egli continuò imperterrito nella sua attività di preghiera e adorazione. Non sappiamo cosa gli passasse per la testa in quei giorni, ma semplicemente la bibbia dice che egli continuò a pregare. Non si lasciò quindi intimorire eccessivamente dal decreto sebbene sapesse probabilmente che le cose sarebbero potute andare male.

In effetti così fu perché immediatamente i satrapi furono da lui trovandolo in preghiera e riferirono al re il quale dovette farlo chiudere nella fossa dei leoni. Qualcuno potrebbe chiedersi se davvero questo racconto si possa applicare a noi oggi. Decisamente sì. In questo episodio Daniele venne messo alla prova esattamente come lo furono i suoi tre amici Sadrac, Mesac e Abednego cui venne richiesto di inchinarsi di fronte alla statua d’oro di Nabucodonosor. Era anche in quel caso una situazione legata all’adorazione pubblica.

fossa dei leoni

La questione è l’adorazione pubblica

I tre giovani infatti avrebbero dovuto dimostrare una sottomissione al potere in maniera pubblica. Essi rifiutarono. Furono gli unici a farlo ma lo fecero perché si rendevano conto del fatto che la cosa significava rinnegare Dio e mettere al di sopra di ogni cosa Babilonia. Essi furono disposti a perdere la loro vita e si affidarono completamente a Dio per la salvezza.

Allo stesso modo Daniele si trovava in una situazione in cui veniva impedita l’adorazione pubblica a Dio. Egli pregava pubblicamente ed è per questo che venne colto sul fatto. Se semplicemente si fosse limitato a continuare a pregare nella sua testa non avrebbe avuto problemi. Egli comunque era conscio che questa sarebbe stata una forma di idolatria perché pubblicamente egli avrebbe concesso a Dario più autorità di quanta ne concedeva invece a Dio. Avrebbe quindi concesso ad un uomo di elevarsi al di sopra di Dio (2 Tessalonicesi 2:4).

Allo stesso modo, nel 2020 con il lockdown, ci hanno impedito di adorare pubblicamente il nostro Dio. Adorare in pubblico significava doversi incontrare e questo non era ammissibile per l’autorità divino-sanitaria che si stava ergendo in quel momento ad un luogo più elevato di quello di Dio.

Le religioni avrebbero dovuto comprendere in quel momento che i decreti governativi non potevano essere accettati. Avrebbero dovuto accettare quindi la possibilità di un attacco governativo che le avesse dichiarate magari illegali in quanto pericolose per la società. Era una cosa prevedibile ma assolutamente da accettare e da affrontare.

La cosa disgustante

Chi si è accorto dell’errore ha capito che la religione era sotto attacco. Si trattava della famosa profezia della cosa disgustante in un luogo santo(Daniele 8:11-13;9:27;11:31;12:11; Matteo 24:15).

Nabucodonosor che chiedeva adorazione alla sua statua era una cosa disgustante in un luogo santo. Il luogo santo era la relazione di spirito tra i tre giovani e Dio. I Satrapi che chiedevano adorazione per il re Dario lo stavano elevando al valore di cosa disgustante in un luogo santo. C’erano infatti tutti gli ebrei del regno che costituivano un luogo santo per la loro relazione di popolo di Dio. Essi non potevano e non avrebbero dovuto accettare di interrompere la loro adorazione pubblica. Allo stesso modo noi oggi costituiamo la chiesa di Dio, cioè un luogo santo che non può accettare di interrompere la propria adorazione.

Ecco perché il gruppo dei Rifugiati di Pella, formato da molti che sono usciti da varie religioni si è organizzato per continuare a riunirsi in adunanze di studio della Bibbia e si applica per continuare ad opporsi allo spirito irresoluto delle religioni. Continuiamo a denunciare pubblicamente l’ingerenza dei governi in un campo che non è il loro e non ci lasciamo spaventare dalle attività illegali, di fronte a Dio, di inoculazione del marchio-vaccino.

Il 666 indica la situazione pericolosa

Il legame tra la situazione della statua d’oro di Nabucodonosor, la questione della fossa dei leoni di Daniele e la nostra situazione attuale con la vaccinazione è anche numerico. Sappiamo infatti che la statua d’oro era alta sessanta cubiti e larga sei per sei essendo probabilmente un obelisco. 6x6x60, queste erano le dimensioni della statua.

Nel capitolo 6 di Daniele, dove si parla dei leoni, si inizia dicendo che Dario aveva nominato 120 satrapi e tre alti funzionari. Evidentemente ogni alto funzionario doveva gestire 40 satrapi. Abbiamo già visto in passato che il 40 ripetuto tre volte significa 666. Lo rispiego per motivi di chiarezza. In Israele ogni sette anni la terra doveva riposare un anno, quindi il tempo veniva scandito da settimane di anni. Dopo sette cicli, cioè 49 anni si saltava un anno in più per fare un giubileo e quindi la terra doveva riposare per due anni consecutivi.

Il 49 quindi pur essendo un numero di interesse per gli ebrei, in quanto si trattava di sette settimane di anni, viene approssimato dal 50. Nella Bibbia infatti è consuetudine approssimare, arrotondare o razionalizzare i numeri all’intero più vicino. Il sette è il numero associato a Dio mentre il sei è il numero associato all’uomo. Sei settimane di anni significava 42 anni, approssimato a 40. Ecco perché il 40 è un numero così ripetuto nella Bibbia e associato ad una generazione.

Ricordiamoci i 120 anni di Mosè divisi in tre parti di 40 anni ciascuna. Ricordiamoci poi i primi tre re umani del regno di Dio in terra: Saul, Davide e Salomone. Tutti e tre regnarono per 40 anni, per un totale di 120 anni. I 120 satrapi del re Dario, divisi in tre gruppi di 40 rappresentavano quindi il 666. Ecco che capiamo che quanto vissuto da Daniele era simbolicamente assimilabile a quanto stiamo vivendo noi oggi. Oggi infatti la bestia assegna il marchio tramite il vaccino. È la stessa richiesta di inchino fatta a Daniele. Ci dobbiamo vaccinare per poter rimare nel sistema.

Daniele sopravvive nella fossa dei leoni

Daniele quindi venne preso e gettato nella fossa dei leoni e la fossa venne chiusa. Questo significava per lui la morte. La fossa venne infatti chiusa con una pietra: si pensi alla pietra che venne rotolata per chiudere la tomba di Gesù. Dio protesse comunque Daniele e i leoni non gli fecero alcun male. I persiani aprirono la fossa e Daniele fu estratto sano e salvo. A quel punto si apriva per Daniele un periodo di pace.

Si tratta di un periodo simile a quello che inizia per noi. Le restrizioni cadono e sembra che per noi la vita possa ricominciare. Teniamo però conto del fatto che i 30 giorni del decreto non erano finiti. Cosa avrebbe fatto Daniele? Avrebbe fatto compromesso per non dover ritornare nella fossa o sarebbe stato irremovibile nelle sue posizioni? La Bibbia non lo dice ma noi sappiamo che Daniele rimase fedele.

Cosa faremo?

Allo stesso modo per noi oggi si apre la possibilità di ritornare alla vita di prima. Torneremo nel sistema precedente? Mi riferisco al sistema politico religioso sostenuto da Babilonia, il regno della falsa religione.

Ricordiamoci che il momento della pace è anche il momento della risurrezione, cioè della rinascita per Geova che considera di nuovo il suo popolo approvato dopo il calpestamento (Daniele 8:14). Ritornare ora nel sistema, quando invece dovremmo uscirne definitivamente, significa non aver compreso cosa stia succedendo. Ricordiamo che i satrapi che accusarono Daniele vennero presi e gettati nella fossa e a quel punto vennero immediatamente divorati dai leoni. Questo corrisponde alla distruzione che segue pace e sicurezza. Non dovremmo quindi dimenticare il fatto che il sistema nel quale vorremmo rientrare è destinato ad una brutta distruzione.

Cerchiamo piuttosto di coltivare una fede forte nel fatto che siamo alla fine e che le cose degenereranno presto ulteriormente.


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