Un secondo esperimento prova che la terra è ferma

Consideriamo un secondo esperimento con il drone che dimostra che la terra è ferma. Mentre con il primo esperimento si è sfruttato semplicemente l’aumento della distanza dall’asse di rotazione terrestre con il drone che si solleva ad una altezza di dieci metri, in questo esperimento andremo a considerare l’effetto Coriolis per dimostrare che la terra è ferma. A causa della rotazione della terra infatti il moto di un oggetto che si muova in direzione nord-sud subisce una spinta laterale.

Questo avviene solo in direzione nord sud perché è richiesto un allontanamento dall’asse di rotazione del globo. Se la direzione del movimento è verso est o ovest non si manifesta accelerazione di Coriolis. Con il nostro drone dovremmo cercare quindi di percorrere un lungo tratto in direzione sud (o nord) e verificare se l’accelerazione di Coriolis si manifesta o no. Cosa dovrebbe avvenire se davvero la terra fosse un globo rotante?

Con la piattaforma ferma la palla segue una traiettoria rettilinea ma curva se la piattaforma viene messa in rotazione

La teoria del globo

Supponiamo di avere a disposizione un drone che si muova alla velocità media di 80 km/h e abbia una autonomia di volo di 30 minuti. Questo drone potrà quindi percorrere una distanza verso sud di 40 chilometri. Per evidenziare al meglio il fenomeno dovremmo cercare di percorrere la distanza maggiore possibile facendo volare il drone esclusivamente verso sud e senza mai correggere la traiettoria. Il drone cioè andrebbe orientato in modo più preciso possibile verso sud e poi si dovrebbe dare gas senza più toccare le direzioni laterali sul radio comando. Il problema è che dopo pochi minuti si perderebbe il contatto radio.

terra è ferma

Alcuni di questi droni consentono una distanza di comando di alcuni chilometri ma per percorrere 40 km di distanza sarà necessario seguirlo. Come fare? Ci si dovrà mettere in auto su una strada che sia il più possibile orientata verso sud e che ci consenta 40 km di viaggio. Potrebbe essere una autostrada. Oppure ci si può mettere su un motoscafo se si vuole la massima libertà di guida. In autostrada ovviamente il drone potrebbe allontanarsi abbastanza dall’auto visto che non si può correggere la traiettoria ma, grazie alla telecamera, non dovrebbe essere un problema continuare a controllarlo.

Cosa dovrebbe succedere se la terra fosse un globo rotante? Si dovrebbe manifestare l’accelerazione di Coriolis sul nostro drone che dovrebbe quindi ricevere una spinta verso ovest durante il viaggio verso sud. Andiamo a fare un veloce calcolo.

I calcoli

La velocità angolare ω del globo sarebbe pari ad un giro ogni 24 ore cioè 7,27×10-5 radianti al secondo. L’accelerazione di Coriolis è data dalla seguente formula Ac=2 ωxV dove ω è la velocità angolare del globo e V è la velocità del drone che in questo esempio abbiamo detto essere di 80 km/h di media cioè 22,22 m/s.

Facciamo il calcolo: Ac=2 x 7,27×10-5 x 22,22=3,23×10-3 m/s2.

Questa accelerazione spinge il drone verso ovest per i suoi trenta minuti di volo cioè 1800 secondi generando una velocità laterale finale data dalla formula:

Vfin= Ac x t =3,23×10^-3 x 1800=5,81m/sec.

Velocità finale del drone verso ovest

Cioè il nostro drone risulterà avere, dopo 1800 secondi di volo alla velocità di 80km/h verso sud, una velocità verso ovest pari a 5,81m/s pari ad oltre 20 km/h.

Il paradosso del globo rotante…

Mettiamo il caso che dopo 30 minuti di volo io decida di fermare il drone in aria, senza più procedere verso sud. L’accelerazione di Coriolis non agirebbe più sul drone ma la velocità laterale non smetterebbe di agire sul velivolo. Solo non aumenterebbe più. Non avendo comunque il drone alcuna forza che agisca in direzione opposta, continuerebbe a volare verso ovest alla velocità di 20 km/h e si allontanerebbe da noi piuttosto in fretta. Potremmo recuperarlo solo grazie al fatto che la carica della batteria è finita e cadrebbe quindi dopo pochi minuti sfracellandosi alla velocità laterale di 20 km/h.

…e la semplice realtà dei fatti: la terra è ferma

Questa sarebbe la teoria ma cosa succederà invece se proverete a fare questo esperimento? Semplicemente il drone seguirà il meridiano su cui si trova in direzione sud, non avrà alcuna deviazione laterale verso ovest, a meno di folate di vento di particolare intensità e, alla fine dei trenta minuti, potrà essere fermato in aria e non avrà alcuna velocità residua di 20 km/h. Potrà essere recuperato semplicemente facendolo scendere e senza alcun danno. L’esperimento dimostrerà dunque che non si manifesta Coriolis sulla terra per il semplice fatto che la Terra non ruota.

Naturalmente quando racconterete ad amici e conoscenti del vostro esperimento si prenderanno gioco di voi dicendo che Coriolis è evidente dal verso di rotazione degli uragani. Questi ruotano sempre nella stessa direzione perché ricevono la spinta dalla forza di Coriolis. Ma voi risponderete: “E come mai tale forza non ha agito sul mio drone? Gli uragani vengono messi in rotazione dal calore del sole che ruota da est verso ovest sulla Terra piatta. Si tratta dunque di una spinta termodinamica ma non meccanica. Dunque la terra è ferma. Pace e bene.”


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